Nuovo sviluppo nell’inchiesta sulla Bisteccheria d’Italia, il ristorante romano di cui era socio al 25% l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. L’avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Mauro Caroccia, ha annunciato che trasmetterà alla Procura di Roma una memoria contenente tutte le chat intercorse tra il suo assistito e l’ex esponente del governo, chiedendone l’immediata acquisizione agli atti.
“Sto inviando alla Procura di Roma una memoria con tutte le chat tra l’ex sottosegretario Andrea Delmastro e il mio assistito con richiesta di acquisizione immediata ai fini delle indagini”, ha dichiarato il legale.
La decisione arriva dopo che la Giunta per le autorizzazioni della Camera ha negato ai magistrati l’autorizzazione ad acquisire le conversazioni nell’ambito dell’inchiesta.
“Le conversazioni chiariscono chi era il vero proprietario”
Secondo Gallo, le chat rappresentano una prova decisiva per ricostruire i rapporti tra Delmastro e Caroccia e chiarire il ruolo dei soggetti coinvolti nella gestione del ristorante.
“Dalle chat si capisce chiaramente chi è il proprietario del locale e questo è fondamentale per chiarire la posizione del mio assistito”, ha affermato il difensore.
L’avvocato sostiene inoltre che il rifiuto della Camera rischia di compromettere il diritto alla difesa di Caroccia. “Il Parlamento, negando l’acquisizione, fa un grosso danno a un cittadino che non può difendersi visto che Delmastro non è indagato”, ha dichiarato.
Per il legale, le conversazioni dimostrerebbero l’estraneità dei suoi assistiti rispetto ai reati contestati e consentirebbero di individuare la reale titolarità dell’attività.
L’inchiesta sulla Bisteccheria d’Italia
L’indagine della Procura di Roma riguarda i rapporti tra Delmastro e Caroccia, quest’ultimo condannato in via definitiva a quattro anni di reclusione per intestazione fittizia di beni con l’aggravante di aver agevolato il clan Senese. Secondo l’ipotesi investigativa, la Bisteccheria d’Italia avrebbe potuto essere utilizzata per favorire operazioni di riciclaggio.
Delmastro, che non risulta indagato, era socio del locale con una quota del 25%, mentre amministratrice unica risultava Miriam Caroccia, figlia dell’imprenditore.
La Procura valuta il ricorso alla Consulta
La vicenda potrebbe ora aprire un nuovo fronte istituzionale. Dopo il parere contrario della Giunta, la Procura di Roma starebbe infatti valutando di sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale, in attesa dell’esito definitivo del voto dell’Aula della Camera.
Sul piano politico continuano intanto le polemiche. Le opposizioni accusano la maggioranza di aver ostacolato un’attività investigativa ritenuta rilevante, mentre dal centrodestra si ribadisce che Delmastro non è indagato e che la decisione della Giunta è stata presa esclusivamente per tutelare le prerogative parlamentari.
