Teheran, 23 aprile 2026 – Allarme nei cieli della capitale dell’Iran nella serata di oggi, 23 aprile, con l’attivazione del sistema di difesa aerea. I media statali iraniani hanno riferito che la difesa antiaerea ha risposto a quella che è stata definita un’azione ostile su alcune zone di Teheran, mentre testimoni oculari hanno segnalato la presenza di droni a bassa quota nella zona sud della città, accompagnata dal suono di colpi di armi da fuoco.
Difesa aerea attivata in Iran: la posizione di Israele
Nonostante le notizie diffuse dai media iraniani riguardo a esplosioni e all’attivazione della difesa aerea, una fonte della sicurezza israeliana ha negato che Israele stia conducendo attacchi aerei nel territorio iraniano. La fonte, che ha preferito mantenere l’anonimato, ha chiarito a AFP che al momento non sono in corso operazioni militari israeliane contro l’Iran.
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, aveva in precedenza dichiarato che Israele è pronto a riprendere una “guerra” contro l’Iran, ma ha sottolineato che un eventuale via libera per un’azione militare più incisiva è in attesa dell’ok da parte degli Stati Uniti. Katz aveva anche parlato dell’obiettivo di fermare il programma nucleare iraniano, auspicando di riportare Teheran “all’età della pietra”.
Cresce la tensione internazionale
Sul fronte internazionale, l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha criticato i media come il New York Times e CNN, definendoli “fake news” e ha ribadito di non essere impaziente nell’affrontare la questione iraniana, ma di considerare che “il tempo stringe per l’Iran”. Trump ha sottolineato che un accordo sarà raggiunto solo quando sarà vantaggioso per gli Stati Uniti, i loro alleati e il mondo intero.
Nel frattempo, la situazione sul terreno rimane tesa con le sirene antiaeree che hanno suonato anche nella base di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, obiettivo di un recente attacco missilistico attribuito all’Iran, che ha dimostrato la capacità di Teheran di minacciare obiettivi a grande distanza, compresi paesi europei come Italia, Germania e Francia.
L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) ha confermato che non si sono registrati aumenti nei livelli di radiazione a seguito dei bombardamenti contro il sito nucleare di Natanz, ma ha comunque invitato tutte le parti alla moderazione per evitare un’escalation pericolosa nella regione.






