Minneapolis, 27 gennaio 2026 – La controversa morte di Alex Pretti ha scosso nuovamente Minneapolis e sollevato interrogativi sull’operato delle forze federali americane, nel contesto delle tensioni generate dalla politica anti-immigrazione della seconda presidenza Trump. Proprio per questo, il presidente Donald Trump starebbe valutando di scendere a compromessi per far rientrare l’emergenza.
Rimozione di Gregory Bovino e ridimensionamento del Border Patrol
Gregory Bovino, comandante “at large” del Border Patrol, è stato rimosso dal suo incarico e destinato a tornare al precedente posto di comando a El Centro, in California, con un prossimo pensionamento previsto. Bovino era il volto pubblico delle operazioni di stretta all’immigrazione in città come Chicago, Charlotte, New Orleans e Minneapolis, dove la sua gestione ha suscitato forti polemiche.
La rimozione segna un cambio di strategia dell’amministrazione Trump dopo la morte di Pretti, avvenuta il 24 gennaio durante un’operazione federale. Fonti riportano che il numero di agenti del Border Patrol a Minneapolis sarà ridotto nel corso della settimana, nel tentativo di stemperare la tensione.
Intanto, la ministra per la Sicurezza nazionale Kristi Noem e il suo consigliere Corey Lewandowski rischiano il posto, coinvolti nella gestione dell’episodio che ha portato a forti critiche anche dalla Casa Bianca.
Minneapolis: i fatti e le contraddizioni sull’uccisione di Alex Pretti
Il caso di Alex Pretti ha riacceso le proteste contro le politiche di immigrazione e la gestione delle forze federali. Pretti è stato ucciso da agenti del Border Patrol con dieci colpi di arma da fuoco, secondo l’analisi dei video diffusi. Tuttavia, la versione ufficiale del Dipartimento per la Sicurezza Interna, che affermava che Pretti si fosse avvicinato agli agenti armato di una pistola semiautomatica e avesse opposto resistenza, è stata smentita da diverse registrazioni video e testimonianze oculari.
I filmati mostrano Pretti impegnato a filmare gli agenti con il cellulare, senza brandire alcuna arma, e successivamente immobilizzato a terra prima della sparatoria. Un video in particolare evidenzia un agente che sottrae una pistola dalla cintura di Pretti pochi istanti prima che venga sparato il primo colpo. Testimoni hanno confermato che l’uomo non aveva mai puntato un’arma contro gli agenti, né stava resistendo attivamente all’arresto.
La vicenda ha amplificato la tensione sociale a Minneapolis e alimentato il dibattito pubblico sulle modalità di intervento delle forze dell’ordine federali, oltre a provocare un duro confronto politico all’interno dell’amministrazione Trump. Il presidente Trump ha dichiarato di aver avuto una conversazione con il sindaco di Minneapolis Jacob Frey, annunciando progressi nelle interlocuzioni, mentre la situazione resta sotto stretta osservazione.






