“Si tratta di casi isolati, puniti e lontani dalla politica di Israele”. Così Benjamin Netanyahu ha liquidato le polemiche nate dopo alcuni episodi anticristiani che hanno scosso la comunità cristiana. Il premier israeliano, in un’intervista per “60 Minutes” della CBS, ha risposto senza esitazioni, anche se parte delle sue dichiarazioni sono rimaste fuori dal montaggio trasmesso e sono state diffuse solo dal Times of Israel. Netanyahu ha voluto chiarire che le autorità hanno reagito prontamente, punendo i responsabili e correggendo gli errori, per evitare che quei fatti diventino un riflesso del governo o della società israeliana.
Israele: i rapporti con i cristiani
Il dibattito nasce da una serie di eventi delicati. Tra questi, il divieto al Patriarca latino di Gerusalemme di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro durante la Pasqua, che ha scatenato proteste e malumori. A questo si aggiunge la distruzione di una statua di Gesù da parte di un soldato israeliano in Libano e un’aggressione a una suora nella Città Vecchia di Gerusalemme. Questi episodi hanno alimentato il timore di un clima di ostilità crescente verso le comunità cristiane, con possibili ripercussioni sulle fragili relazioni interreligiose in Medio Oriente.
La linea di Netanyahu: rifugio e tutela per i cristiani
Netanyahu ha rigettato con forza l’idea di un atteggiamento ostile verso i cristiani. Ha parlato di una “incredibile invenzione” chi sostiene il contrario. Secondo lui, Israele è un’isola nel contesto regionale: qui i cristiani possono “prosperare” e godere di diritti e protezione, a differenza di molti paesi arabi vicini, dove spesso sono stati “schiacciati, repressi, a volte massacrati”. Il premier ha descritto Israele come l’unico paese mediorientale che difende e valorizza la presenza cristiana, ricordando le radici comuni e il rispetto per la storia condivisa. Ha poi accusato alcuni di voler distorcere non solo la storia, ma anche i fatti recenti, sottolineando che questi episodi sono “aberrazioni” estranee alla politica ufficiale.
Dietro queste parole c’è una chiara volontà: difendere la convivenza pacifica che Israele vuole garantire a tutte le minoranze religiose. Netanyahu ha ribadito l’impegno a proteggere le comunità cristiane da ogni forma di discriminazione o violenza.






