Il caso di una cittadina francese di 86 anni arrestata negli Stati Uniti ha innescato una tensione diplomatica tra Parigi e Washington. Marie-Thérèse Helene Ross si trova attualmente in detenzione dopo essere stata fermata dall’ICE, l’agenzia federale americana per il controllo dell’immigrazione, nell’ambito di un procedimento legato alla sua permanenza nel Paese oltre i termini del visto.
L’arresto da parte dell’ICE
Secondo quanto ricostruito, l’anziana donna è stata arrestata il primo aprile nella sua abitazione di Anniston, in Alabama, e successivamente trasferita in una struttura detentiva in Louisiana. Le autorità statunitensi contestano il fatto che sarebbe rimasta negli USA ben oltre la scadenza del visto turistico, superando i termini consentiti per la sua permanenza.
Il governo francese ha avviato contatti e pressioni ufficiali per ottenere il rilascio della donna. Parigi si è rivolta anche al dipartimento della Difesa statunitense per sollecitare una soluzione rapida del caso, sottolineando le condizioni personali e l’età avanzata della detenuta. Il console francese a New Orleans, Rodolphe Sambou, ha confermato di averla visitata più volte.
Il legame con un ex militare americano
La storia personale di Marie-Thérèse Helene Ross affonda le radici nel passato: negli anni Cinquanta aveva conosciuto un ufficiale dell’esercito statunitense mentre lavorava come segretaria in una base NATO vicino a Nantes. I due si erano persi di vista per decenni, per poi riallacciare i contatti nel 2010 grazie ai social network. Rimasti entrambi vedovi, avevano deciso di sposarsi l’anno scorso, e la donna si era trasferita negli Stati Uniti nel giugno 2025.
Un visto scaduto e la permanenza irregolare
Le autorità americane sostengono che la donna fosse entrata negli Stati Uniti con un visto turistico valido per 90 giorni, ma che sarebbe rimasta nel Paese per circa sette mesi oltre la scadenza. Proprio questa condizione avrebbe portato all’intervento dell’ICE e al successivo arresto, avvenuto mesi dopo il suo arrivo.
Le accuse sulle modalità dell’arresto
La vicenda ha suscitato anche polemiche sulle modalità dell’operazione. Secondo il racconto di un familiare riportato dalla stampa francese, la donna non sarebbe stata informata tempestivamente dell’arresto e la famiglia ne sarebbe venuta a conoscenza solo grazie all’intervento di un diplomatico. Lo stesso parente ha denunciato il trattamento ricevuto, affermando che sarebbe stata ammanettata a mani e piedi nonostante l’età avanzata.
Il ruolo dell’ICE e il contesto politico
L’arresto si inserisce nel quadro delle operazioni anti-immigrazione condotte dall’ICE negli Stati Uniti, spesso al centro di critiche per i metodi utilizzati. L’agenzia è stata accusata in più occasioni di interventi considerati aggressivi e indiscriminati, che hanno coinvolto anche categorie vulnerabili come minori e familiari di militari.
In una comunicazione inviata ai media, il dipartimento della Difesa ha chiarito che la donna sarebbe entrata nel Paese nel 2025 con un visto temporaneo e che, al momento del fermo, risultava irregolare da diversi mesi. Le autorità americane non hanno al momento annunciato decisioni sul suo eventuale rilascio.
Secondo quanto riferito dalla famiglia, le condizioni fisiche della donna sarebbero fragili e la permanenza in detenzione potrebbe aggravare ulteriormente la sua situazione. Anche il console francese ha sottolineato l’urgenza del caso, mentre Parigi continua a spingere per una soluzione diplomatica rapida che consenta il suo ritorno in Francia.
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