Roma, 14 aprile 2026 – Proseguono le tensioni al Senato sulla discussione del dl sicurezza. L’aula ha respinto la richiesta avanzata dalle opposizioni di rinviare l’esame del provvedimento alla prossima settimana, preferendo calendarizzare la discussione già a partire da domani. Una decisione che ha suscitato dure critiche da parte dei gruppi di minoranza, obbligati a ricorrere a forme di ostruzionismo per tentare di guadagnare tempo.
Opposizioni critiche: “Decreto corposo, serve più tempo per l’esame”
La richiesta di rinvio si basa sull’argomentazione che la scelta della maggioranza di presentare un decreto legge e non un disegno di legge ha comportato la definizione di un testo particolarmente complesso, con oltre 33 articoli, ancora in fase di esame in commissione. Luca Pirondini, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, ha sottolineato come il provvedimento arriverà in Aula “senza mandato al relatore”, definendo questa modalità “non consona al lavoro parlamentare e alla democrazia”. Pirondini, senatore in carica dal 2022 e recentemente nominato presidente del gruppo M5S, è noto per il suo impegno parlamentare e per le sue precedenti esperienze culturali oltre che politiche.
Anche Peppe De Cristofaro, capogruppo Avs e del gruppo Misto, ha ribadito che l’ostruzionismo non è una scelta ma una conseguenza del modo in cui la maggioranza ha impostato il testo, criticando la scelta di utilizzare lo strumento del decreto per modifiche di grande impatto sulla materia della sicurezza. Il deputato ha evidenziato come “si continui a modificare il codice penale attraverso decreti e non disegni di legge”.
Il Pd e le accuse alla maggioranza: “Solo dl sicurezza e immigrazione”
Dal Partito Democratico, Francesco Boccia, capogruppo al Senato, ha criticato la maggioranza per la reiterata scelta di adottare decreti sul tema della sicurezza e dell’immigrazione. Boccia ha evidenziato come la storia politica dell’attuale governo sarà ricordata proprio per “tre decreti sicurezza e quattro decreti immigrazione”, sottolineando la necessità di un confronto più approfondito e meno frettoloso in Parlamento.
Il dibattito sul decreto sicurezza continua dunque ad animare il Senato, con un confronto acceso tra maggioranza e opposizione sulle modalità e i tempi di approvazione del provvedimento.






