Papa Leone XIV ha rilanciato l’appello al dialogo per la pace in Terra Santa durante l’Angelus in Vaticano oggi. Ha invitato a negoziare «un’equa soluzione politica fondata sulla pari dignità e uguali diritti di ogni persona umana» e ha chiesto il rifiuto di nuove azioni militari e di decisioni unilaterali che possano mettere a rischio lo status quo dei luoghi santi. Nel suo intervento ha richiamato l’attenzione sulla condizione dei civili in Cisgiordania e a Gaza, unendo la richiesta di preghiera all’invocazione: «Possa il Signore toccare i cuori e illuminare le menti dei responsabili perché presto si giunga alla riconciliazione e alla pace».
Il Pontefice ha rivolto un appello diretto ai leader politici, chiedendo responsabilità nelle scelte e nei toni, e ha domandato ai fedeli di pregare «per tutti i popoli che nel mondo soffrono a causa della guerra». Ha ribadito che la pace non coincide con la sola assenza di combattimenti e ha indicato la necessità di un accordo politico concreto capace di garantire diritti e dignità, con particolare attenzione alle vittime civili.
Terra Santa, dialogo e tutela dei luoghi santi
Nell’Angelus il Papa ha legato il cessare delle ostilità a un percorso politico riconosciuto da tutte le parti, chiarendo che decisioni unilaterali e nuove iniziative militari rischiano di alterare lo status quo dei luoghi santi. L’accento posto sulle popolazioni civili in Cisgiordania e a Gaza si inserisce in un appello più ampio: la ripresa di negoziati orientati a «un’equa soluzione politica» fondata sull’uguaglianza dei diritti. La preghiera per chi soffre, ha spiegato, va insieme alla responsabilità dei decisori pubblici, con l’obiettivo esplicito di riconciliazione tra le parti e di una pace che abbia basi giuridiche e sociali solide.
Uso dei social e intelligenza artificiale: parla Papa Leone
In un videomessaggio ai partecipanti dell’Halleluya Festival in corso a Fortaleza, in Brasile, Papa Leone XIV ha collegato fede e tecnologia richiamando l’esempio di San Carlo Acutis. Ai giovani ha chiesto di impiegare i social e l’intelligenza artificiale «con saggezza, usando questi strumenti in modo moderato e disciplinato», mettendo in guardia dalle «apparenze» che possono ingannare. Ha avvertito che gli strumenti digitali, se non governati, «possono proiettare in un mondo irreale dove l’effimero prende il posto di ciò che conta davvero». L’invito è stato a tenere Cristo al centro anche online, come criterio che ordina scelte, linguaggi e relazioni, per evitare che la ricerca di visibilità prevalga sulla verità e sulla carità.
Giovani e vocazione: dal Brasile al Portogallo
Nel messaggio all’Halleluya Festival, il Papa ha chiesto che lo Spirito Santo riaccenda un amore capace di trasformare la giovinezza in «forza evangelizzatrice» e renda ciascuno «pietra viva nella costruzione della città della pace». Un secondo saluto è arrivato ai giovani riuniti a Lamego, in Portogallo, dove ha ricordato il valore dell’entusiasmo della fede e della sete di verità. L’«irrequietezza» tipica dell’età, ha spiegato, è un impulso da orientare verso Cristo, anche attraverso momenti di preghiera e di silenzio per interrogarsi sulla propria vocazione: famiglia, sacerdozio o vita religiosa. Il saluto ai partecipanti e agli organizzatori del festival in Brasile si è chiuso con un nuovo invito alla preghiera e all’impegno personale per la riconciliazione e la pace; il videomessaggio a Fortaleza è stato trasmesso oggi dal Vaticano.
