Le tensioni geopolitiche e in particolare il conflitto in Medio Oriente stanno aumentando le incognite sul quadro economico europeo. A sottolinearlo è stata la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde, che ha collegato in modo diretto la durata della guerra all’ampiezza dei rischi per crescita e inflazione.
Inflazione, energia e scenario economico: il monito della BCE
Secondo Lagarde, il principale canale di trasmissione dell’instabilità resta quello energetico. Se i prezzi dell’energia dovessero rimanere elevati, l’inflazione potrebbe non limitarsi a un effetto temporaneo, ma estendersi anche ad altri comparti come alimentari, beni e servizi. La presidente della BCE ha spiegato che, nelle proiezioni dell’istituto, l’inflazione dovrebbe restare sopra l’obiettivo nella prima parte del 2027, per poi rientrare nella seconda metà dell’anno grazie a un rallentamento dei prezzi energetici e degli altri fattori di costo.
Tuttavia, ha avvertito, il rischio principale è che l’aumento dei prezzi dell’energia inneschi effetti indiretti e di secondo livello, influenzando salari, aspettative e dinamica complessiva dell’economia. Per questo motivo Francoforte continuerà a monitorare con attenzione la durata e l’intensità di queste pressioni.
Tassi di interesse: decisione unanime e nessun cambio di rotta
Nel corso del suo intervento, Lagarde ha poi chiarito che la recente decisione di aumentare i tassi di interesse di 25 punti base è stata presa in modo completamente condiviso all’interno del Consiglio direttivo. Non ci sono state alternative sul tavolo né divisioni interne, ha sottolineato, evidenziando come la scelta sia stata coerente con le proiezioni economiche e le indicazioni del capo economista della BCE.
Si tratta, ha precisato, di una misura calibrata e non drastica, ma comunque in grado di inviare un segnale preciso ai mercati, in un contesto caratterizzato da elevata incertezza e pressioni inflazionistiche ancora significative.
Euro digitale e integrazione europea: Lagarde parla della sfida della modernizzazione
Guardando oltre la politica monetaria tradizionale, la presidente della BCE ha ribadito l’importanza strategica dell’introduzione dell’euro digitale. Secondo Lagarde, una moneta digitale emessa dalla banca centrale, insieme a strumenti tokenizzati all’ingrosso, potrebbe rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa, migliorarne la competitività e favorire una maggiore integrazione del sistema finanziario.
Per questo, ha aggiunto, è fondamentale accelerare il percorso normativo che porti all’adozione del regolamento sull’euro digitale, considerato un tassello chiave per la modernizzazione dei pagamenti e lo sviluppo dell’innovazione finanziaria nel continente.
Crescita dell’Eurozona e resilienza dell’economia
Sul fronte della crescita, Lagarde ha respinto l’idea di un’economia europea in difficoltà strutturale. Pur riconoscendo una lieve revisione al ribasso delle stime per il 2026, la presidente della BCE ha sottolineato che il quadro complessivo non indica una fase di stagnazione o una minaccia significativa alla crescita.
Ha inoltre evidenziato come la solidità della decisione sui tassi sia valida in diversi scenari, anche nei più negativi, e come per rafforzare la crescita siano necessarie soprattutto riforme strutturali e un avanzamento verso un mercato europeo più integrato, anche sul fronte dei capitali e dei risparmi.
Rischi tecnologici e cyber sicurezza, Lagarde: “Serve una governance comune”
Infine, Lagarde ha richiamato l’attenzione sui rischi legati alla cybersicurezza, in particolare quelli connessi allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Nuove tecnologie potrebbero amplificare le vulnerabilità del sistema finanziario europeo, un tema che secondo la presidente della BCE è ancora sottovalutato.
In questo contesto, ha aperto alla possibilità di rafforzare la cooperazione tra Stati membri attraverso forme di governance congiunta, sottolineando come sia possibile che si stia osservando solo la parte emergente di un fenomeno molto più ampio e complesso.
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