Un boato ha squarciato il pomeriggio nello Hunan, provincia centrale della Cina. Erano poco più delle 16:40 quando la Huasheng Fireworks Manufacturing and Display Company, un’antica fabbrica di fuochi d’artificio a Liuyang, è stata travolta da un’esplosione devastante. Il bilancio parla chiaro: almeno 21 morti e 61 feriti, numeri confermati dalle autorità locali e dai media di Stato. Dal sito è salito in fretta un fumo nero e denso, visibile a distanza nelle montagne circostanti. Le immagini condivise sui social non lasciano dubbi sulla gravità dell’accaduto, mentre squadre di soccorso specializzate si sono lanciate contro il tempo per tirare fuori chi era rimasto intrappolato tra le macerie.
Esplosione di una fabbrica di fuochi d’artificio in Cina: i dettagli
Il governo centrale non ha perso tempo e ha mandato sul posto oltre 480 soccorritori, tra vigili del fuoco, medici e personale sanitario, per gestire l’emergenza. Sono stati messi in campo escavatori e unità cinofile per cercare tra le macerie ancora calde, nella speranza di trovare superstiti. Le autorità hanno chiuso un’area di sicurezza di tre chilometri intorno alla fabbrica e fatto evacuare chi viveva vicino, per evitare nuovi pericoli. Il presidente Xi Jinping ha chiesto di fare il massimo per assistere i feriti e garantire trasparenza nelle indagini, per capire cosa sia successo e se ci siano responsabilità precise. Intanto la polizia ha già fermato i dirigenti dell’azienda, mentre le indagini continuano senza sosta.
Liuyang, capitale cinese dei fuochi d’artificio e i suoi rischi
Liuyang è uno dei centri più importanti in Cina per la produzione di fuochi d’artificio: da qui arriva più del 60% del mercato nazionale e circa il 70% di quello destinato all’export. La città vanta una lunga tradizione nella creazione di prodotti pirotecnici, ma purtroppo è anche nota per i frequenti incidenti sul lavoro, spesso legati a scarse misure di sicurezza. Solo negli ultimi anni lo Hunan ha visto altri disastri simili: nel 2025 un’esplosione in un’altra fabbrica ha fatto nove vittime. Nel 2023, invece, tre persone sono morte a Tianjin dopo esplosioni che hanno colpito edifici abitati. All’inizio di quest’anno, due esplosioni in negozi specializzati nelle province di Hubei e Jiangsu hanno causato rispettivamente dodici e otto morti. Questi numeri mostrano quanto il settore resti pericoloso e quanto sia urgente un controllo più severo, per proteggere chi lavora e chi vive in queste zone. Tra le montagne dello Hunan si intrecciano così tradizione, industria e rischi che pesano ogni giorno sulle vite di migliaia di persone.






