Mosca, 10 maggio 2026 – Nonostante il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, la situazione in Ucraina resta tesa con nuovi attacchi e scontri che continuano a segnare il conflitto. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha ribadito che l’operazione militare speciale si concluderà con una vittoria russa, in linea con le dichiarazioni del presidente Vladimir Putin che aveva affermato come il conflitto stia volgendo al termine.
Ucraina: attacchi e vittime nonostante la tregua
Negli ultimi giorni, nonostante un cessate il fuoco parziale, gli scontri lungo la linea del fronte non si sono mai interrotti. Secondo fonti ucraine citate da Reuters, si sono verificati quasi 150 scontri nelle ultime 24 ore, con almeno tre vittime nelle regioni di Zaporizhzhia, Dnipropetrovsk e Kherson. Le autorità locali hanno inoltre segnalato diverse persone ferite, tra cui bambini, a seguito di attacchi con droni e artiglieria russa.
Nella regione di Kharkiv, il governatore Oleh Synegubov ha riferito di otto feriti, tra cui due bambini, colpiti da attacchi di droni contro il capoluogo regionale e zone limitrofe. Anche nella regione di Kherson si contano feriti, tra cui un bambino, a causa degli attacchi russi cominciati sabato mattina.
L’aeronautica militare ucraina ha comunicato che la Russia ha lanciato 27 droni a lungo raggio durante la notte, un numero inferiore rispetto al solito, ma che le difese aeree ucraine sono riuscite ad abbatterli tutti. Dall’altra parte, il ministero della Difesa russo accusa Kiev di aver violato la tregua con attacchi di droni e artiglieria contro le truppe russe, affermando che 57 droni ucraini sono stati abbattuti.
Il Cremlino conferma la determinazione russa
Nel contesto di questo conflitto ancora acceso, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha riaffermato con fermezza che la guerra finirà con una vittoria russa. “Questa è la nostra guerra. E la vinceremo,” ha dichiarato in un’intervista, sottolineando la determinazione di Mosca. Queste parole arrivano poco dopo che il presidente Putin aveva indicato che il conflitto in Ucraina stava arrivando a una fase conclusiva.
Il Cremlino, che ha sede nella storica cittadella di Mosca, continua a rappresentare il fulcro del potere esecutivo russo e simbolo delle istituzioni governative, da cui provengono le direttive strategiche sul conflitto. In un momento in cui la guerra mostra segnali di stallo e le pressioni internazionali aumentano, la leadership russa mantiene una posizione inflessibile.
Continui attacchi e crisi umanitaria
Le autorità ucraine hanno segnalato che almeno 17 persone sono rimaste ferite negli attacchi russi durante il periodo di tregua di tre giorni, iniziato ieri. Tra le vittime ci sono bambini, con un bilancio di feriti distribuiti nelle regioni di Dnipropetrovsk, Kherson, Kharkiv e Sumy. Il Servizio statale per le emergenze ha riferito inoltre che un veicolo di soccorso è stato colpito nella regione di Dnipropetrovsk da un drone russo, ferendo un autista di 23 anni.
D’altra parte, il ministero della Difesa russo ha denunciato che l’esercito ucraino prosegue gli attacchi con droni e artiglieria contro posizioni militari russe e siti civili nelle zone di confine, nonostante la tregua. Questa dinamica di attacchi e contro-attacchi complica ulteriormente le possibilità di un negoziato stabile e duraturo.
La comunità internazionale continua a monitorare con attenzione la situazione, mentre le tensioni rimangono elevate e il prezzo umano del conflitto si aggrava. Le dichiarazioni del Cremlino e le azioni sul terreno indicano che la guerra in Ucraina resta una crisi complessa e lontana da una risoluzione definitiva.





