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Interpreti teatro e cinema: “Si usano le tasse degli italiani per le produzioni Usa”

Durante un’audizione alla Camera, UNITA denuncia la riduzione dei fondi al cinema italiano e l’aumento degli incentivi fiscali per produzioni estere, sollevando dubbi su identità culturale e strategie di rilancio del settore

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Una sala cinematografica vuota prima di un film

alanews.it

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Roma, 3 marzo 2026 – In un’audizione presso la Commissione Cultura della Camera, l’Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo (UNITA) ha sollevato forti critiche riguardo alla gestione dei fondi pubblici destinati al settore cinematografico italiano, evidenziando un sostegno eccessivo alle produzioni straniere a scapito di quelle nazionali.

Critiche sul finanziamento e la produzione cinematografica italiana

L’UNITA ha messo in luce come, in un momento di crisi economica e di sacrifici richiesti ai lavoratori del cinema italiano, sia paradossale “penalizzare la produzione italiana in favore di quella straniera”. La preoccupazione centrale riguarda l’uso dei soldi delle tasse degli italiani per finanziare produzioni americane, con un conseguente indebolimento della narrazione e dell’immaginario culturale nazionale. Particolarmente emblematico è il caso della vendita della casa di distribuzione Lucky Red alla francese Studio Canal, che si aggiunge alla lista di imprese italiane di successo passate in mano straniera.

L’associazione ha criticato inoltre la riduzione del Fondo cinema 2026, sceso a circa 606 milioni di euro, sottolineando come le risorse vengano prevalentemente indirizzate al credito d’imposta per attrarre produzioni estere, con un aumento del 138% per queste ultime, mentre gli altri strumenti di sostegno, soprattutto quelli rivolti al cinema di qualità, vengono drasticamente ridotti o eliminati. La conseguenza è una visione che sembra escludere “il cinema di qualità” dalla strategia di rilancio del settore.

Il teatro in inglese in Italia: una realtà in crescita

Parallelamente al dibattito sul cinema, si registra un fenomeno culturale significativo nel teatro italiano, con una crescita di produzioni in lingua inglese. Compagnie coraggiose come The Hats Company e iniziative come Florence Live Theatre propongono spettacoli in inglese, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico italiano alla lingua più parlata al mondo e di ampliare gli orizzonti culturali. Queste produzioni non sono rivolte a un pubblico elitario, ma sono spesso pop e didattiche, volte a rendere familiare la lingua inglese attraverso il teatro.

La scelta di recitare in inglese è anche una risposta alla presenza crescente di turisti stranieri e a una società sempre più internazionale. Produzioni come “Wrong Play My Lord”, ispirate a Shakespeare, e spettacoli in luoghi suggestivi come la Villa Le Piazzole a Firenze, testimoniano come il teatro in inglese stia diventando un ponte culturale e linguistico importante per l’Italia.

In questo contesto, cresce anche l’attenzione verso la valorizzazione della lingua e della cultura italiane, che però si scontrano con le dinamiche di mercato e le politiche di finanziamento che premiano le produzioni straniere, sia nel cinema che nelle altre arti performative.

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