Christine Lagarde ha detto il 2 luglio 2025 a Les Echos di non escludere di lasciare la presidenza della Bce prima di ottobre 2027. Ha detto che la scelta potrebbe essere motivata dall’impegno nella vita politica francese in vista delle elezioni di aprile e dalla necessità di “una voce europea” nel dibattito presidenziale. La conferma ha segnato un cambio di tono rispetto ai mesi precedenti: dopo il rilancio del Financial Times a febbraio e dichiarazioni di cautela ad aprile, nelle ultime settimane a Bruxelles e Francoforte le voci su una partenza anticipata non si erano mai del tutto spente.
Lagarde vuole tornare nella politica francese
Lagarde ha risposto “È possibile. Penso che una voce europea debba farsi sentire nel dibattito presidenziale francese”, citazione che la presidente ha usato per spiegare il possibile passaggio a un ruolo nella res publica francese.
La stessa intervista contiene altre affermazioni già anticipate da precedenti interventi: Lagarde aveva detto di non essere “candidata a nulla” e, alla domanda se potesse sostenere un candidato o candidarsi, aveva dichiarato “Mi farò domande” per poi correggersi con un “No, sto scherzando. Penso che non sia all’ordine del giorno”.
Come è cambiato il tono nelle ultime settimane
Le indiscrezioni erano state rilanciate dal Financial Times a febbraio 2026; ad aprile la presidente aveva cercato di raffreddare la speculazione ricordando che in una fase di forte incertezza internazionale “il capitano non lascia la sua nave”
A metà giugno, Lagarde aveva dichiarato che, prima dello scoppio della guerra all’Iran, “potevo dire con un certo sollievo che la missione era compiuta, che avevo 70 anni e che, alla fine, potevo forse andare in pensione un po’ in anticipo“. Queste frasi, insieme alle aperture successive, hanno contrapposto momenti di esclusione dell’ipotesi a passaggi in cui la stessa presidente lasciava aperta la porta a scelte diverse.
Il quadro a Bruxelles e il calendario delle nomine Ue
A Bruxelles si è parlato nelle settimane scorse di un possibile effetto a catena sulle nomine comunitarie: un addio anticipato della presidente della Bce accenderebbe la partita per la successione ai vertici europei, in un passaggio già sensibile in vista del cosiddetto Midterm di gennaio. Nel dibattito emerso nelle capitali europee alcuni osservatori avevano ipotizzato scenari diversi, tra cui un ruolo per Lagarde alla Commissione e una guida della Bce affidata a nomi legati a Berlino; si tratta, come era stato ricordato in vari ambienti, di ipotesi non confermate ma ricorrenti nei dibattiti tra istituzioni e governi.
I temi evocati da Lagarde nella
Nel colloquio con Les Echos Lagarde ha ribadito tre priorità cui si era già riferita in passato: la stabilità dei prezzi, la protezione dell’euro come moneta internazionale e l’ancoraggio della Francia all’interno dell’Unione Europea.
Ha inoltre osservato che “la Francia dovrà prendere decisioni coraggiose su questioni difficili” e che i candidati alle presidenziali hanno il dovere “di esaminare queste questioni e proporre soluzioni”, affermazioni che la presidente ha collegato alla necessità di un dibattito politico che, a suo avviso, non riduca il ruolo europeo della Francia.
Domani Lagarde è attesa in Provenza per gli “incontri economici”, appuntamento al quale partecipa anche il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, e sarà osservata con attenzione la sua presenza e le eventuali dichiarazioni supplementari.
