Roma, 19 aprile 2026 – Si è concluso oggi a Sacrofano il quarto e ultimo giorno del Convegno nazionale di Caritas Italiana, con un focus particolare sull’Europa, tema attraversato da profonde fragilità politiche e divisioni interne. L’intervento centrale è stato quello di Romano Prodi, ex presidente del Consiglio dei Ministri e della Commissione Europea, che ha rilanciato con forza la necessità di un rinnovato slancio unitario per il futuro dell’Unione.
Prodi auspica un rilancio dell’Europa tra valori condivisi e riforme necessarie
Durante il suo intervento, Prodi ha sottolineato come “nessun piano economico può da solo costruire l’Europa”, evidenziando l’importanza di un’azione fondata non solo su interessi economici ma anche su valori comuni e responsabilità condivise. L’ex premier ha poi messo in guardia dai rischi dei nazionalismi e dai meccanismi decisionali attuali, come il diritto di veto, che frenano l’azione comunitaria. Per questo ha richiamato l’urgente necessità di riforme strutturali che rendano l’Unione più efficace e coesa, temi che continuano a essere al centro del dibattito politico europeo.
Romano Prodi, figura di primo piano nella politica e nell’economia europea, è stato presidente della Commissione Europea dal 1999 al 2004 e ha guidato il governo italiano in due mandati. La sua esperienza internazionale e la sua profonda conoscenza delle istituzioni europee conferiscono particolare peso alle sue parole, che invitano a superare divisioni e frammentazioni per un rilancio comune del progetto europeo.
L’intervento di Don Marco Pagniello
Nella sessione conclusiva, il nuovo direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, ha tracciato le direttrici di lavoro per i prossimi mesi, ribadendo la vocazione ecclesiale e profetica della rete Caritas. Ha evidenziato come il patrimonio di ascolto quotidiano della rete non debba essere trattenuto ma restituito come bene comune, diventando strumento di lettura dei fenomeni sociali, cultura dell’attenzione e proposta per politiche più giuste e inclusive.
Sul tema della pace, don Pagniello ha richiamato la responsabilità delle comunità cristiane nel tempo dei conflitti: “La pace non è neutralità comoda. Non è silenzio prudente. Non è equilibrio costruito evitando i temi scomodi”, ma richiede scelte concrete personali e collettive. Ha infine sottolineato il ruolo delle Caritas come stimolo a una nuova obiezione di coscienza contro ogni forma di ingiustizia, riaffermando che la dignità umana deve venire prima di interessi di parte, paura e profitto.
L’incontro ha così messo in evidenza la necessità di un’Europa unita e rinnovata, capace di rispondere alle sfide attuali, e il ruolo cruciale delle realtà associative e ecclesiali nel promuovere giustizia sociale e pace.



