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Tajani a Washington: “Partecipiamo come osservatori, proposte concrete per la pace a Gaza”

Italia presente come osservatore al Board of Peace di Washington: Tajani rilancia il ruolo del Paese nel processo di pace in Medio Oriente e nella ricostruzione di Gaza

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Il ministro degli Esteri Antonio Tajani

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani | alanews.it

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Washington, 19 febbraio 2026 – In occasione della riunione inaugurale del Board of Peace a Washington, il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha ribadito la posizione dell’Italia, confermando la partecipazione del Paese come osservatore e sottolineando l’importanza delle proposte concrete emerse per la pace in Medio Oriente. L’incontro, voluto dall’amministrazione statunitense, si concentra in particolare sul piano di ricostruzione e stabilizzazione della Striscia di Gaza.

Tajani: “Nessun ‘Board of Business’, ma impegno concreto per la pace“

Durante l’incontro con i giornalisti a Washington, Tajani ha chiarito che la partecipazione italiana non si traduce in un ruolo formale all’interno del Board, vincolato da limiti costituzionali, ma in una presenza attiva come osservatore. “Non è un ‘business board’– ha affermato – ma un organismo che propone iniziative politiche per costruire la pace in Medio Oriente“. L’Italia, ha aggiunto, vuole essere protagonista di questo processo, anche per i molteplici interessi economici e strategici legati alla regione. Alla riunione partecipano infatti tutti i principali attori regionali, dall’Arabia Saudita al Qatar, dagli Emirati all’Egitto e alla Giordania.

Il ministro ha inoltre sottolineato che l’assenza dell’Italia sarebbe stata “politicamente incomprensibile e contraria allo spirito dell’articolo 11 della Costituzione“, che sancisce il ripudio della guerra. L’Italia, ha spiegato Tajani, si pone come mediatore equilibrato, impegnato nel dialogo costante con Israele, l’Autorità Palestinese e i partner chiave della regione, con l’obiettivo di creare le condizioni per due Stati che convivano in pace e sicurezza.

Polemiche politiche e posizioni della Santa Sede

La decisione del governo italiano ha sollevato critiche da parte dell’opposizione. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha accusato l’esecutivo di aggirare i vincoli costituzionali, definendo la partecipazione al Board come una “privatizzazione delle relazioni internazionali” e un indebolimento del diritto internazionale. Anche il deputato Beppe Provenzano ha parlato di uno “strappo alla collocazione internazionale dell’Italia“.

Dal Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha annunciato che la Santa Sede non parteciperà al Board di Pace, esprimendo “perplessità” per alcuni punti critici dell’organismo e auspicando che siano risolte le criticità, ribadendo la preferenza per un ruolo dell’Onu nella gestione della crisi.

Inoltre, la Camera dei Deputati ha approvato la risoluzione che impegna il governo a mantenere questa linea di partecipazione come osservatore, con 183 voti a favore e 122 contrari, confermando così la volontà italiana di non restare ai margini di un processo considerato cruciale per la stabilità del Mediterraneo e del Medio Oriente.

L’incontro di Washington si inserisce in un contesto delicato, con la comunità internazionale che cerca di trovare soluzioni concrete per la ricostruzione e la sicurezza nella Striscia di Gaza, dopo anni di conflitto e tensioni. Il Board of Peace rappresenta un tentativo di coordinamento politico e operativo guidato dagli Stati Uniti, con il coinvolgimento di numerosi Paesi europei e regionali, anche se con un ruolo non sempre di vertice. Tajani ha ribadito che l’impegno italiano si basa sulla volontà di contribuire alla pace e alla sicurezza, senza cedere a logiche di sudditanza verso alcun partner internazionale.

Tajani: rispetto per la sovranità francese e no alle interferenze

In un incontro con la stampa a Washington al termine della riunione del Board of Peace, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha affrontato il delicato tema della situazione politica in Francia, sottolineando il rispetto per la sovranità nazionale e condannando gli estremismi.

Secondo Tajani, “nessuno si occupa degli affari interni degli altri Paesi“, un principio fondamentale che deve guidare i rapporti internazionali. Tuttavia, ha aggiunto, quando si manifesta violenza politica, come accaduto recentemente in Francia e in altri Paesi occidentali, è doveroso richiamare l’attenzione sull’importanza di non trasformare gli avversari politici in nemici da abbattere. “L’Occidente non può diventare un luogo dove l’avversario si trasforma in nemico da abbattere“, ha affermato, ribadendo come tale posizione sia in linea con i valori dell’Unione europea.

Il ministro ha chiarito che il suo intervento non ha nulla a che vedere con un’influenza politica interna: “Non è una questione di centro, destra o sinistra“, ma piuttosto un invito a dire basta agli estremismi, evitando di tornare a scenari di violenza come quelli degli anni delle Brigate Rosse in Italia. Tajani ha espresso perplessità sulle accuse di interferenza rivolte all’Italia, definendole ingiustificate.

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