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Telegram contro il governo indiano: ricorso dopo il blocco dell’app

Secondo quanto riportato da diversi media indiani e internazionali, tra cui l’agenzia Pti, la società ha presentato ricorso all’Alta Corte di Delhi contro il provvedimento del governo

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Una donna intenta a usare Telegram

Una donna intenta a usare Telegram | Unsplash @Christian Wiediger - Alanews.it

Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

Telegram ha deciso di portare in tribunale il governo indiano dopo la misura che limita temporaneamente l’accesso alla piattaforma nel Paese fino al 22 giugno. La decisione arriva in un clima di forte tensione legato al sospetto utilizzo dell’app per la diffusione di materiali d’esame rubati, in particolare in vista della ripetizione di un importante test per l’accesso a Medicina.

Il ricorso di Telegram al tribunale di Delhi

Secondo quanto riportato da diversi media indiani e internazionali, tra cui l’agenzia Pti, la società ha presentato ricorso all’Alta Corte di Delhi contro il provvedimento del governo. L’udienza è stata fissata per la giornata di mercoledì, dopo che i legali della piattaforma hanno sollevato formalmente la questione davanti ai giudici.

Il blocco, deciso dalle autorità, è stato giustificato come misura necessaria per prevenire possibili frodi legate alla diffusione delle tracce d’esame.

Il caso dell’esame di medicina e le accuse di fuga di dati

Al centro della vicenda c’è il National Eligibility-cum-Entrance Test (NEET), il principale esame di accesso agli studi di medicina in India, sostenuto ogni anno da milioni di studenti. La prova precedente era stata annullata a maggio dopo sospetti di una fuga di informazioni sulle domande.

La nuova sessione è prevista per domenica, e il governo ha motivato la stretta su Telegram come un tentativo di tutelare l’integrità dell’esame e impedire ulteriori irregolarità.

Le accuse del governo e la posizione di Telegram

Le autorità di New Delhi sostengono che il blocco temporaneo sia stato necessario per contrastare reti organizzate che avrebbero utilizzato la piattaforma per diffondere materiale d’esame trafugato. Anche il National Testing Agency (NTA), ente che gestisce il test, ha difeso la misura, pur riconoscendo i disagi per gli utenti che utilizzano Telegram per attività lecite come studio e comunicazione.

Dall’altra parte, il CEO Pavel Durov ha definito la decisione un “errore”, sostenendo che il provvedimento non avrebbe effetti concreti nel fermare i responsabili delle fughe di dati, che potrebbero semplicemente spostarsi su altre piattaforme.

La difesa di Telegram e le misure contro gli abusi

Telegram ha sottolineato di aver collaborato attivamente alla rimozione di contenuti illeciti, eliminando negli ultimi tempi centinaia di canali legati alla diffusione di materiali d’esame e truffe connesse in India. L’azienda ha inoltre rafforzato il sistema di etichettatura dei contenuti modificati, con l’obiettivo di contrastare pratiche ingannevoli come il backdating.

Durov ha ribadito che la piattaforma rappresenta una “forza positiva” e ha criticato l’idea di una sospensione, anche se temporanea, sottolineando come penalizzi milioni di utenti innocenti.

Un Paese diviso tra sicurezza e libertà digitale

Il provvedimento ha riacceso il dibattito sull’efficacia del blocco di una piattaforma utilizzata da oltre 150 milioni di persone in India, molte delle quali la impiegano non solo per comunicare, ma anche per accedere a contenuti educativi e gruppi di studio.

La misura è stata adottata sulla base delle norme IT indiane che consentono di limitare l’accesso ai servizi digitali per motivi legati alla sicurezza nazionale e all’integrità del sistema.

Le reazioni politiche

La vicenda ha rapidamente assunto una dimensione politica. Il leader dell’opposizione Mallikarjun Kharge ha chiesto le dimissioni del ministro dell’Istruzione Dharmendra Pradhan, accusando il governo di non aver gestito adeguatamente la situazione e di aver danneggiato il futuro degli studenti.

Anche all’interno del dibattito pubblico non sono mancate critiche: alcuni esperti hanno evidenziato come la diffusione di contenuti simili potrebbe avvenire anche su altre piattaforme, mentre milioni di studenti denunciano la perdita di accesso a materiale di studio gratuito.

La vicenda è ora al centro di un’indagine condotta dal Central Bureau of Investigation (CBI), che ha già portato a diversi arresti. Nel frattempo, la cancellazione della prova ha provocato proteste in varie città del Paese, con studenti e attivisti che denunciano problemi strutturali nel sistema degli esami.

Per la nuova sessione si prevede anche un piano logistico straordinario, con l’impiego di mezzi dell’aeronautica militare per il trasporto dei materiali d’esame, a conferma della delicatezza del momento.

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