Reggio Emilia, 27 aprile 2026 – Una vicenda che ha scosso il mondo scolastico di Reggio Emilia vede coinvolte due professoresse di un istituto superiore locale, indagate con l’accusa di falso in atto pubblico per aver modificato i voti di una verifica sul registro elettronico. Le indagini, condotte dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, sono scaturite da un esposto presentato da un insegnante di sostegno che ha denunciato anomalie nel sistema di valutazione.
La dinamica dei fatti e le modifiche ai voti
I fatti risalgono al 2023, quando la docente titolare della cattedra, una 39enne residente a Reggio Emilia, si trovava in malattia ed era stata temporaneamente sostituita da una supplente 49enne, anch’essa reggiana. La supplente ha somministrato un test alla classe, composto per metà da quesiti a crocette e per metà da risposte aperte, utilizzando la griglia di valutazione fornita dalla titolare. Dopo aver corretto i test, la supplente ha inserito i voti nel registro elettronico.
Al rientro della docente titolare, questa ha ritenuto errate le valutazioni assegnate dalla supplente e ha richiesto la cancellazione dei voti dal registro, per poi inserire nuove valutazioni, in maggioranza ribassate rispetto alle precedenti. Tra i casi più significativi, una studentessa ha visto il voto scendere da 6 a 3+, un altro studente da 10- a 7,5, mentre un alunno ha subito un abbassamento da 10 a 6-, un cambiamento che, secondo l’insegnante che ha denunciato la vicenda, ha contribuito alla sua bocciatura dopo il rimando a settembre.
La legge scolastica definisce il voto inserito nel registro elettronico come un atto pubblico, che non può essere modificato se non in presenza di errori di trascrizione debitamente autorizzati dal dirigente scolastico e dal tecnico responsabile del registro. In questo caso, secondo la ricostruzione, la docente titolare avrebbe inviato una mail alla vicepreside, ottenendo autorizzazione a procedere con la correzione, che è stata poi eseguita con il consenso della supplente.
Le posizioni della Procura
Il sostituto procuratore Piera Cristina Giannusa ha emesso un avviso di fine indagini preliminari per le due professoresse, con l’ipotesi di reato di falso in atto pubblico in concorso. Sarà ora compito della Procura decidere se chiedere il rinvio a giudizio.
Dalla parte delle docenti, gli avvocati Marina Bortolani e Marco Dallari hanno respinto le accuse, affermando che non vi è stata alcuna irregolarità né alterazione ma solo una correzione dovuta a errori materiali palesi, effettuata con regolare autorizzazione della dirigenza scolastica e del responsabile del registro elettronico. I legali sottolineano che le insegnanti hanno agito in buona fede e nel migliore interesse degli studenti, e che ogni dubbio sarà chiarito in sede processuale.






