Roma, 27 aprile 2026 – Rosario Fiorello e Fabrizio Biggio si mobilitano per difendere il Teatro delle Vittorie, storico luogo romano simbolo della televisione e del varietà italiano, dalla vendita annunciata dalla Rai. La notizia della possibile cessione, motivata da ragioni economiche e tecniche, ha suscitato un acceso dibattito nel mondo dello spettacolo e tra gli appassionati di cultura televisiva.
Il gesto simbolico di Fiorello e Biggio
In un’azione densa di significato e visibilità mediatica, Fiorello e Biggio hanno affisso davanti al teatro due cartelli con le scritte “Questo Teatro non si dovrebbe vendere” e “Questo Teatro non è in vendita!”. Il video dell’iniziativa, diffuso sui social, ha accompagnato un appello pubblico dello showman siciliano, che ha definito la vendita “un crimine contro la storia dello spettacolo italiano”. Fiorello ha sottolineato il valore culturale di questo luogo che ha ospitato artisti leggendari come Pippo Baudo, Raffaella Carrà e Mina, e ha ricordato che il teatro è stato scenario di alcune delle stagioni più importanti della televisione nazionale.
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Fabrizio Biggio, attore e conduttore noto per la sua versatilità e recentemente impegnato a fianco di Fiorello in programmi Rai come Viva Rai2! e La pennicanza, ha scelto di sostenere pubblicamente l’iniziativa, rafforzando così l’appello rivolto alla Rai e alle istituzioni culturali.
Le ragioni della Rai e le prospettive future
La Rai, attraverso una nota ufficiale, ha confermato la decisione di mettere in vendita il Teatro delle Vittorie. Il gruppo radiotelevisivo ha spiegato che la scelta rientra in un piano immobiliare innovativo che punta alla modernizzazione e alla trasformazione digitale, con investimenti concentrati sullo studio di Saxa Rubra e sulla riqualificazione di Viale Mazzini. Il teatro, tuttavia, è considerato obsoleto e troppo costoso da mantenere a causa di problemi tecnici, vincoli condominiali e difficoltà strutturali, inclusi gravi problemi di impermeabilizzazione.
Questa decisione, deliberata già nel luglio 2022 dal precedente Consiglio di Amministrazione, ha alimentato polemiche perché il Teatro delle Vittorie rappresenta un patrimonio storico e culturale irrinunciabile per la televisione italiana. Fiorello e Biggio, tra i protagonisti più attivi della scena televisiva contemporanea, hanno portato il dibattito all’attenzione pubblica, chiedendo un ripensamento e sottolineando l’importanza di tutelare la memoria e l’identità del piccolo schermo nazionale.
L’appello di Fiorello e Biggio si inserisce quindi in un momento di grande attenzione verso la tutela del patrimonio artistico televisivo, mettendo in luce la necessità di un equilibrio tra innovazione tecnologica e rispetto per la storia.






