Alcuni dipendenti di Atm avrebbero estrapolato dalle videocamere di sorveglianza immagini di donne sedute a bordo del tram 15 a Milano e le avrebbero condivise in una chat di WhatsApp. La scoperta è avvenuta dopo che una passeggera, seduta sul tram, sostiene di avere visto un uomo in divisa scorrere i messaggi e ha fotografato la conversazione, poi segnalata a un’attivista che ha reso nota la vicenda. Atm ha reso noto di essersi prontamente attivata: l’azienda ha avviato da domenica mattina un’inchiesta interna e ha annunciato che agirà “in ogni sede opportuna” per verificare il corretto uso degli strumenti aziendali.
La scoperta a bordo del tram 15
Secondo la ricostruzione resa pubblica dalla segnalazione e riportata da Il Corriere della Sera, la passeggera sabato 13 giugno viaggiava su un convoglio del tram 15, che collega Rozzano al centro, quando ha notato un autista in pausa con la divisa che guardava il telefono. L’uomo, scrive la segnalazione, stava partecipando a una chat denominata “Staff Ticinese” con altri colleghi. I fotogrammi estratti dalle videocamere, si legge, non ritraevano situazioni di pericolo ma immagini che immortalavano gambe, volti, seni e cosce di donne ignare di essere riprese. La passeggera ha fotografato la chat e ha consegnato lo screenshot all’attivista che ha poi girato la segnalazione ad Atm.
Parla la ragazza che ha denunciato le chat sessite
“Mi è balzato agli occhi che guardava e ingrandiva in continuazione questa foto che ritraeva una ragazza di spalle. Lo zoom era sempre sui suoi glutei“, riporta Federica – nome di fantasia – su Repubblica. Ha 26 anni, è una producer freelance. Salita sul tram si era appoggiata al sedile occupato da un uomo in divisa ATM, riuscendo così a vedere lo schermo del suo telefono mentre ingrandiva ripetutamente una foto di una donna ripresa di spalle, evidentemente catturata dalle telecamere di sicurezza a bordo dei mezzi, mostrandola con compiacimento ai colleghi nel gruppo. Scorrendo la galleria della chat, la ragazza ha notato altre immagini: “Tutte donne, tutte immagini scattate da uno schermo a disposizione degli autisti o di chi controlla le telecamere, tutte riprese dal circuito di sicurezza.”, continua Federica. Tutte facevano parte dello stesso format sessista. L’uomo che aveva accanto era il mitttente di una delle foto e nella didascalia scriveva ‘il mio dolce per voi’. C’erano reazioni, esclamazioni che alludevano a parti del corpo di quella donna del tutto ignara di essere ripresa: “Il sedere!”, “Nell’inguine”. “Un’oscenità”, commenta la ragazza su Repubblica.
Lei ha quindi fotografato d’istinto la conversazione, ritenendo l’episodio troppo grave per essere ignorato. L’accaduto le ha lasciato un misto di rabbia, tristezza e un senso di insicurezza nell’uso quotidiano del trasporto pubblico, aggravato dal fatto che si tratti di dipendenti di un’azienda che dovrebbe garantire sicurezza ai passeggeri. Federica ha annunciato l’intenzione di sporgere denuncia con l’assistenza dell’avvocata Cathy La Torre. “Nessuno dovrebbe voltarsi dall’altra parte, fare finta di nulla. Qualsiasi ragazza o ragazzo deve sapere che può ribellarsi. A me è la rabbia per tutte che mi fa andare avanti“, conclude la ragazza su Repubblica.
Le critiche e le domande poste dagli attivisti
Carlotta Vagnoli, attivista femminista e scrittrice, ha qualificato l’episodio come un esempio di “technology facilitated gender based violence”, richiamando l’attenzione sul ruolo dei dispositivi tecnologici nel facilitare la condivisione e il commento sessista dei corpi delle donne. La segnalazione solleva anche interrogativi sulle conseguenze pratiche dopo i provvedimenti disciplinari: “dopo i provvedimenti disciplinari, cosa succederà?”, si legge nella denuncia pubblica. Un’influencer intervenuta sulla vicenda ha definito l’accaduto un “Letamaio subculturale”. L’inchiesta interna rimane aperta e Atm ha confermato di voler procedere alle verifiche necessarie per accertare eventuali responsabilità e tutelare clienti e personale.
La reazione di Atm e le indagini
Atm, con una nota, ha dichiarato di aver contattato la viaggiatrice per acquisire dettagli utili a risalire ai gestori del gruppo e di avere aperto un’inchiesta interna. L’azienda ha sottolineato l’intento di tutelare i clienti e i dipendenti e ha definito il rispetto un “valore fondante e non negoziabile”.
La società ha aggiunto che verificherà il corretto uso degli strumenti aziendali e che, in caso di irregolarità, interverrà nelle sedi opportune. L’inchiesta è in corso da domenica mattina, si legge nella comunicazione.
Sala: “Atm sia dura con chi è coinvolto”
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha chiesto un intervento deciso da parte di Atm. A margine della cerimonia dei premi dedicati a Giorgio Ambrosoli, il primo cittadino ha sottolineato la necessità che Atm accerti con precisione i fatti e individui eventuali responsabilità. Secondo Sala, qualora emergessero responsabili, i provvedimenti adottati dovranno impedire che queste persone possano trovarsi nuovamente nelle condizioni di arrecare danno.
Il sindaco ha inoltre evidenziato che, qualora i fatti dovessero configurare reati, l’azienda dovrebbe agire con particolare fermezza. Per questo ha invitato Atm a condurre verifiche approfondite e ad adottare misure severe nei confronti di chi dovesse risultare coinvolto.
Articolo aggiornato al 16 giugno 2026
