Roma, 23 aprile 2026 – La guerra in Iran sta producendo effetti significativi anche sul mercato globale dei preservativi, con rincari fino al 30% annunciati da Karex, il maggior produttore mondiale di condom. Questa impennata dei prezzi è strettamente legata alle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, causate dal conflitto in corso che ha colpito infrastrutture strategiche e interrotto le catene di distribuzione, in particolare nel passaggio dello stretto di Hormuz, nodo cruciale per il commercio energetico mondiale.
Impatto della guerra iraniana sui costi di produzione
Goh Miah Kiat, amministratore delegato di Karex, ha spiegato che l’aumento dei costi di produzione è dovuto principalmente alla carenza di materiali derivati dal petrolio come l’ammoniaca — utilizzata per conservare il lattice — e i lubrificanti siliconici. Questi elementi sono indispensabili per la produzione dei preservativi e la loro disponibilità è stata fortemente compromessa dalle tensioni geopolitiche e dal blocco imposto sullo stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa un quinto del petrolio greggio e del gas naturale liquefatto mondiale.
L’azienda malese, che produce oltre cinque miliardi di preservativi all’anno per brand internazionali come Durex e Trojan e per sistemi sanitari pubblici come l’NHS britannico, ha registrato anche un aumento del 30% nella domanda, nonostante le difficoltà di mercato. Secondo Kiat, in periodi di incertezza sociale ed economica cresce la consapevolezza sull’importanza della contraccezione: “Nei momenti di crisi, la necessità di usare il preservativo aumenta perché le persone temono per il proprio futuro e la stabilità economica”.
Dall’emergenza sanitaria alla crisi energetica: l’evoluzione della domanda
Il 2022 e il 2023 avevano visto un calo drammatico nell’uso dei preservativi, stimato intorno al 40%, a causa del lockdown e delle restrizioni sociali dovute alla pandemia di Covid-19. Goh Miah Kiat aveva sottolineato come l’isolamento domestico e la riduzione della privacy nelle abitazioni più affollate avessero inciso negativamente sulle vendite. Tuttavia, con la ripresa delle attività e la riapertura degli spazi pubblici, la domanda sta crescendo nuovamente, ma la nuova crisi energetica e geopolitica sta ora determinando un aumento dei costi che si riflette nei prezzi finali al consumatore.
Contesto geopolitico e conseguenze economiche
L’attuale conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, iniziato il 28 febbraio 2026 con attacchi mirati contro obiettivi iraniani, ha provocato conseguenze globali sul mercato energetico e su quello delle materie prime. La chiusura dello stretto di Hormuz ha interrotto il flusso di petrolio e gas, determinando un aumento generalizzato dei prezzi e delle difficoltà di approvvigionamento, con ricadute dirette sulla produzione industriale, inclusa quella dei preservativi.
Questa situazione evidenzia come un conflitto regionale, pur focalizzato su questioni geopolitiche e militari, possa avere impatti estesi e imprevedibili sull’economia globale e sulle abitudini di consumo quotidiano. Goh Miah Kiat ricorda inoltre che, nonostante la crisi, il settore della contraccezione rimane cruciale per la salute pubblica: “Investire nella prevenzione è fondamentale soprattutto nei momenti di incertezza sociale ed economica”.






