Roma, 5 marzo 2026 – In un contesto di crescente tensione internazionale, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha fornito oggi al Parlamento un quadro dettagliato sulla crisi in Medio Oriente, in particolare riguardo agli sviluppi recenti legati all’Iran e alle azioni militari degli Stati Uniti e Israele. La situazione, definita dal ministro come “una crisi di ampia portata”, ha portato all’innalzamento del livello di allerta in Italia e nella regione, con misure preventive e un rafforzamento della difesa aerea nazionale.
L’evoluzione del conflitto e la posizione italiana
Durante la sua replica alla Camera, Crosetto ha sottolineato come l’Iran, con la sua capacità di disporre di missili di maggiore gittata e armi potenzialmente più potenti, rappresenti una minaccia crescente che giustifica un aumento delle misure di sicurezza. «Il raggio di azione e il caos che può scatenare dipendono dalla lunghezza dei missili di cui dispone – ha spiegato il ministro – e l’idea che possa avere armi più potenti ancora aumenta la preoccupazione». Per questo motivo, ha aggiunto, è stato innalzato il livello di allerta in coordinamento con alleati e Nato, in considerazione di possibili scenari imprevedibili e reazioni sconsiderate.
Rispondendo alle critiche dell’opposizione, Crosetto ha definito l’attacco israeliano contro l’Iran come un’azione “fuori dalle regole del diritto internazionale”. Ha inoltre precisato che nessun governo al mondo, inclusa l’Italia, era stato informato preventivamente dell’inizio delle operazioni militari: «Neppure la più alta catena di comando americana sapeva della partenza degli aerei». L’attacco è scattato quando è diventata nota la posizione di Khamenei, e si tratta, ha detto, di una guerra esplosa all’“insaputa del mondo” che ora l’Italia si trova a dover gestire nelle sue conseguenze.
Per quanto riguarda l’impegno italiano, il ministro ha confermato l’intenzione di inviare navi in supporto a Cipro, in base all’articolo 7 del Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, che prevede assistenza militare a uno Stato membro aggredito. In collaborazione con Spagna, Francia e Olanda, l’Italia metterà a disposizione assetti navali per la protezione di Cipro, strategica per la stabilità regionale.

Crosetto ha inoltre chiarito che, al momento, non è stata avanzata alcuna richiesta dagli Stati Uniti per l’uso di basi italiane per operazioni militari, ma eventuali domande saranno discusse in Parlamento. «L’Italia non è in guerra», ha ribadito, ma si sta impegnando a gestire e mitigare le conseguenze del conflitto in stretta collaborazione con nazioni amiche. La crisi, ha aggiunto, potrebbe durare settimane.
Misure di sicurezza
Il ministro ha annunciato l’innalzamento del livello di protezione della difesa aerea e antimissilistica nazionale, in coordinamento con la Nato e gli alleati, per fronteggiare possibili azioni ostili come quelle già avvenute in Turchia e a Cipro. «Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto», ha avvertito. Parallelamente, è prevista una rivalutazione degli assetti militari italiani in Medio Oriente, con il dispiegamento di un dispositivo multidominio comprensivo di sistemi anti drone e antimissilistici, in risposta alle richieste dei Paesi amici in difficoltà.
Crosetto ha inoltre riferito che l’attacco israeliano ha colpito siti militari iraniani, tra cui infrastrutture di lancio missilistico e sistemi radar, mentre gli Stati Uniti hanno condotto raid aerei contro siti nucleari iraniani con bombe «bunker buster». Queste operazioni hanno scatenato una forte reazione da parte dell’Iran, che ha promesso risposte dure, aumentando il rischio di un’escalation.
Scenari regionali
In questo scenario, il ministro ha sottolineato come la guerra commerciale e le difficoltà nel traffico commerciale marittimo siano già evidenti, con numerose unità che hanno cambiato rotta o sospeso la navigazione nel Golfo. «Dove non arrivano i missili – ha osservato – arrivano gli effetti economici».
Sul fronte della sicurezza dei contingenti italiani all’estero, Crosetto ha precisato che sono state adottate misure preventive per garantire la protezione del personale. Alcuni assetti sono stati ricollocati per evitare rischi, e il personale italiano in Iraq e Kuwait è al sicuro, nonostante le tensioni e i raid missilistici iraniani contro basi occidentali.
Inoltre, la sicurezza nelle zone di operazioni Unifil nel sud del Libano è stata rafforzata, con il personale italiano disposto nei bunker a causa di attacchi israeliani contro siti legati a Hezbollah e di sconfinamenti limitati lungo la Blue Line.
Il ministro ha infine ribadito la volontà italiana di proseguire nel sostegno diplomatico e nel multilateralismo, auspicando che, nonostante la complessità della crisi, si possa trovare una via di dialogo e pace, anche se al momento la situazione appare estremamente delicata e imprevedibile.






