Brescia, 6 maggio 2026 – Un nuovo episodio di vandalismo ha colpito la città di Brescia, con una scritta offensiva contro Sergio Ramelli apparsa nel quartiere Badia, suscitando reazioni immediate da parte delle istituzioni locali e dei rappresentanti politici.
La scritta contro Sergio Ramelli nel quartiere Badia
Nella mattinata odierna è comparsa su un muro del quartiere Badia la frase “Tutti i fascisti Ramelli, chiavi inglesi in mezzo ai capelli”, un atto che è stato definito da Carlo Andreoli, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia a Brescia, come “grave e inaccettabile”. Andreoli ha sottolineato che l’episodio non colpisce solo una figura simbolica come Ramelli, ma mina anche i valori fondamentali del rispetto e della convivenza civile. Ha inoltre espresso preoccupazione per il fatto che, in meno di otto giorni, nello stesso luogo siano apparse scritte cariche di odio e violenza.
A pochi giorni di distanza da quest’ultimo episodio, sempre nella città di Brescia, era stata segnalata un’altra scritta con la firma della “A anarchica” che recitava: “Piazzale Loreto c’è ancora tanto posto, fascisti bastardi quel posto è tutto vostro”.
Richiesta di intervento da parte delle autorità e condanna del gesto
Fratelli d’Italia ha chiesto alle autorità competenti di fare piena luce sull’accaduto e individuare i responsabili nel più breve tempo possibile. Inoltre, Andreoli ha invitato il Comune e il Sindaco di Brescia a condannare con fermezza l’atto vandalico e ad attivarsi immediatamente per la rimozione della scritta.
Non si tratta del primo caso recente di atti vandalici legati alla memoria di Sergio Ramelli: il 7 novembre scorso, infatti, la formella commemorativa in via Musei dedicata al giovane militante ucciso a soli 19 anni da gruppi di sinistra extraparlamentare fu danneggiata. Anche in quell’occasione, Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale Brescia denunciarono l’accaduto come un’azione vile e ignobile. Il consigliere comunale Andreoli ribadì che le formelle in via Musei non ricordano solo i morti di una o dell’altra parte politica, ma tutti coloro che sono vittime delle stragi dell’odio politico.






