New York, 14 aprile 2026 – La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde è intervenuta oggi sulle molteplici sfide che l’economia globale si trova ad affrontare, soffermandosi in particolare sull’impatto dell’intelligenza artificiale e sulle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. In un’intervista a Bloomberg, Lagarde ha definito l’effetto dell’IA sull’economia come “un problema grosso”, sottolineando la complessità e le incognite che ne derivano.
Lagarde evidenzia l’impatto dell’IA
Lagarde ha evidenziato come la diffusione dell’intelligenza artificiale rappresenti una sfida di vasta portata, con riflessi su produttività, mercato del lavoro e dinamiche di crescita. Ha citato l’esempio di Singapore, che ha recentemente lanciato il primo quadro normativo mondiale sull’Agentic AI, un sistema intelligente in grado di agire in autonomia, con un modello che include responsabilità umana e tracciabilità totale dei processi. La presidente della Bce ha richiamato l’attenzione sulla necessità di monitorare con attenzione questi sviluppi, per evitare che le aspettative di mercato si disancorino dal target di inflazione del 2%, richiedendo interventi di politica monetaria.
Durante il World Economic Forum di Davos, Lagarde ha inoltre invitato a distinguere il “segnale dal rumore” nelle cifre di crescita economica, ricordando che spesso si tratta di dati nominali e non reali, e ha sottolineato l’importanza di un “piano B” per affrontare le incertezze globali, riaffermando la centralità della cooperazione internazionale.
Le tensioni in Medio Oriente
La presidente della Bce ha commentato la crisi in Medio Oriente, definendo la guerra in Iran un “vero shock” per i mercati, forse superiore alle attuali valutazioni ottimistiche. Lagarde ha espresso la speranza che si trovi una soluzione diplomatica, sottolineando che la guerra comporterebbe conseguenze gravi, soprattutto se lo Stretto di Hormuz venisse chiuso, con forti ripercussioni sui flussi energetici mondiali.
L’economia europea, ha spiegato, si trova attualmente a metà strada tra lo scenario di base e quello avverso delineati dalla Bce, e la Banca deve mantenere un approccio agile e dipendente dai dati per adeguare la propria politica monetaria. Pur non essendo l’Europa al centro delle ricadute del conflitto, la situazione rimane delicata e incerta.
Infine, rispondendo a domande sul proprio mandato, Lagarde ha usato una metafora marinaresca: “Quando ci sono nubi all’orizzonte, il capitano non lascia la nave”, confermando la volontà di proseguire nel suo incarico nonostante le difficoltà globali.
Queste dichiarazioni si inseriscono in un contesto di crescente attenzione alle tensioni internazionali e alle sfide tecnologiche, elementi che continueranno a influenzare le decisioni di politica economica e monetaria nei prossimi mesi.
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