Le scelte dei governi per affrontare il rincaro dell’energia continuano a essere osservate con attenzione dalla Banca centrale europea. A ribadirlo è stata la presidente della BCE, Christine Lagarde, intervenuta al termine della riunione dell’Eurogruppo a Nicosia. Nel suo intervento, Lagarde ha sottolineato la necessità che gli interventi fiscali restino limitati nel tempo e rivolti a categorie specifiche, evitando misure generalizzate che potrebbero avere conseguenze sull’orientamento della politica monetaria.
Le “tre T” indicate dalla BCE
Parlando della risposta europea allo shock provocato dall’aumento dei prezzi dell’energia, Lagarde ha spiegato che durante l’Eurogruppo è stato affrontato anche il tema delle misure di sostegno adottate dai governi.
Secondo la presidente della BCE, gli interventi di bilancio dovrebbero rispettare quelli che ha definito i principi delle “tre T”: essere temporanei, mirati e calibrati sulle reali necessità. L’obiettivo è evitare che gli aiuti si trasformino in strumenti permanenti o eccessivamente estesi, con possibili ripercussioni sugli equilibri economici.
Lagarde ha inoltre avvertito che eventuali scostamenti da questi criteri potrebbero produrre effetti indesiderati e influenzare le future decisioni della banca centrale in materia di politica monetaria.
Nessuna anticipazione sulla riunione di giugno
Nel corso della conferenza stampa, la numero uno della BCE ha anche affrontato il tema delle prossime decisioni sui tassi di interesse. Tuttavia, non ha voluto fornire indicazioni precise in vista della riunione dell’11 giugno, mantenendo la linea di prudenza seguita negli ultimi mesi.
Lagarde ha ricordato che l’istituto di Francoforte continuerà a prendere decisioni sulla base dei dati economici disponibili, valutando la situazione incontro dopo incontro. La strategia resta quella di assicurare che l’inflazione converga in modo stabile verso il target del 2% nel medio periodo.
Lagarde: “L’obiettivo resta riportare l’inflazione al 2%”
La presidente della BCE ha ribadito che la banca centrale rimane pienamente impegnata nel perseguimento del proprio mandato principale, cioè la stabilità dei prezzi. Per questo motivo, ha spiegato, non verranno adottati automatismi né saranno fornite indicazioni preventive sulle prossime mosse.
L’approccio continuerà a essere “data dependent”, vale a dire strettamente legato all’andamento degli indicatori economici. Solo l’evoluzione dell’inflazione, della crescita e del contesto internazionale permetterà di determinare quale sarà la politica monetaria più adeguata nei prossimi mesi.
Il delicato equilibrio tra politica fiscale e monetaria
Le parole di Lagarde evidenziano ancora una volta il rapporto sempre più stretto tra le decisioni dei governi e quelle della BCE. Da una parte gli Stati sono chiamati a sostenere famiglie e imprese colpite dall’aumento dei costi energetici; dall’altra la banca centrale vuole evitare che misure troppo ampie alimentino nuove pressioni inflazionistiche.
Per questo Bruxelles e Francoforte insistono sulla necessità di interventi selettivi e limitati nel tempo. Un equilibrio che sarà particolarmente importante nei prossimi mesi, mentre l’Eurozona continua a monitorare l’andamento dell’inflazione e gli effetti delle tensioni energetiche sull’economia europea.
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