Londra, 15 aprile 2026 – Undici ministri delle Finanze, guidati dalla cancelliera dello Scacchiere britannica Rachel Reeves, hanno lanciato un appello congiunto per una cessazione rapida e duratura del conflitto in corso con l’Iran. L’iniziativa, firmata anche dai rappresentanti di Australia, Giappone, Svezia, Paesi Bassi, Finlandia, Spagna, Norvegia, Irlanda, Polonia e Nuova Zelanda, sottolinea gli effetti devastanti della guerra sia sulle popolazioni coinvolte sia sull’economia globale.
Impatti economici e richieste di stabilità
Nel documento ufficiale diffuso dal Tesoro britannico, i ministri evidenziano come la guerra con l’Iran continuerà a influenzare negativamente la crescita economica globale, l’inflazione e i mercati finanziari anche dopo il raggiungimento di una soluzione stabile. Si chiede pertanto a tutte le parti coinvolte di attuare pienamente il cessate il fuoco, considerato cruciale per la protezione delle popolazioni civili e la sicurezza regionale.
Inoltre, viene sottolineata la necessità di garantire il transito libero e sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, arteria vitale per il commercio energetico mondiale, fortemente compromesso dalle tensioni e dai blocchi imposti dall’Iran. I ministri chiedono altresì la fine delle misure protezionistiche nelle filiere degli idrocarburi e di altri settori strategici, impegnandosi a promuovere la cooperazione internazionale per sostenere la stabilità politica ed economica della regione e del pianeta.
Sostegno all’Ucraina e pressione sulla Russia
Il documento si conclude con la riaffermazione del sostegno costante all’Ucraina nel conflitto con la Russia, e con l’impegno a mantenere la pressione economica su Mosca, sottolineando come anche questo conflitto rappresenti un ulteriore fattore di penalizzazione per l’economia globale. L’appello giunge in un momento di crescenti tensioni internazionali, con attacchi militari e controffensive che coinvolgono Stati Uniti, Israele e i loro alleati, mentre la situazione nello Stretto di Hormuz resta altamente instabile.
La Gran Bretagna, inoltre, sta lavorando per coordinare una coalizione internazionale finalizzata a garantire la riapertura incondizionata dello Stretto di Hormuz, contrastando l’idea iraniana di imporre pedaggi alle petroliere che transitano nella zona. Il primo ministro Keir Starmer ha recentemente incontrato i leader di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti per rafforzare questa strategia, ribadendo che “l’Iran non può tenere in ostaggio lo Stretto”.
La mobilitazione internazionale si inserisce in un quadro geopolitico complesso, con gli Stati Uniti che stanno aumentando gli attacchi contro obiettivi iraniani e Israele che intensifica l’attività militare in Libano e Siria, mentre l’Iran ha dimostrato la capacità di colpire obiettivi strategici anche a grande distanza, come la base anglo-americana di Diego Garcia nell’Oceano Indiano.






