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Inchiesta urbanistica: il Riesame dissequestra la torre Unico-Brera

Inchiesta urbanistica: il Tribunale accoglie il ricorso delle difese, riconoscendo la legittimità del titolo edilizio secondo Tar e Consiglio di Stato

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Inchiesta urbanistica: dissequestrata la torre Unico-Brera

Inchiesta urbanistica: dissequestrata la torre Unico-Brera | ANSA/ANDREA FASANI - alanews

Federico Liberi di Federico Liberi

Laureato in Psicologia e Processi Sociali, sono sempre stato affascinato dalla scrittura. Dal 2023 lavoro nel mondo del copywriting dove mi occupo, oltre che di viaggi, salute, attualità e molto altro, di due delle mie passioni più grandi: il calcio e il tennis.

Milano, 24 gennaio 2026 – Inchiesta urbanistica: il Tribunale del Riesame di Milano ha disposto il dissequestro della torre residenziale Unico-Brera, situata in via Anfiteatro, nel cuore del centro storico milanese. La decisione accoglie il ricorso presentato dalle difese nell’ambito di una complessa indagine penale che coinvolge 27 indagati, tra cui imprenditori, ex dirigenti comunali e membri della Commissione Paesaggio, accusati di abuso edilizio, lottizzazione abusiva e falso.

Il Riesame annulla il sequestro della torre Unico-Brera: motivazioni e reazioni

Il provvedimento di sequestro, emesso lo scorso dicembre dal giudice per le indagini preliminari (gip) Matteo Fiorentini su richiesta della Procura di Milano, era stato motivato da presunte irregolarità urbanistiche relative alla realizzazione della torre di 11 piani, alta quasi 35 metri, presentata come una ristrutturazione ma contestata come una nuova costruzione. Tuttavia, il Riesame ha ritenuto che non sussistesse il “fumus” dell’elemento soggettivo dei reati contestati, annullando così il decreto e disponendo il dissequestro del cantiere.

Nel dispositivo, i giudici Galli, Nosenzo e Amicone hanno sottolineato come il gip non avesse adeguatamente considerato le sentenze della giustizia amministrativa – emesse da Tar Lombardia e Consiglio di Stato – che avevano già riconosciuto la legittimità del titolo edilizio concesso per il progetto. L’avvocato Federico Papa, uno dei difensori dell’imprenditore Carlo Rusconi, ha espresso grande soddisfazione: “È veramente un sollievo perché era una grandissima ingiustizia. Ringraziamo il Tribunale”.

Le difese hanno inoltre evidenziato come la Procura abbia adottato un’interpretazione estemporanea e imprevedibile del diritto amministrativo, creando una situazione di incertezza che finisce per danneggiare l’interesse pubblico, che invece dovrebbe essere salvaguardato.

Indagini milanesi e contesto dell’inchiesta urbanistica

L’inchiesta sul cantiere Unico-Brera fa parte di un più ampio filone di indagini della Procura milanese che mira a contrastare quello che viene definito il fenomeno del “grattacielo selvaggio” e altre speculazioni edilizie nel centro di Milano. Nei mesi scorsi, sono stati sequestrati altri cantieri e avviati diversi procedimenti per abusi edilizi e lottizzazioni abusive, con imputati che comprendono imprenditori, funzionari comunali e membri della Commissione Paesaggio.

Nel caso specifico di Unico-Brera, l’area su cui sorge la torre era originariamente pubblica e destinata a edilizia popolare, ma è stata venduta ai privati per la costruzione di appartamenti di lusso, con prezzi di mercato che arrivano a 700 mila euro per 40 metri quadrati.

Le critiche degli inquirenti riguardano anche la mancata richiesta da parte del Comune di un piano attuativo, necessario vista la volumetria elevata concessa (indice edificatorio superiore a 9 metri cubi per metro quadrato) e la conseguente riduzione degli oneri di urbanizzazione, con un impatto significativo sulla collettività.

Il contesto giuridico e le prospettive future

La decisione del Riesame di Milano non pone fine alla vicenda giudiziaria: la Procura potrà infatti presentare ricorso in Cassazione contro l’ordinanza di dissequestro. Tuttavia, questa sentenza segna una significativa battuta d’arresto rispetto ad altre decisioni recenti di conferma di sequestri da parte di Riesame e Cassazione in indagini analoghe.

Parallelamente, la Suprema Corte ha recentemente annullato alcune misure cautelari interdittive nell’ambito della stessa maxi inchiesta, sottolineando l’assenza di prove concrete di corruzione nei confronti di ex componenti della Commissione Paesaggio e amministratori pubblici. La Cassazione ha evidenziato che, sebbene vi siano sospetti e conflitti di interesse, mancano indizi sufficienti per configurare ipotesi di reato, in un quadro giuridico reso più complesso dall’abrogazione del reato di abuso d’ufficio.

L’inchiesta milanese sull’urbanistica resta quindi uno dei casi più importanti e delicati per il sistema edilizio e amministrativo della città, con riflessi non solo sul piano giudiziario ma anche sulle politiche di sviluppo e tutela del patrimonio urbano storico di Milano.

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