Washington, 18 aprile 2026 – Continua a tenere banco la delicata situazione che riguarda Kash Patel, attuale direttore dell’FBI nella seconda amministrazione Trump, al centro di una crescente attenzione dopo episodi di gestione interna controversi che ha compromesso la sua sicurezza digitale personale. Patel, nominato nel febbraio 2025 come primo indo-americano alla guida del Bureau, è stato oggetto di critiche e preoccupazioni sia per la sua condotta che per la sua stabilità psicologica, tanto da alimentare voci di un possibile avvicendamento deciso dalla Casa Bianca.
La crisi di fiducia al direttore dell’FBI e il timore del licenziamento
Secondo fonti interne al Bureau e ricostruzioni giornalistiche, Patel avrebbe manifestato atteggiamenti ansiosi, con episodi di panico che hanno coinvolto anche la sua incapacità di accedere al proprio computer di servizio, scambiando un problema tecnico per la revoca delle sue credenziali da parte dell’amministrazione Trump. Questo episodio, avvenuto lo scorso 10 aprile, ha fatto emergere una situazione di tensione e paranoia che si sarebbe estesa tra i vertici del FBI e della Casa Bianca. L’uso eccessivo di alcol e frequenti assenze ingiustificate al lavoro, unite a una propensione a trarre conclusioni affrettate senza prove, hanno ulteriormente compromesso la sua credibilità, mettendo a rischio la stabilità delle indagini federali.
La Casa Bianca, secondo indiscrezioni, starebbe valutando la possibilità di sostituire Patel con un dirigente più affidabile e stabile per garantire l’efficacia delle attività di sicurezza interna degli Stati Uniti. Un alto funzionario ha confermato che si attende solo il momento giusto per annunciare il cambio ai vertici del Bureau.
Kash Patel, laureato in storia e giustizia penale, con un percorso che lo ha visto ricoprire ruoli chiave nell’amministrazione Trump, tra cui consigliere senior per l’antiterrorismo, è noto per la sua linea dura contro la pedofilia e per la gestione controversa dei cosiddetti “Epstein files”. La sua nomina all’FBI è stata accolta con scetticismo da molti, e le recenti vicende sembrano confermare le difficoltà nel suo ruolo di guida del Bureau, in un contesto di rapporti tesi con la Casa Bianca e pressioni crescenti per un cambio della guardia.





