Usa colpiscono una nave mercantile: l’attacco e il blocco della nave
Stati Uniti colpiscono una nave mercantile, bloccando la nave diretta verso un porto iraniano. Il Comando centrale Stati Uniti ha colpito la nave con missili Hellfire dopo che, secondo il comunicato, la nave aveva ignorato avvertimenti. La missione ha lasciato la imbarcazione incapace di proseguire la rotta.
Le autorità statunitensi hanno motivato l’intervento con la necessità di fermare una condotta ritenuta pericolosa, mentre la nave è rimasta immobilizzata. Non sono disponibili dettagli aggiuntivi sul danno strutturale né su eventuali vittime, dati che il sommario non riporta.
Reazioni e implicazioni regionali
Il Qatar ha condannato il sostegno colombiano alle rivendicazioni israeliane sulle alture del Golan, segnalando un aumento delle tensioni diplomatiche nella regione. Inoltre, il conflitto nel Mar Rosso continua a pesare sulla sicurezza delle rotte marittime, con effetti concreti sui pescatori locali.
I pescatori yemeniti nel Mar Rosso affrontano rischi crescenti e costi elevati legati al conflitto, secondo le informazioni disponibili. La combinazione di azioni militari e pressioni diplomatiche mostra come la stabilità regionale resti compromessa.
In questo contesto, la misura adottata contro la nave mercantile può avere ricadute sulle rotte commerciali e sulle risposte diplomatiche tra Stati Uniti, paesi del Medio Oriente e attori latinoamericani citati nelle reazioni.
Il passo del Comando centrale Stati Uniti è stato descritto come mirato e necessario per impedire il proseguimento della navigazione della nave verso l’Iran. Tuttavia, il sommario non documenta eventuali repliche ufficiali da parte iraniana o commenti della compagnia armatrice.
La situazione rimane concentrata su tre nodi: l’attacco che ha bloccato la nave, le tensioni diplomatiche relative alle alture del Golan e le conseguenze economiche e di sicurezza nelle acque del Mar Rosso per i pescatori yemeniti.
È plausibile che il blocco della nave mercantile intensifichi le discussioni diplomatiche, ma il sommario non fornisce dettagli su prossime mosse previste dalle parti coinvolte. Restano quindi aperte le incognite sulle risposte istituzionali e sugli sviluppi operativi.
Al momento, le informazioni disponibili confermano tre fatti distinti: il Comando centrale Stati Uniti ha colpito con missili Hellfire una nave mercantile; la nave è rimasta bloccata mentre si dirigeva verso un porto iraniano; e il Qatar ha espresso condanna per il sostegno colombiano alle rivendicazioni sulle alture del Golan.
Guerra Usa-Iran, la diretta di oggi, 11 agosto
Donald Trump afferma che l’intero Stretto di Hormuz è stato sminato e sostiene che gli Stati Uniti mantengano ancora la capacità di affrontare un’eventuale escalation. Il presidente americano ha inoltre annunciato che Washington chiederà un risarcimento all’Iran per le vittime della Guerra, pochi giorni dopo la richiesta di Teheran agli Usa di pagare i danni del conflitto come condizione per la riapertura dello Stretto. Intanto Israele ha effettuato nuovi bombardamenti nel sud del Libano.
Cosa sapere:
-
Donald Trump sostiene che l’intero Stretto di Hormuz sia stato sminato.
-
Il presidente Usa afferma che Washington dispone ancora delle capacità necessarie per un’eventuale escalation.
-
Gli Stati Uniti intendono chiedere all’Iran un risarcimento per le vittime della Guerra.
-
Teheran aveva chiesto a Washington di pagare i danni del conflitto come condizione per la riapertura dello Stretto di Hormuz.
-
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian riferisce che la guida suprema Mojtaba Khamenei ha trasmesso un messaggio di unità durante un incontro durato sette ore e sostiene che sia in perfetta salute.
-
Israele ha condotto nuovi bombardamenti nel sud del Libano.
Cosa sta succedendo
Le tensioni tra Usa e Iran si intensificano dopo l’attacco missilistico Usa contro la nave cargo panamense M/V Vela Nova, bloccata mentre si dirigeva verso un porto iraniano. La questione delle alture del Golan e il conflitto nel Mar Rosso continuano a influenzare la stabilità regionale.
Ultimi sviluppi: Il Comando centrale Usa ha colpito con missili Hellfire la nave M/V Vela Nova che ignorava gli avvertimenti, bloccandola. Il Qatar ha condannato il sostegno colombiano alle rivendicazioni israeliane sulle alture del Golan.
- Usa: attacco missilistico Hellfire contro la nave cargo M/V Vela Nova, ora bloccata
- Qatar: condanna il sostegno colombiano alle rivendicazioni israeliane sulle alture del Golan
- Mar Rosso: pescatori yemeniti affrontano rischi crescenti a causa del conflitto e dei costi elevati
Il Comando centrale Usa ha lanciato due missili Hellfire contro una nave cargo battente bandiera panamense che ha ignorato gli avvertimenti e ha tentato di dirigersi verso un porto iraniano, danneggiandone il timone. Il segretario all’Energia Chris Wright ha dichiarato che il flusso di petrolio attraverso lo stretto di Hormuz si attesta a quasi 9 milioni di barili al giorno, grazie alla cooperazione militare tra Stati Uniti e alleati del Golfo. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha annunciato la disponibilità di Teheran a rafforzare i rapporti con il Pakistan dopo un incontro con il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il presidente dell’Unione patriottica del Kurdistan Bafel Talabani hanno discusso di intensificare la cooperazione economica e la sicurezza lungo il confine comune. Gli Houthi yemeniti affermano di aver preso di mira una nave saudita con equipaggiamento militare nello stretto di Bab al-Mandeb.
Il ministero degli Esteri del Qatar ha condannato la decisione della Colombia di sostenere le rivendicazioni israeliane sulle alture del Golan, territorio siriano occupato. Il Qatar ha ribadito che il Golan è territorio arabo occupato e ha chiesto a Israele di rispettare il diritto internazionale ritirandosi da tutte le aree occupate, incluso il Golan. Il ministero ha definito «nulla e priva di effetti legali» l’imposizione delle leggi israeliane sul territorio, citando la risoluzione 497 del Consiglio di Sicurezza Onu del 1981. La Colombia ha riconosciuto ufficialmente il controllo israeliano sul Golan pochi giorni dopo l’insediamento del presidente di destra Abelardo de la Espriella.
Mazhar, pescatore di al-Makha sulla costa yemenita del Mar Rosso, fatica a mantenere la famiglia a causa del conflitto iniziato nel 2015. Il costo elevato del carburante e del noleggio delle barche si aggiunge al rischio di non tornare mai dal mare, dove recentemente un’imbarcazione è stata colpita e due colleghi sono morti senza spiegazioni ufficiali. Il mare è diventato un campo di battaglia e molti pescatori sono scomparsi senza lasciare tracce, ma la fame spinge Mazhar a continuare a uscire.
Il ministero degli Esteri di Turchia ha condannato la decisione della Colombia di sostenere le rivendicazioni israeliane sulle alture del Golan, occupate dalla Siria. La nota definisce il Golan «parte integrante della Siria» e denuncia la legittimazione dell’occupazione israeliana. Turchia invita la comunità internazionale a intervenire per porre fine all’occupazione e agli attacchi contro la sovranità siriana.
Le forze israeliane hanno compiuto raid a Baqa al-Sharqiya, a nord di Tulkarm, e arrestato palestinesi a Wadi al-Rakhim, vicino a Masafer Yatta, riferisce l'agenzia Wafa. Veicoli militari israeliani hanno bloccato le strade principali di Baqa al-Sharqiya impedendo la circolazione ai residenti. A Wadi al-Rakhim, i fratelli Salah e Muhammad Ibrahim Shanaran sono stati arrestati dopo un'irruzione nella loro abitazione. Alcuni coloni hanno inoltre montato una tenda su terreni della zona orientale del villaggio.
Il ministro degli Esteri belga Maxime Prevot ha espresso il sostegno del Belgio alla decisione del Libano di abolire la pena di morte. Il parlamento libanese ha approvato una legge che elimina la pena capitale, diventando il primo paese del Medio Oriente a farlo, con il voto favorevole della maggioranza dei 128 deputati, escluso il blocco parlamentare di Hezbollah. Prevot ha definito la scelta «un passo importante per i diritti umani e un esempio per la regione».
Il ministero degli Esteri palestinese ha condannato il riconoscimento da parte della Colombia della pretesa israeliana sulle alture del Golan occupate. La regione «è parte inseparabile della Siria», ha affermato il ministero su X, definendo la posizione colombiana «una flagrante violazione del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e delle risoluzioni legittime».
Israele ha condotto un massiccio bombardamento sul villaggio di Haddatha, nel distretto di Bint Jbeil, riferisce l'agenzia nazionale libanese NNA. Al momento non sono disponibili informazioni sulle eventuali vittime dell'attacco.
La guardia costiera yemenita conferma sei morti e dieci feriti nell'attacco Houthi a una nave commerciale nello stretto di Bab al-Mandeb, aggiornando il bilancio precedente di quattro vittime. Gli Houthi affermano di aver colpito una nave saudita con equipaggiamento militare nello stesso tratto, secondo l'agenzia Saba. Ramiz Alakbarov, coordinatore Onu per il processo di pace in Medio Oriente, avverte che la Cisgiordania occupata è «al punto di rottura», con 76 palestinesi uccisi quest'anno, tra cui 18 minorenni. Un funzionario del Dipartimento di Stato Usa annuncia che gli Stati Uniti sosterranno un nuovo ciclo di colloqui tra Israele e Libano a Roma all'inizio di settembre.
Il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan Al Saud e il suo omologo turco Hakan Fidan hanno discusso gli ultimi sviluppi nella regione e il sostegno agli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni. I due ministri hanno affrontato anche la sicurezza e la libertà di navigazione nelle vie marittime del Golfo e del Mar Rosso.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran è pronta ad approfondire i rapporti con il Pakistan nei settori politico, economico, commerciale, culturale e della sicurezza. Dopo l'incontro con il ministro dell'Interno pakistano Mohsin Naqvi, Pezeshkian ha sottolineato che una cooperazione bilaterale più forte può contribuire a «rafforzare la stabilità e la sicurezza regionale». Naqvi ha definito i legami tra Iran e Pakistan «forti e indissolubili» e ha confermato la volontà di Islamabad di espandere la collaborazione con Teheran.
Il primo ministro iracheno Ali Falih Al-Zaidi ha incontrato il Comitato parlamentare per la sicurezza e la difesa per rivedere il protocollo di sicurezza nazionale nel contesto della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Durante la riunione sono state analizzate le misure adottate dalle forze di sicurezza per garantire stabilità e proteggere confini e spazio aereo da minacce regionali. Al-Zaidi ha chiesto la preparazione di una legge che autorizzi esclusivamente lo Stato a detenere armi, definendo la presenza di altri soggetti armati un indebolimento dell’autorità e delle istituzioni di sicurezza. Ha sottolineato che un esercito forte è fondamentale per la stabilità economica, politica e di sicurezza dell'Iraq.
Il Comando Centrale Usa (Centcom) ha lanciato due missili Hellfire contro il cargo panamense M/V Vela Nova dopo che la nave ha ignorato gli avvertimenti e ha tentato di dirigersi verso un porto iraniano, disabilitando il timone. Centcom ha precisato che la Vela Nova stava cercando di violare il blocco statunitense contro l'Iran nel Golfo di Oman. Finora le forze Usa hanno deviato 55 navi commerciali, disabilitato tre imbarcazioni e salito a bordo di due che tentavano di eludere il blocco.
Ramiz Alakbarov, vice coordinatore speciale Onu per il processo di pace in Medio Oriente, ha avvertito che la Cisgiordania occupata è «al punto di rottura». Ha riferito che quest’anno sono stati uccisi 76 palestinesi, di cui 18 minorenni, e che 3.800 palestinesi, quasi la metà bambini, sono stati sfollati a causa della violenza dei coloni israeliani, delle demolizioni e degli sfratti da parte delle autorità israeliane. L’Onu ha documentato oltre 1.430 attacchi dei coloni che hanno colpito circa 260 comunità palestinesi. Hannan Sulieman, vice direttrice esecutiva dell’Unicef, ha aggiunto che tra gennaio 2024 e luglio 2026 sono stati uccisi 174 bambini palestinesi nella Cisgiordania e Gerusalemme Est, mentre più di 1.500 sono rimasti feriti; 355 minori palestinesi sono detenuti dall’esercito israeliano, il numero più alto degli ultimi otto anni.
Un uomo di Nabatieh, Ali Sabah, è morto per le ferite riportate in un attacco di un drone israeliano contro la sua auto sulla strada Doha-Kfar Rumman, riferisce l'agenzia nazionale libanese. L'attacco è avvenuto dopo che le forze israeliane avevano colpito squadre di ambulanze a Nabatieh durante il trasporto di un ferito da un precedente raid, danneggiando diversi mezzi di soccorso.
Il segretario all’Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, afferma che i flussi di petrolio attraverso lo stretto di Hormuz raggiungono in media quasi 9 milioni di barili al giorno. Wright cita gli sforzi coordinati tra l’esercito Usa e gli alleati del Golfo per mantenere attivi i passaggi. Secondo il segretario, altri 5-7 milioni di barili al giorno transitano attraverso oleodotti e impianti di esportazione potenziati, portando il totale regionale a circa 15 milioni di barili giornalieri. Domenica sono usciti dalla regione oltre 20 milioni di barili, superando la media pre-conflitto.
Il governo venezuelano annuncia un accordo con Israele per istituire un meccanismo di coordinamento volto a garantire servizi consolari. La decisione segna un cambiamento significativo dopo la rottura delle relazioni diplomatiche nel 2009, causata dagli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza. Storicamente alleata con l'Iran, Caracas ha avvicinato la sua politica a Washington dopo il tentativo di rapimento del presidente Nicolás Maduro a gennaio.
I ribelli Houthi hanno colpito una nave saudita nello Stretto di Bab el Mandeb, nel Mar Rosso. Il gruppo ha affermato che la nave trasportava attrezzature militari. Reuters riporta la notizia citando l’agenzia stampa Saba, controllata dagli Houthi.
Circa 400 civili yemeniti sono rimasti feriti o uccisi durante i raid statunitensi nella primavera del 2025, secondo una revisione del Pentagono citata dal Washington Post. I raid erano iniziati in risposta agli attacchi degli Houthi contro navi commerciali nel Mar Rosso. Il Pentagono ha colpito almeno mille obiettivi e ha accertato che in tre casi è «più probabile che non» siano stati coinvolti civili, mentre altri 15 episodi sono sotto esame. Un attacco ha causato 68 vittime civili, un altro 80 morti e 171 feriti in un porto, e un terzo raid ha ucciso cinque persone a Sana'a.
Sei persone sono morte e dieci sono rimaste ferite nell'attacco dei ribelli Houthi alla nave egiziana Tihamah vicino allo Stretto di Bab el Mandeb. Tra le vittime ci sono quattro membri dell'equipaggio, tre pakistani e un indonesiano, oltre a due soccorritori intervenuti sul luogo dell'attacco.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il presidente dell'Unione Patriottica del Kurdistan Bafel Talabani hanno discusso in una telefonata il rafforzamento delle relazioni economiche e commerciali. Araghchi ha espresso apprezzamento per l'espansione della cooperazione economica, riferisce l'agenzia Tasnim. Entrambi hanno sottolineato la necessità di intensificare il coordinamento di sicurezza lungo i confini comuni per contrastare efficacemente le minacce terroristiche.
L'attacco degli Houthi alla nave egiziana Tihamah nel Mar Rosso ha causato sei morti, tra cui quattro membri dell'equipaggio, tre pakistani e un indonesiano. Due soccorritori sono rimasti uccisi durante le operazioni di salvataggio.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha dichiarato che il Libano non consentirà a Israele di mantenere alcuna presenza militare sul proprio territorio e chiederà il ritiro completo delle forze israeliane. «Non permetteremo a Israele di rimanere nemmeno su un solo centimetro del nostro territorio», ha affermato Aoun, sottolineando l'accordo nazionale su obiettivi come il ritiro israeliano, il ritorno dei prigionieri e la ricostruzione delle zone colpite. Ha inoltre evidenziato che i colloqui in corso hanno ridotto gli attacchi israeliani e favorito il ritorno di libanesi nel Paese durante l'estate.
Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha avuto un primo colloquio «franco e costruttivo» con il ministro israeliano Gideon Saar. Miliband ha ribadito l’impegno del Regno Unito per la soluzione a due Stati e ha sollevato la questione dell’aumento della violenza dei coloni e dell’espansione degli insediamenti. Ha chiesto a Israele di reprimere queste azioni e ha sottolineato la necessità di migliorare la situazione umanitaria a Gaza. Miliband ha inoltre chiesto a Hamas di disarmarsi e un ritiro dell’esercito israeliano dalla Striscia, sollecitando progressi sul piano di pace a 20 punti.
Israele e Libano terranno un nuovo round di colloqui a Roma all'inizio di settembre. Lo comunica il dipartimento di Stato americano.
Il Qatar accusa Israele di «prendere tempo» rifiutando il piano del Board of Peace per Gaza, sostenuto dagli Stati Uniti. Il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Majed al-Ansari, ha chiesto alla comunità internazionale di fare pressione su Israele per attuare la seconda fase del piano in 20 punti. Al-Ansari ha aggiunto che Qatar, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Pakistan, Turchia, Arabia Saudita ed Egitto annunceranno iniziative per far avanzare il piano. Sul fronte dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, ha sottolineato che la priorità resta garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz non riaprirà finché gli Stati Uniti non accetteranno le condizioni iraniane. Rezaei ha precisato che l'accordo con l'Oman sulla gestione dello Stretto riguarda il futuro della via marittima e non la sua immediata riapertura. Tra le richieste inviate agli Usa figurano la fine delle ostilità e lo sblocco dei fondi iraniani congelati, ha aggiunto.
Le forze governative yemenite comunicano che gli Houthi hanno lanciato dieci missili e quattro droni contro obiettivi sulla costa occidentale del paese. Durante gli attacchi, le forze hanno abbattuto un drone e si dichiarano pronte a fronteggiare eventuali nuovi raid.
Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, ha accusato Israele di «ritardare» l'attuazione del piano di pace per Gaza, parte dell'accordo di cessate il fuoco con Hamas. Al-Ansari ha auspicato che la comunità internazionale eserciti pressioni per avviare la seconda fase dell'intesa. Ha inoltre elogiato Hamas per la disponibilità a procedere con il piano, che prevede lo smantellamento delle armi, definendo la dichiarazione un «passo avanti». Ora spetta a Israele rispettare i propri impegni.
Il ministro dell'Interno pakistano Mohsin Naqvi è in visita a Teheran, la quarta quest'anno dopo i viaggi di maggio, giugno e luglio. I media iraniani descrivono l'incontro come un segnale di miglioramento delle relazioni bilaterali tra Islamabad e Teheran. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha annunciato l'invito a Islamabad del ministro degli Esteri Abbas Araghchi e del capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf. La visita si inserisce nel ruolo cruciale del Pakistan come mediatore tra Iran e Stati Uniti, anche se il dialogo tra Washington e Teheran resta incerto.
Le trattative tra Stati Uniti e Iran sono in stallo, ma nessuna delle due parti vuole una guerra totale, afferma Lorenzo Kamel, professore di storia internazionale all'Università di Torino. Entrambi i Paesi stanno definendo un possibile prezzo d'ingresso per i negoziati, senza voler apparire deboli davanti all'opinione pubblica interna. Kamel sottolinea che molti iraniani interpretano gli eventi attuali come una resistenza sovrana, un elemento cruciale per ogni dialogo diplomatico. Riguardo alla visita del ministro dell'Interno pakistano Mohsin Naqvi a Teheran, Kamel osserva che senza affrontare questioni strutturali di fondo, l'influenza di Pakistan e altri attori esterni sarà limitata.
Il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi è a Teheran per colloqui con le autorità iraniane. Il ministero degli Esteri iraniano conferma che Naqvi ha già incontrato il capo della diplomazia Abbas Araghchi.
Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar afferma che il dialogo resta l’unica soluzione alla crisi attuale. Il Qatar riceve segnali positivi da Teheran e Muscat sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, con discussioni in corso sui dettagli tecnici tra Iran e Stati Uniti. Doha continua a facilitare i negoziati tramite mediatori per garantire il progresso del processo. Restano però ostacoli, tra cui le richieste iraniane di ritiro delle truppe Usa e risarcimenti per i danni causati dai raid Usa e israeliani.
Le forze israeliane hanno arrestato temporaneamente il sindaco di Hebron, Yousef al-Jaabari, e tre operatori del Comitato per la riabilitazione di Hebron mentre ispezionavano progetti nella Città Vecchia. L’arresto è avvenuto nel quartiere Jaber, dove è stato fermato anche un altro gruppo impegnato nella riabilitazione di pozzi. Tutti sono stati rilasciati poco dopo. Il quartiere subisce restrizioni israeliane continue, con sospensione di progetti e limitazioni all’accesso ai servizi essenziali.
Donald Trump definisce gli iraniani «negoziatori molto subdoli» perché «prima accettano qualcosa, poi negano pubblicamente». In un'intervista a Real America's Voice, il presidente americano denuncia un'inflazione al 300% e una moneta quasi priva di valore. Trump aggiunge che l'Iran non paga i soldati, che stanno abbandonando le forze armate, e giudica la situazione insostenibile.
Il premier palestinese Mohammad Mustafa denuncia oltre 504 attacchi di coloni israeliani e forze israeliane in Cisgiordania nell'ultima settimana. La Commissione per la Resistenza alla Colonizzazione e al Muro ha fornito i dati citati in un comunicato diffuso dall'agenzia Wafa. Mustafa segnala inoltre demolizioni di edifici commerciali e ordini di confisca di oltre 316.000 metri quadrati di terreno nello stesso periodo.
L'ex direttore del Mossad, Yossi Cohen, ha dichiarato di aver visitato più volte il sito nucleare di Fordo per comprenderne il funzionamento, senza precisare tempi o dettagli. Cohen ha definito il bombardamento statunitense durante la guerra tra Israele e Iran del giugno 2025 «il coronamento di tutti i miei sogni». Fordo, insieme a Isfahan e Natanz, ha subito gravi danni in quegli attacchi. Cohen ha inoltre affermato che l'uranio arricchito al 60% presente non è ancora sufficiente per una bomba, contraddicendo altri esperti.
Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar riferisce che le trattative tra Oman e Iran hanno raggiunto una fase avanzata. I prezzi del petrolio salgono oltre il 2%, ai massimi da più di una settimana, dopo la richiesta di risarcimento di Trump a Teheran. Il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale segnala almeno tre morti in un attacco degli Houthi contro una nave commerciale nello Stretto di Bab al-Mandeb. L’UKMTO comunica un incidente tra una petroliera e forze militari nel Golfo di Oman. Il presidente libanese afferma che i negoziati con Israele «stanno facendo progressi», mentre droni israeliani colpiscono più volte l’area di Nabatieh, ferendo due persone. La Società dei prigionieri palestinesi riferisce che le forze israeliane hanno arrestato 25 palestinesi in Cisgiordania, soprattutto a Betlemme, durante le operazioni di questa notte, che hanno interessato anche Nabatieh.
La Siria condanna la decisione della Colombia di riconoscere la sovranità israeliana sulle alture del Golan occupate. Il ministero degli Esteri siriano definisce la mossa una «palese violazione del diritto internazionale e delle risoluzioni Onu». Dalla Siria arriva anche la conferma che il Golan è «parte inseparabile del suo territorio». Il paese sottolinea che il sostegno internazionale alla sua posizione è cresciuto, con 123 stati che nel 2025 hanno appoggiato una risoluzione dell’Assemblea Generale Onu sul Golan, rispetto ai 97 del 2024.
L'esercito israeliano afferma di aver ucciso un palestinese identificato come «cecchino» di Hamas vicino alla «Yellow Line» nel nord di Gaza. Le truppe della 99ª Divisione hanno aperto il fuoco «per rimuovere la minaccia», secondo un comunicato pubblicato su Telegram. Il ministero della Salute di Gaza riferisce che Israele ha causato 1.259 morti nell'enclave dal cessate il fuoco mediato dagli Usa di ottobre 2023. Complessivamente, la guerra israeliana su Gaza ha provocato almeno 73.387 morti e 174.257 feriti da ottobre scorso.
Il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale conferma che un attacco Houthi a una nave commerciale nello stretto di Bab al-Mandeb ha causato tre morti. La società britannica di sicurezza marittima Vanguard riferisce che due vittime erano membri dell’equipaggio, un pakistano e un indonesiano, mentre il terzo è un militare della Marina yemenita intervenuto per soccorrere la nave. Quattro persone sono rimaste ferite, tra cui tre pakistani e un indonesiano. L’episodio segue la fine della tregua durata anni nel conflitto yemenita tra ribelli Houthi sostenuti dall’Iran e il governo riconosciuto sostenuto dall’Arabia Saudita.
Tre missili iraniani colpiscono la sede del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) a nord-est di Erbil, ferendo due persone. L'attacco danneggia la struttura, secondo Amjad Hussein, funzionario del Pkk citato da Shafaq News. Dal 28 febbraio oltre 960 missili e droni hanno colpito la regione curda irachena, causando 32 morti e 156 feriti, riferisce Rudaw.
Il sultano dell'Oman Haitham bin Tariq e il re del Bahrain Hamad bin Isa Al Khalifa hanno parlato al telefono degli sviluppi regionali e internazionali. Durante la conversazione hanno esaminato modalità per rafforzare la sicurezza e la stabilità nell'area. I due leader hanno inoltre affrontato le relazioni bilaterali e altre questioni di interesse comune.
Il primo ministro palestinese Mohammad Mustafa avverte di un aumento degli attacchi di coloni e militari israeliani in Cisgiordania occupata e del peggioramento delle condizioni a Gaza. Il governo ha segnalato oltre 504 aggressioni nella settimana scorsa, con demolizioni diffuse e ordini di confisca di terre, inclusa la distruzione di strutture commerciali lungo la strada Jenin-Nablus. Mustafa ha sottolineato la necessità di mantenere servizi essenziali come acqua ed elettricità, minacciati da ripetuti attacchi ai danni delle infrastrutture e da tagli israeliani alle forniture. Il governo ha inoltre chiesto la consegna sicura di cibo, acqua, medicine e rifugi a Gaza, dove si registrano gravi carenze e spostamenti forzati durante ondate di caldo estremo.
Le forze armate statunitensi hanno aperto il fuoco contro una nave battente bandiera panamense che ha tentato di violare il blocco navale imposto dagli Usa nello Stretto di Hormuz. Lo riporta il Wall Street Journal. L'incidente conferma le tensioni nella zona strategica per il traffico petrolifero.
Bloomberg riporta che, secondo fonti pakistane, le delegazioni di Iran e Stati Uniti sono prossime a un’intesa per porre fine alle ostilità in Medio Oriente. L’accordo potrebbe segnare un passo avanti nelle tensioni tra i due paesi.
Mohsin Raza Naqvi è giunto a Teheran per incontri con le autorità iraniane nell’ambito degli sforzi di mediazione tra Iran e Stati Uniti. L’agenzia Mehr riferisce che Naqvi ha lasciato Islamabad martedì mattina per discutere di relazioni bilaterali e questioni comuni. La visita segue quella del ministro iraniano Eskandar Momeni a Islamabad un mese fa.
Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, ha dichiarato che i negoziati tra Oman e Iran sullo Stretto di Hormuz sono a una «fase critica». Doha mira all’apertura rapida del passaggio marittimo e chiede il ritorno alle condizioni pre-conflitto con garanzie di libera navigazione. Al-Ansari ha accolto positivamente la cooperazione regionale tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan per la sicurezza.
Il ministro della difesa pakistano Khawaja Asif ha dichiarato che le delegazioni di Iran e Stati Uniti sono prossime a un accordo per porre fine alle ostilità in Medio Oriente. Bloomberg riporta le sue parole: «I segnali degli ultimi giorni indicano che siamo vicini a qualche tipo di accordo». La possibile intesa potrebbe ridurre la tensione regionale.
Il presidente libanese Joseph Aoun conferma che i negoziati con Israele stanno «facendo progressi», ma ribadisce che il Libano non accetterà alcuna presenza israeliana sul proprio territorio. «Non c’è disaccordo tra i libanesi sugli obiettivi, dal ritiro israeliano al ritorno dei prigionieri, fino alla ricostruzione», ha detto dopo un incontro con una delegazione maronita. Aoun ha aggiunto che i negoziati restano preferibili rispetto agli effetti della guerra e che gli attacchi israeliani si sono ridotti dopo la firma del quadro negoziale.
Ubai Al-Aboudi, attivista per i diritti umani e ex direttore del Bisan Center, accusa il governo israeliano di sponsorizzare gli attacchi dei coloni contro i palestinesi in vista delle elezioni di ottobre. Secondo Al-Aboudi, i politici israeliani attuali incoraggiano i coloni a compiere operazioni di pulizia etnica per guadagnare consenso elettorale. L’aumento della violenza rifletterebbe anche il timore dei coloni di un governo meno permissivo dopo il voto.
Hamas, tramite Abdul Rahman Shadid, critica la politica israeliana di demolire abitazioni in Cisgiordania, definendola «punizione collettiva» contro i palestinesi. Shadid ha citato l’esempio della casa di Farouk Ramadan nel villaggio di Tal, distrutta dopo uno scontro tra residenti e coloni. Ramadan era coinvolto in un attacco di coloni del 24 luglio, che ha causato sei morti. Israele ha avviato un’operazione militare in Cisgiordania dopo quei fatti.
Il parlamento libanese ha votato l’abolizione della pena di morte, sostituita dall’ergastolo con lavori forzati, diventando il primo paese arabo a farlo. La decisione segue una moratoria non ufficiale sulle esecuzioni dal 2004, durante la quale sono state emesse condanne poi sospese o commutate. La maggioranza dei 128 deputati ha approvato la misura, escluso il blocco di Hezbollah. Il ministro della Giustizia Adel Nassar ha definito il voto un «passo storico» per il Libano.
Gli Houthi yemeniti hanno colpito una nave mercantile nello stretto di Bab el-Mandeb, causando la morte di tre membri dell'equipaggio. Due fonti della guardia costiera yemenita e due funzionari militari del governo confermano l'attacco. Media israeliani riferiscono che una nave è stata colpita nel Mar Rosso, ma il destino dell'equipaggio resta incerto.
Una nave cargo è stata colpita da un proiettile di origine sconosciuta al largo di al-Makha, nello Yemen meridionale, riferisce il Regno Unito Maritime Trade Operations (UKMTO). L’attacco ha causato feriti e le autorità stanno indagando sull’accaduto. UKMTO invita le navi a transitare con cautela e a segnalare ogni attività sospetta.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha confermato l'assenza di colloqui diretti con gli Stati Uniti, pur non escludendo comunicazioni mediate in cui il Pakistan gioca un ruolo chiave. Il presidente Usa ha annunciato nuove pressioni economiche su Teheran, mentre l'Iran ha ribadito le sue condizioni per un riavvicinamento, tra cui la rimozione delle sanzioni e lo sblocco dei beni congelati. Le distanze tra le due parti si allargano, rendendo più remota la possibilità di un accordo diplomatico. Al momento si registra una tregua incerta, ma non si esclude una nuova escalation.
Majed al-Ansari, portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, annuncia che i negoziati tra Oman e Iran hanno raggiunto una fase avanzata. Al-Ansari definisce il confronto a un punto critico e sottolinea il sostegno di Doha a ogni sforzo per la de-escalation nella regione. «Come mediatori, vogliamo che lo Stretto di Hormuz venga riaperto il prima possibile», aggiunge.
Un colono israeliano è stato accusato per l'uccisione di Awdah Hathaleen, un episodio definito un'«anomalia» dalla comunità palestinese. Hathaleen è stato ucciso da un colono residente in un insediamento illegale sulle colline di Hebron, che ha filmato l'atto. Il sospetto è rimasto latitante per mesi finché prove video e pressioni internazionali hanno confermato la sua responsabilità. Il processo è in corso, ma resta incerto l'esito e la possibile condanna, in un contesto in cui l'impunità per coloni e militari israeliani è sistematica.
Veicoli militari israeliani hanno avanzato dal villaggio di Haddatha verso il margine orientale di Aita al-Jabal, nel distretto di Bint Jbeil, nel sud del Libano. L’avanzata è stata accompagnata da colpi di mitragliatrice sulla periferia est di Aita al-Jabal. Successivamente i mezzi sono tornati a Haddatha, dove si sono posizionati su una collina con vista sul villaggio. L’incursione segue una serie di movimenti israeliani nella zona di Bint Jbeil, teatro di frequenti attività di terra e bombardamenti nonostante una fragile tregua.
L'esercito israeliano ha confermato la demolizione della casa di Farouk Ramadan nel villaggio di Tal, vicino a Nablus, nella Cisgiordania occupata. Ramadan, palestinese disarmato, è stato ucciso il 24 giugno dopo aver sottratto un fucile a un colono armato e aperto il fuoco, causando sei morti tra cui due soldati israeliani. Le forze israeliane avevano precedentemente evacuato con la forza le famiglie dalle loro abitazioni in vista della demolizione. Organizzazioni per i diritti umani denunciano che Israele usa queste demolizioni per punire collettivamente i palestinesi e favorire l'espansione degli insediamenti illegali.
Il ministro del Petrolio iraniano Mohsen Paknejad comunica che il paese prevede di riportare a regime 95 milioni di metri cubi di gas naturale entro fine settembre. I lavori di riparazione riguardano le infrastrutture energetiche danneggiate durante il conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. A luglio un alto funzionario aveva indicato l'obiettivo di recuperare circa 100 milioni di metri cubi al giorno nei prossimi mesi. Gli attacchi hanno interrotto una produzione stimata di 230 milioni di metri cubi al giorno dall'inizio della guerra a fine febbraio.
I prezzi del petrolio aumentano oltre il 2% raggiungendo i livelli più alti da oltre una settimana, dopo che le speranze di un accordo Usa-Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz si sono affievolite. Il Brent sale a 89,45 dollari al barile, mentre il WTI raggiunge 84,04 dollari. Il rialzo segue un incremento superiore al 5% di lunedì, dopo che Trump ha chiesto un risarcimento all'Iran per vittime di guerre e proteste, complicando le trattative. Trump ha inoltre affermato che gli Stati Uniti controllano lo Stretto e hanno bonificato la zona da mine iraniane.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi conferma che Teheran non riaprirà lo Stretto di Hormuz finché gli Stati Uniti non accetteranno le condizioni iraniane. Le sue parole seguono le dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ha chiesto un risarcimento all'Iran «per tutte le persone che hanno ucciso». Araghchi ha sottolineato che l'Iran ha dimostrato di essere «una potenza forte e invincibile» nella guerra contro Usa e Israele. Lo Stretto è stato chiuso dall'Iran dopo un attacco congiunto di Israele e Stati Uniti il 28 febbraio.
L'Regno Unito Maritime Trade Operations (UKMTO) riferisce un incidente tra una petroliera e forze militari nel Golfo di Oman. L'ente non ha fornito ulteriori dettagli, ma conferma che le autorità sono informate e le indagini sono in corso.
Anwar Gargash, consigliere diplomatico degli Emirati Arabi Uniti, ha detto che il Medio Oriente non può rimanere a lungo in uno stato di «né guerra né pace». Ha sottolineato che la stabilità regionale e il futuro dei popoli richiedono «chiarezza di visione e direzione». Gargash ha aggiunto che la fase successiva non può basarsi su «fondamenti fragili o accordi distaccati dal diritto internazionale». Ha indicato la convivenza pacifica, il rispetto della sovranità e la logica della pace come pilastri essenziali per un accordo duraturo.
La Direzione generale della Difesa civile libanese denuncia che i suoi vigili del fuoco sono stati presi di mira da un drone israeliano mentre intervenivano per spegnere un incendio nell'area di Nabatieh, nel sud del Libano. L'attacco ha costretto le squadre a ritirarsi in una zona sicura, senza causare feriti. In precedenza, il ministero della Salute libanese aveva riferito di due civili feriti in uno dei raid israeliani e di un attacco contro una squadra di soccorso dell'associazione Al-Risala che ha danneggiato un'ambulanza.
Dopo aver invaso il villaggio di Tal, demolito la casa di Farouk Ramadan e arrestato diversi palestinesi, l'esercito israeliano si è ritirato da Tal e si è diretto verso Nablus. Numerosi mezzi militari israeliani sono presenti nel quartiere residenziale di Al-Makhfiyah, a sud-ovest di Nablus. Non è chiaro il motivo della loro presenza, che potrebbe riguardare arresti o nuovi raid. Queste operazioni mirano a spingere i palestinesi a lasciare le aree B e C della Cisgiordania e a concentrare la popolazione nelle città sotto controllo dell'Autorità Palestinese.
Il ministero della Salute di Gaza comunica la morte di almeno un palestinese per le ferite riportate in un attacco israeliano e segnala un altro ferito nelle violenze delle ultime 24 ore. Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti a ottobre 2023, Israele ha ucciso 1.259 persone nella Striscia di Gaza. Il ministero riferisce inoltre che la guerra israeliana ha causato almeno 73.387 morti e 174.257 feriti dall’ottobre 2023.
Il tribunale penale di Damasco condanna a morte in contumacia l'ex presidente siriano Bashar al-Assad. La sentenza arriva nell'ambito di procedimenti giudiziari aperti contro di lui.
Due civili sono rimasti feriti in un attacco israeliano a Nabatieh, nel sud del Libano, secondo il ministero della Salute. Un secondo raid ha colpito un team di soccorso dell’associazione Al-Risala, danneggiando un’ambulanza. L’agenzia nazionale libanese aveva già segnalato gli attacchi senza fornire il bilancio delle vittime.
L’Iran ha nominato sei nuovi comandanti militari in ruoli chiave, tra cui la guida delle forze armate, dei Guardiani della Rivoluzione e dell’organizzazione Basij. La scelta arriva in un momento delicato per il paese, alle prese con negoziati con gli Stati Uniti e colloqui con l’Oman, oltre a un possibile scenario conflittuale in caso di fallimento delle trattative. Le nomine riflettono un messaggio di unità e consenso all’interno dell’establishment, con il coinvolgimento attivo del leader supremo nelle decisioni militari e politiche.
Sei palestinesi, tra cui due bambini, restano feriti dopo un raid delle forze israeliane a Burqa, a nord-ovest di Nablus, in Cisgiordania. La Mezzaluna rossa palestinese segnala che i ferimenti sono avvenuti durante scontri con i militari. L’agenzia Wafa riferisce che le forze israeliane hanno arrestato cinque palestinesi in diverse località del governatorato di Betlemme e condotto operazioni ad al-Khader, Tuqu, al-Obeidiya, Dar Salah, al-Shawawra, Zaatara e Jaba.
Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha ricevuto i complimenti dal collega bahreinita Abdullatif bin Rashid Al Zayani per il recente patto di difesa. Al Zayani ha espresso l’intenzione di visitare presto il Pakistan, mentre Dar ha ribadito l’impegno di Islamabad per il dialogo e la diplomazia nella regione. L’accordo, firmato venerdì a Mecca da Erdogan, Mohammed bin Salman e Shehbaz Sharif, considera un attacco armato a uno dei tre paesi come un attacco a tutti. Il patto mira a rafforzare la deterrenza collettiva e la cooperazione militare.
Il presidente Donald Trump ha illustrato tre opzioni per affrontare l'Iran, tra cui mantenere la pressione economica già in atto, colpire duramente il Paese o sconfiggerlo economicamente. Ha sottolineato che l'inflazione iraniana ha raggiunto il 300% e che la valuta nazionale ha perso quasi tutto il valore. «Controlliamo il loro denaro, quello che avevano, che è molto. Sono il loro banchiere», ha affermato Trump, evidenziando il controllo statunitense sulle risorse finanziarie iraniane.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che il presidente Usa Donald Trump ha «implorato di avviare negoziati». Araghchi ha ricordato che Trump aveva chiesto la «resa incondizionata» all'inizio del conflitto. «Vent'anni dopo, lo stesso nemico implorava di poter negoziare», ha aggiunto il ministro durante una cerimonia per la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate, riferisce l'agenzia Tasnim.
Un drone israeliano ha attaccato paramedici a Nabatieh mentre trasportavano un ferito dopo un precedente raid su un veicolo nel quartiere universitario della città. L’attacco ha danneggiato le ambulanze. In precedenza era stato segnalato un raid israeliano ai margini di Nabatieh.
Un drone israeliano ha colpito la periferia della città di Nabatieh nel Libano meridionale. Non si segnalano al momento vittime né dettagli sugli obiettivi colpiti. Negli ultimi giorni Israele ha intensificato gli attacchi nel sud del Libano, nonostante i negoziati tra Beirut e Tel Aviv a Roma della scorsa settimana. L’esercito israeliano ha inoltre imposto una «linea gialla» nel sud libanese, consolidando la sua presenza militare e proseguendo raid e demolizioni di abitazioni.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto che il presidente Usa Donald Trump aveva chiesto la «resa incondizionata» all'inizio della guerra. Araghchi ha aggiunto che venti giorni dopo lo stesso nemico «implorava di poter negoziare». Le dichiarazioni sono state rilasciate durante una conferenza stampa trasmessa dalla televisione di Stato iraniana.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che l’Iran ha dimostrato di essere «una potenza dura e invincibile». Durante una conferenza stampa televisiva, ha citato commenti di diplomatici stranieri che definiscono l’azione iraniana «un miracolo» e una sorpresa per il mondo. Araghchi ha aggiunto che nessuno si aspettava una resistenza così forte contro gli Stati Uniti, sostenuti da Israele, dall’Occidente e da altri Paesi.
A Tal e in altri villaggi vicini, i residenti riferiscono un aumento degli attacchi israeliani. L'esercito israeliano prosegue le incursioni quotidiane, aggravando le condizioni umanitarie e sociali, con arresti di massa e perquisizioni nelle abitazioni. I palestinesi interpretano queste azioni come un assedio volto a peggiorare la loro situazione o a costringerli allo spostamento. Nel frattempo, i coloni stanno costruendo strade, distruggendo terreni e piantagioni e installando abitazioni mobili per consolidare il controllo sulla Cisgiordania occupata, in vista delle elezioni israeliane.
Funzionari israeliani mantengono circa 1.700 corpi di palestinesi per eventuali scambi di prigionieri, riferisce il quotidiano Haaretz. La cifra è emersa in discussioni recenti nell'apparato di sicurezza israeliano, secondo due fonti anonime. David Zini, capo dello Shin Bet, sostiene la detenzione dei resti in caso di futuri rapimenti o sparizioni di israeliani, posizione condivisa dall'esercito. Lo scorso ottobre, un gruppo palestinese denunciò che Israele deteneva circa 1.500 corpi di Gaza presso la struttura di Sde Teiman.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha condannato con forza gli attacchi israeliani nel sud del Libano, che hanno causato morti, feriti e danni a infrastrutture e abitazioni. Le sue dichiarazioni sono state diffuse dall’agenzia semi-ufficiale Tasnim. Israele ha intensificato gli attacchi nonostante la conclusione a Roma del settimo round di colloqui libano-israeliani, sponsorizzati dagli Stati Uniti, incentrati sull’attuazione di un accordo quadro raggiunto il 26 giugno.
L'esercito israeliano continua a bombardare a intermittenza con artiglieria la città di Zawtar al-Sharqiyah nel sud del Libano, accompagnato da intensi colpi di mitragliatrice verso diversi quartieri. La National News Agency libanese riferisce che l'attacco segue il rapporto di UNIFIL, che segnala 455 proiettili sparati da Israele nel sud del Libano e 97 violazioni dello spazio aereo libanese tra venerdì e domenica, il livello di fuoco più intenso degli ultimi mesi.
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha sollecitato l'Iran a partecipare in modo costruttivo ai negoziati con i Paesi regionali e gli Stati Uniti per porre fine al conflitto. Wadephul ha chiesto inoltre la riapertura incondizionata dello stretto di Hormuz, fondamentale per il transito energetico globale. L'appello è stato rivolto durante una telefonata con il collega iraniano Abbas Araghchi.
Il presidente Donald Trump ha lasciato la Turchia l'8 luglio a bordo di un aereo militare diverso dall'Air Force One a causa di una minaccia iraniana, rivela il Washington Post. Dopo un vertice Nato ad Ankara, Trump è salito davanti alle telecamere sul vecchio Boeing 747 usato come Air Force One, ma è stato poi trasferito di nascosto su un Boeing 757 modificato. Il passaggio è avvenuto tramite un camion del catering aeroportuale per evitare di essere visto. L'Air Force One è decollato con giornalisti e personale a bordo.
Tra venerdì e domenica, le forze israeliane hanno sparato 455 proiettili nel Libano meridionale e violato lo spazio aereo libanese 97 volte. La missione di pace Unifil ha definito questo il fuoco più intenso degli ultimi mesi, con 229 proiettili lanciati solo sabato, «il dato giornaliero più alto dal 21 giugno». Il vice portavoce Onu Farhan Haq ha precisato che la maggior parte delle violazioni aeree è stata compiuta da droni, con il coinvolgimento anche di elicotteri e aerei da combattimento. Le Nazioni Unite ritengono che queste azioni violino la Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza.
L'esercito israeliano prosegue con attacchi e raid in diverse zone della Cisgiordania occupata, con arresti, perquisizioni domiciliari e spostamenti forzati. Sei palestinesi, tra cui due bambini, sono rimasti feriti durante un raid a Burqa, a nord-ovest di Nablus, secondo la Mezzaluna Rossa palestinese. Cinque palestinesi sono stati arrestati nella provincia di Betlemme, riporta l'agenzia Wafa. Raid israeliani sono stati segnalati anche ad al-Khader, Tuqu, al-Obeidiya, Dar Salah, al-Shawawra, Zaatara e nel villaggio di Jaba. Le pattuglie militari hanno perquisito case a Tammun e decine di veicoli militari hanno invaso il villaggio di Tal, a sud di Nablus. Le forze israeliane hanno sparato gas lacrimogeni contro i palestinesi nelle pianure.
Il traffico navale nello Stretto di Hormuz è calato a sei navi lunedì, rispetto a una media di circa 11 negli ultimi dieci giorni, mentre sfumano le speranze di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. Secondo i dati della società di monitoraggio Kpler, quattro navi di merci sono entrate nello stretto, tra cui due petroliere vuote, mentre due sono uscite, tra cui una piccola petroliera carica di gas di petrolio liquefatto e un'altra con combustibili residui. Prima della guerra, transitavano quotidianamente tra 130 e 140 navi. Nel frattempo, 25 imbarcazioni hanno attraversato lo Stretto di Bab al-Mandeb, stabile rispetto alla media di 24 navi degli ultimi dieci giorni.
Il leader della minoranza al Senato Usa, Chuck Schumer, accusa Donald Trump di mancare di strategia e disciplina nella guerra contro l'Iran, mettendo a rischio i soldati americani e aumentando i prezzi. Martedì il prezzo del petrolio è salito dopo che Trump ha respinto le condizioni iraniane per riaprire lo Stretto di Hormuz, chiedendo risarcimenti per vittime di guerre passate. Majid Reza Hariri, presidente della Camera di Commercio Iran-Cina, ha detto che l'Iran non può adattarsi al blocco marittimo Usa e deve romperlo. Tra venerdì e domenica Israele ha lanciato 455 proiettili nel sud del Libano e ha violato lo spazio aereo libanese 97 volte, segnala la missione Onu Unifil. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha discusso con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman un accordo bilaterale sui droni e la sicurezza alimentare globale.
Iran e Oman hanno definito i parametri geografici di una rotta per la navigazione nello Stretto di Hormuz e stanno risolvendo questioni tecniche residue. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha detto che i colloqui procedono in modo costruttivo e che è in preparazione una dichiarazione congiunta. Tuttavia, Baghaei ha avvertito che un’intesa solo con Oman non garantirà la sicurezza dello stretto. Oman ha definito le trattative «positive e costruttive», ma ha messo in guardia contro azioni che potrebbero compromettere i progressi raggiunti.
Le forze israeliane hanno sfrattato con la forza famiglie nel villaggio di Tal, vicino a Nablus, in vista della demolizione della casa di Farouk Ramadan. Ramadan, un palestinese disarmato, è stato ucciso dopo aver sottratto un fucile a un colono armato e aver sparato durante uno scontro per difendere la sua terra. L'episodio del 24 giugno ha causato sei morti, tra cui quattro palestinesi e due soldati israeliani, e ha scatenato una serie di attacchi intensificati da parte di forze israeliane e coloni in tutta la Cisgiordania occupata.
L’esercito israeliano ha fermato tre civili israeliani che nella notte di martedì hanno attraversato il confine verso la Siria nella zona del Jabal al-Sheikh (Monte Hermon). Le truppe sono state dispiegate per localizzare il gruppo e riportarlo in territorio israeliano, dove sono stati consegnati alla polizia. L’incidente segue un aumento degli attraversamenti non autorizzati verso la Siria, con almeno 17 episodi registrati negli ultimi mesi e più di 150 persone fermate. Solo tre casi sono stati trasmessi ai procuratori per possibili incriminazioni.
L'esercito israeliano ha lanciato bombardamenti di artiglieria contro le colline di Ali Taher, nel sud del Libano, alla periferia di Nabatieh al-Fawqa. L'Agenzia nazionale di Informazione libanese (Nna) riferisce che l'attacco è avvenuto nelle prime ore del mattino. Gli scontri seguono il settimo round di negoziati tra Libano e Israele concluso giovedì scorso a Roma, incentrato sul ritiro delle truppe israeliane dal sud del Libano.
Il prezzo del petrolio è aumentato martedì dopo che Trump ha respinto le condizioni iraniane per riaprire lo Stretto di Hormuz, chiedendo risarcimenti per vittime di guerre, attacchi e proteste passate. Brent ha raggiunto 88 dollari al barile, mentre il greggio Usa è salito a 82,45 dollari, i livelli più alti dal 31 luglio, dopo un rialzo del 5 percento registrato lunedì.
Israele ha emesso nuovi ordini amministrativi per legalizzare ufficialmente un avamposto coloniale vicino a Sinjil, a nord di Ramallah, in Cisgiordania occupata. La cosiddetta Amministrazione Civile israeliana ha approvato i confini giurisdizionali dell’avamposto Givat Har’el, autorizzandolo a diventare un insediamento autonomo con poteri di pianificazione e ampliamento. La misura fa parte di un processo avviato dal governo israeliano nel febbraio 2023 per regolarizzare gli avamposti Givat Har’el e Givat Haro’eh. L’obiettivo è consolidare una cintura di insediamenti attorno a Sinjil e al-Lubban Asharqiya, collegando gli avamposti locali ai più grandi insediamenti di Shilo e Ma’ale Levona.
Majid Reza Hariri, capo della Camera di Commercio Iran-Cina, ha detto che l’Iran deve rompere il blocco marittimo imposto dagli Stati Uniti, anche ricorrendo alla forza o a una nuova guerra. Hariri ha avvertito che cercare di aggirare il blocco aumenterebbe i costi commerciali e alimenterebbe la corruzione, come già accaduto con le sanzioni precedenti. Ha stimato che trasportare un container dalla Cina all’Iran via mare costa circa 3.000 dollari, contro i 12.000 via terra.
Le forze israeliane hanno lanciato 455 proiettili nel Libano meridionale e violato lo spazio aereo libanese 97 volte tra venerdì e domenica, il livello più alto da mesi, secondo la missione Onu UNIFIL. Solo sabato sono stati sparati 229 proiettili, il massimo giornaliero dal 21 giugno. Il portavoce Onu Farhan Haq ha precisato che la maggior parte delle violazioni aeree è avvenuta con droni, ma sono stati coinvolti anche elicotteri e caccia. L’Onu considera queste azioni una violazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza.
Il leader della minoranza al Senato Usa, Chuck Schumer, ha definito la guerra di Trump contro l’Iran «illegale» e senza strategia. Schumer ha denunciato che la mancanza di disciplina e capacità negoziale mette a rischio i soldati americani e aumenta i prezzi per i cittadini. «La leadership di Trump è un fallimento totale», ha aggiunto, chiedendo la fine del conflitto e la riparazione dei danni causati.
Donald Trump è partito in luglio dalla Turchia a bordo di un aereo militare alternativo per evitare una minaccia di attentato iraniano, mentre la Casa Bianca dichiarava che viaggiava sull’Air Force One. L’operazione, condotta all’insaputa dei giornalisti e di alcuni membri dello staff, è emersa da informazioni esclusive del Washington Post. Il giornale cita materiale esaminato e testimonianze anonime di funzionari a conoscenza della missione.
Il leader supremo iraniano Ayatollah Mojtaba Khamenei ha nominato sei alti ufficiali per rafforzare la struttura di comando militare dopo la perdita di diversi comandanti. Ali Abdollahi assume il ruolo di capo di stato maggiore delle forze armate, mentre Kioumars Heydari diventa suo vice. Ahmad Vahidi è confermato comandante in capo dei Guardiani della Rivoluzione con l’incarico di potenziare la deterrenza e la capacità offensiva. Mostafa Izadi è nominato vice di Vahidi con responsabilità operative.
Il senatore americano Chris Van Hollen ha invitato Mike Huckabee, ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, a dimettersi. Van Hollen lo accusa di non aver protetto i cittadini americani e di essersi trasformato in portavoce del governo israeliano. «Il compito di un ambasciatore Usa è difendere i cittadini e gli interessi degli Stati Uniti. Huckabee non lo ha fatto», ha scritto su X.
I prezzi del petrolio restano stabili sopra i massimi di una settimana, con il Brent a 87,81 dollari al barile e il West Texas Intermediate a 82,20 dollari. Lunedì entrambi i benchmark avevano segnato un rialzo superiore al 5%, raggiungendo i livelli più alti dal 31 luglio. La crescita è arrivata dopo che Trump ha chiesto un risarcimento per i danni subiti dagli Stati Uniti, riducendo le speranze di un accordo di pace con l’Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Volodymyr Zelenskyy ha avuto una conversazione sostanziale con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman su un accordo bilaterale sui droni e la sicurezza alimentare globale. Zelenskyy ha riferito che Mbs ha illustrato i recenti accordi di Riad con Turchia e Pakistan e le prospettive correlate. I due leader hanno discusso i prossimi passi nell’ambito dell’intesa sulla cooperazione militare firmata a marzo tra Ucraina e Arabia Saudita.
I consiglieri del presidente Trump sostengono la necessità di un approccio moderato verso l'Iran per evitare un’escalation del conflitto. Secondo loro, le difficoltà economiche di Teheran potrebbero influenzare la guerra e le tensioni interne tra moderati e falchi. Trump ribadisce di aver impedito all’Iran di ottenere l’arma nucleare e non manifesta preoccupazioni per l’impatto sulle elezioni di novembre. I critici avvertono che il Partito Repubblicano potrebbe pagare un prezzo alle urne.
Le forze israeliane stanno bombardando le colline Ali al-Taher nei pressi di Nabatieh, nel sud del Libano, riferisce l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese. L'agenzia parla di un «concentrato bombardamento di artiglieria» contro le alture della zona. Lunedì, mezzi israeliani hanno demolito abitazioni nei villaggi di Zawtar el-Charqiyeh e Zawtar al-Gharbiyeh, mentre i carri armati avanzavano, violando l'accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti del 26 giugno.
Donald Trump è partito di nascosto dalla Turchia su un aereo militare alternativo a luglio, mentre la Casa Bianca sosteneva che viaggiasse sull’Air Force One. L’operazione è stata condotta senza informare giornalisti e parte dello staff presidenziale, secondo il Washington Post. La missione è stata organizzata in risposta a una minaccia di attentato iraniano contro il presidente. Le informazioni provengono da documenti e testimonianze anonime di funzionari a conoscenza dell’operazione.
Trump ha affermato che gli Stati Uniti controllano completamente lo Stretto di Hormuz, pur riconoscendo che l'Iran «può creare problemi» in quella zona strategica, dove transita circa il 20% del petrolio mondiale. Il presidente ha definito il blocco navale americano un «muro d'acciaio» e un sistema «infallibile», descrivendo la situazione come «un po' complessa» a causa delle mine piazzate dall'Iran che però vengono individuate. Trump ha aggiunto che l'Iran «è al verde, non ha soldi» per sostenere eventuali azioni ostili.
L’esercito yemenita fedele al governo segnala che i ribelli Houthi hanno lanciato missili balistici contro la città portuale di al-Makha, sul Mar Rosso, colpendo infrastrutture strategiche. L’attacco è stato confermato dal centro media delle forze armate yemenite, che ha diffuso immagini dei razzi impiegati. Ulteriori dettagli sono attesi nelle prossime ore.
I prezzi del petrolio sono aumentati di circa il 5% lunedì a causa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran sullo Stretto di Hormuz. Il Brent ha raggiunto 87,72 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate è salito a 82,13 dollari al barile. L'incremento riflette le preoccupazioni per la sicurezza delle rotte petrolifere nella regione.
Hans Grundberg, inviato speciale Onu per lo Yemen, ha avvertito che il Paese rischia un conflitto su larga scala superiore a qualsiasi momento dalla tregua del 2022. Grundberg ha sottolineato che gli ultimi sviluppi potrebbero compromettere i progressi della tregua e trascinare lo Yemen in un confronto regionale più ampio. Gli Houthi hanno intensificato gli attacchi nel Mar Rosso e nella provincia di Marib, causando morti e feriti.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che le truppe americane hanno completato la rimozione delle mine dallo Stretto di Hormuz. Trump ha affermato che gli Stati Uniti mantengono la capacità «per decapitare» l'Iran e hanno «sicuramente la capacità di un'escalation». Ha aggiunto che lo Stretto è «aperto» e controllato dalla Marina Usa, che impedisce l'accesso alle navi dirette verso l'Iran.
