Prosegue la tensione nel Mediterraneo con l’intercettazione da parte della Marina israeliana di numerose imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, la flottiglia umanitaria che sta tentando di raggiungere la Striscia di Gaza per portare aiuti essenziali alla popolazione palestinese.
Flotilla, intercettazioni al largo di Creta: i numeri della missione
Secondo le informazioni rese note oggi, almeno 22 navi della Global Sumud Flotilla sono state intercettate dalla Marina israeliana a ovest dell’isola greca di Creta. I dati provengono dal tracker nautico della coalizione di attivisti, che monitora in tempo reale la posizione delle imbarcazioni. Al momento della segnalazione, altre 36 imbarcazioni risultavano ancora in navigazione, dirette prevalentemente verso la costa meridionale di Creta, mentre due si dirigevano verso la Grecia continentale. In totale, la flottiglia comprende circa 50 piccole imbarcazioni partite da vari porti del Mediterraneo, fra cui Genova e Barcellona.
La missione della Global Sumud Flotilla, partita tra agosto e settembre 2025, si configura come il più grande convoglio marittimo civile mai organizzato con l’obiettivo di fornire oltre 300 tonnellate di aiuti umanitari — fra cibo e medicinali — alla popolazione di Gaza, sottoposta a un blocco imposto da Israele.
Reazioni e critiche internazionali
Il portavoce della flotilla, Gur Tsabar, ha definito l’azione israeliana un “attacco illegale contro civili in acque internazionali”, sottolineando che Israele non ha giurisdizione in quella zona e che l’intercettazione costituisce una detenzione illegale. Tsabar ha lanciato un appello ai governi mondiali affinché intervengano per garantire la sicurezza degli oltre 400 civili a bordo delle imbarcazioni.
Critiche sono arrivate anche dall’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis, che ha accusato il governo greco di essere “complice o incapace” di proteggere le acque territoriali greche dall’azione israeliana. Il governo di Atene non ha ancora risposto ufficialmente alle accuse.
Fra i partecipanti alla spedizione vi sono attivisti, politici e personalità note, tra cui l’ambientalista Greta Thunberg, che ha espresso la convinzione di essere dalla parte giusta della storia. La missione ha inoltre raccolto il sostegno di numerosi artisti e intellettuali italiani e internazionali, che ne hanno sottolineato la portata umanitaria e politica.






