Bruxelles, 11 maggio 2026 – Il Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea ha raggiunto un importante accordo politico riguardo le misure da adottare nei confronti dei coloni israeliani ritenuti responsabili di atti di violenza in Cisgiordania. Dopo un lungo braccio di ferro, l’Ungheria ha ritirato il veto che impediva l’unanimità necessaria per l’approvazione delle sanzioni. Il via libera alle misure punitive rappresenta un segnale netto dell’UE in un contesto di crescenti tensioni nella regione.
Ue, accordo sulle sanzioni ai coloni israeliani violenti
I ministri degli Esteri dei 27 paesi membri hanno concordato di imporre sanzioni mirate contro i coloni israeliani violenti e coloro che li sostengono in Cisgiordania, una misura che riflette la crescente preoccupazione europea per l’aggravarsi della situazione nei territori occupati. La decisione è stata accompagnata dall’introduzione di nuove sanzioni anche contro il gruppo Hamas, ampliando così la portata delle misure restrittive.
Tuttavia, non è stata raggiunta la maggioranza necessaria per introdurre dazi sui prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani, una proposta che avrebbe avuto un impatto economico diretto sugli insediamenti stessi. L’azione dell’UE arriva in un momento di forte pressione internazionale per contenere le violenze e favorire una soluzione politica al conflitto israelo-palestinese.
Le posizioni dei ministri e il contesto internazionale
La ministra degli Esteri irlandese, Helen McEntee, ha sottolineato l’urgenza di non rimanere spettatori passivi di fronte all’escalation di violenze, annunciando la volontà di proporre ulteriori misure, tra cui la sospensione di alcuni aspetti commerciali dell’accordo di associazione tra UE e Israele. Una posizione condivisa anche dalla ministra svedese, Maria Malmer Stenergard, che ha invitato a sanzionare non solo i coloni ma anche i ministri israeliani favorevoli all’espansione degli insediamenti illegali, definendo la situazione “frustrante” e richiamando all’unità europea per evitare decisioni frammentate a livello nazionale.
Le sanzioni arrivano in un clima internazionale teso, con Israele impegnata in un’offensiva militare a Gaza e crescenti arresti in Cisgiordania, dove si contano decine di arresti e tensioni continue. L’UE, attraverso le sue istituzioni, ribadisce così la necessità di rispettare il diritto internazionale e di condannare le violazioni, in particolare la costruzione e l’espansione degli insediamenti israeliani, considerati illegali dalla comunità internazionale e ostacolo chiave per il raggiungimento di una pace duratura.






