Continua a far discutere la scelta degli organizzatori di Più Libri Più Liberi di chiedere agli editori partecipanti la sottoscrizione di una dichiarazione antifascista. Una decisione che ha acceso il dibattito pubblico e politico e sulla quale è intervenuto anche il presidente di Anpi Milano, Primo Minelli, che ha difeso apertamente l’iniziativa sostenendo che non dovrebbe suscitare alcuna sorpresa in un Paese fondato sui principi della Costituzione repubblicana.
La posizione di Anpi sulla dichiarazione richiesta agli editori
A margine della presentazione della sezione Anpi dei lavoratori del Comune di Milano, Minelli ha commentato le polemiche nate intorno alla manifestazione editoriale. Secondo il presidente dell’associazione partigiana milanese, firmare un documento che prende le distanze dal fascismo dovrebbe essere considerato un gesto naturale per chi riconosce i valori costituzionali.
Minelli ha spiegato di non vedere nulla di scandaloso nella richiesta avanzata dai promotori della fiera. A suo giudizio, l’antifascismo rappresenta uno dei pilastri su cui è stata costruita la Repubblica italiana e trova piena espressione nella Carta costituzionale.
Minelli: “La Costituzione è profondamente antifascista”
Nel suo intervento, il presidente di Anpi Milano ha ricordato come la Costituzione sia nata dal contributo di figure appartenenti all’intero arco antifascista che partecipò alla costruzione democratica del Paese dopo la Seconda guerra mondiale.
Per questo motivo, secondo Minelli, parlare di antifascismo non significa introdurre elementi divisivi, ma richiamare principi condivisi e fondanti della vita democratica italiana. Da qui anche la critica a chi interpreta la richiesta della dichiarazione come una forma di limitazione della libertà di espressione.
Minelli: “Non è censura, il fascismo è un crimine”
Uno dei passaggi più netti dell’intervento riguarda proprio il tema della censura. Minelli ha respinto con decisione questa interpretazione, sostenendo che il fascismo non possa essere considerato una semplice opinione tra le tante.
Secondo il presidente dell’Anpi milanese, infatti, il fascismo rappresenta un crimine e come tale deve essere trattato. Per questo motivo ritiene improprio parlare di censura quando si richiede un’esplicita adesione ai valori antifascisti nell’ambito di una manifestazione culturale.
L’appello in vista delle elezioni comunali di Milano
Nel corso dello stesso incontro, Minelli ha anche rivolto un messaggio alle forze politiche che si preparano alle prossime elezioni amministrative del capoluogo lombardo. L’auspicio espresso dal presidente di Anpi Milano è che il futuro sindaco della città si riconosca chiaramente nei principi dell’antifascismo e nei valori sanciti dalla Costituzione.
L’intervento si inserisce in un clima politico particolarmente acceso, anche alla luce delle recenti discussioni su alcuni temi legati all’identità nazionale, all’immigrazione e alla memoria storica.
Le dure parole contro Roberto Vannacci
Minelli ha dedicato una parte significativa del suo intervento a Roberto Vannacci, che nei giorni scorsi ha annunciato l’intenzione di sostenere un proprio candidato per le elezioni milanesi.
Il presidente di Anpi Milano ha definito una “vergogna” alcune delle posizioni attribuite al generale, criticando riferimenti a termini come “camerati”, alla Decima Mas e al concetto di remigrazione, che ha accostato all’idea di deportazione. Nel mirino anche alcune dichiarazioni sul tema dei femminicidi, considerate incompatibili con lo spirito della Carta costituzionale.
Minelli: “Vannacci è un pericolo per la democrazia”
Le critiche di Minelli non si sono fermate qui. Il presidente dell’Anpi ha rivolto un appello anche ai mezzi di informazione, invitando a non amplificare idee che ritiene irrealizzabili e potenzialmente dannose per il dibattito democratico.
Secondo la sua analisi, Vannacci rappresenterebbe un pericolo per la democrazia italiana e le sue parole rischierebbero di aggravare tensioni già presenti nella società. Minelli ha sostenuto che certi linguaggi ricordano quelli utilizzati un secolo fa e che proprio per questo l’opinione pubblica dovrebbe riconoscerne i rischi e sviluppare gli anticorpi necessari per contrastarli.
Per il presidente dell’Anpi milanese, infatti, alcune espressioni e alcuni concetti oggi tornati al centro del dibattito pubblico richiamano dinamiche già vissute nella storia italiana, motivo per cui ritiene necessario mantenere alta l’attenzione a difesa dei valori democratici e costituzionali.
