Ravenna, 17 aprile 2026 – Un pitone reale di circa un metro e venti centimetri è stato recuperato nelle campagne di Lugo dai carabinieri del Reparto Biodiversità di Punta Marina, suscitando preoccupazione e allarme tra la popolazione locale. L’esemplare, identificato come appartenente alla specie Python regius, nota anche come pitone palla, è stato trovato in uno stato di ipotermia e successivamente trasferito al Centro Territoriale di Accoglienza degli Animali Confiscati o Sequestrati di Marina di Ravenna, dove è stato sistemato in un ambiente riscaldato e adeguato alle sue esigenze biologiche.
Il pitone reale: caratteristiche e tutela
Il Python regius è un serpente costrittore originario dell’Africa subsahariana occidentale, particolarmente apprezzato dagli appassionati per le sue dimensioni contenute, che raramente superano i 180 centimetri, e per il suo caratteristico comportamento difensivo che lo porta a “pallarsi”, ovvero a nascondere la testa tra le spire del corpo. Questa specie è inserita nell’Appendice II della Convenzione CITES, che ne regola il commercio per garantirne la protezione dalle minacce di estinzione. Longevo e di natura principalmente notturna, il pitone reale si ciba prevalentemente di piccoli mammiferi e occasionalmente di uccelli. È importante sottolineare che la gestione di animali esotici come questo richiede competenze specifiche e una consapevolezza delle loro esigenze etologiche, considerata anche la loro possibile longevità, che può raggiungere i 20-30 anni in condizioni ottimali.
Interventi e indagini in corso
Le autorità stanno conducendo accertamenti congiunti con il Nucleo carabinieri forestale di Bagnacavallo per individuare i responsabili dell’abbandono o della cattiva custodia del rettile, circostanze che configurano ipotesi di reato penale. Abbandonare un animale esotico non solo mette a rischio la sua vita, data la scarsa adattabilità all’ambiente esterno, ma può anche creare pericoli per l’ecosistema locale, alterandone l’equilibrio. In particolare, la presenza di un pitone reale, tipico di habitat africani come praterie e savane, nelle campagne emiliane rappresenta un evento eccezionale e preoccupante, ma fortunatamente il tempestivo intervento degli esperti ha evitato ulteriori rischi.
Il pitone, dalle livree ancestrali che lo rendono particolarmente riconoscibile, ora è sotto osservazione al centro di accoglienza ravennate, dove saranno valutate le condizioni di salute e il futuro destino dell’animale. Nel frattempo, la popolazione è stata invitata a segnalare prontamente eventuali avvistamenti di rettili esotici e a non intervenire autonomamente.






