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Trump e il caso Epstein, nuova rivelazione: “Mai chiesto di lasciare Mar-a-Lago”

Indagini giornalistiche svelano la sparizione di documenti chiave dagli archivi federali, riaccendendo il dibattito su responsabilità politiche e possibili insabbiamenti

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Caso Epstein, la posizione di Donald Trump

Caso Epstein, la posizione di Donald Trump | X - alanews

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

New York, 28 marzo 2026 – Nuovi sviluppi emergono sul controverso legame tra Donald Trump e il caso Jeffrey Epstein, un tema che continua a scuotere la politica e l’opinione pubblica americana. Recentemente, inchieste approfondite hanno rivelato la scomparsa di documenti chiave che coinvolgono il presidente statunitense in accuse di abusi sessuali risalenti a quando alcune vittime erano minorenni. Questi nuovi elementi alimentano interrogativi sul possibile insabbiamento di prove cruciali e sulle responsabilità politiche e giudiziarie legate alla vicenda.

Trump, mai chiesto a Epstein di lasciare Mar-a-lago

Un’email del 2009 precedentemente oscurata, resa pubblica nel marzo 2026 dal deputato Dan Goldman (D-N.Y.), contraddice la dichiarazione di lunga data del presidente Donald Trump secondo cui avrebbe bandito il finanziere caduto in disgrazia Jeffrey Epstein da Mar-a-Lago.

La rivelazione non censurata suggerisce che il trafficante di minori condannato non sia mai stato invitato ad andarsene dal country club di Palm Beach perché era considerato un ospite piuttosto che un membro. Il documento, reso pubblico da Goldman nell’aula della Camera mercoledì 18 marzo, è uno scambio di email dell’ottobre 2009 tra l’avvocato di Epstein, Jack Goldberger, e l’avvocato di Trump, Alan Garten.

La residenza di Donald Trump a Mar-a-lago
La residenza di Donald Trump a Mar-a-lago | EPA/CRISTOBAL HERRERA-ULASHKEVICH – Alanews.it

“Non era un membro”

“No, non era un membro. Potrebbe essere stato suo ospite. Non gli è mai stato chiesto di andarsene”, ha scritto Garten in risposta alla domanda se Epstein fosse un membro del club. Sebbene Trump abbia spesso sostenuto di aver “cacciato” Epstein nel 2004 o nel 2007 per aver “sottratto” dipendenti o molestato la figlia di un membro, l’email non censurata riporta le parole dello stesso avvocato di Trump secondo cui a Epstein non è mai stato chiesto di andarsene.

Prima che questi documenti non censurati venissero pubblicati, vari resoconti suggerivano diverse ragioni per un “allontanamento”, tra cui un incidente del 2003 che coinvolgeva una lavoratrice di una spa di 18 anni e una disputa immobiliare del 2004 riguardante una villa a Palm Beach.

Trump continua a difendersi sul caso Epstein
Trump continua a difendersi sul caso Epstein | Immagine di dominio pubblico – alanews

Le rivelazioni sui documenti mancanti negli Epstein files

Secondo un’indagine congiunta di Npr e New York Times, oltre cinquanta pagine di documenti originali, comprendenti trascrizioni integrali e interrogatori dell’FBI, sono state inspiegabilmente rimosse dal database ufficiale del Dipartimento di Giustizia. Tra queste figurebbevano testimonianze che accusavano Trump di aver molestato una ragazza minorenne, presentata a Epstein quando aveva 13 anni. La donna avrebbe descritto in dettaglio l’aggressione, ma nei file pubblicati l’episodio compare soltanto in forma riassuntiva.

Inoltre, vi è il racconto di una seconda accusatrice che avrebbe subito abusi da parte di Trump durante una visita a Mar-a-Lago, con ben sei audizioni tra il 2019 e il 2021. Le rivelazioni hanno acceso un dibattito politico acceso, con accuse rivolte anche alla procuratrice generale Pam Bondi per non aver reso pubblici integralmente i materiali. L’inchiesta ha inoltre sottolineato come il canale Npr abbia subito tagli ai finanziamenti federali durante l’amministrazione Trump, alimentando sospetti di interferenze politiche.

Trump-Epstein, l’eredità giudiziaria e politica

Il caso Epstein continua a rappresentare un terremoto politico e sociale. La morte di Epstein in carcere non ha spento le polemiche, anzi ha aperto nuovi fronti su chi abbia saputo, protetto o nascosto le attività del finanziere. Le dimissioni di figure accademiche di rilievo come Larry Summers da Harvard e del Nobel Richard Axel dalla Columbia University sottolineano come le ripercussioni della vicenda abbiano investito anche i vertici del mondo accademico.

Ulteriori documenti recentemente emersi indicano che Epstein avrebbe speso quasi 875.000 dollari in sei anni per pagamenti a giovani donne e modelle straniere, un dato che integra il quadro di un sistema di relazioni che intreccia potere, denaro e sfruttamento. Nel mentre, la politica americana resta divisa, con Trump che nega fermamente ogni accusa e continua a rivendicare la propria innocenza, mentre la giustizia e l’opinione pubblica cercano risposte su una delle pagine più oscure della recente storia statunitense.

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