Pechino, 4 maggio 2026 – A quasi quattro anni dall’incidente del Boeing 737 di Cina Eastern Airlines avvenuto il 21 marzo 2022, emergono dettagli drammatici e inquietanti sui momenti finali del volo, che si è concluso con la morte di 132 persone. L’NTSB, l’ente investigativo statunitense per la sicurezza dei trasporti, ha recentemente consegnato un corposo fascicolo di quasi 2.000 pagine che confermano la natura intenzionale dello schianto, svelando un gesto estremo compiuto in cabina di pilotaggio.
La dinamica del disastro in Cina
Il Boeing 737 decollato da Kunming con destinazione Guangzhou, con a bordo 132 persone tra passeggeri ed equipaggio, ha visto un repentino e inspiegabile spegnimento di entrambi i motori a circa 9.000 metri di quota. I dati estratti dal Flight Data Recorder indicano che qualcuno in cabina ha deliberatamente spostato in posizione di chiusura i selettori del carburante, disattivando i motori e rimuovendo il pilota automatico. Successivamente, la cloche è stata spinta in avanti per inclinare il muso dell’aereo verso il basso, inducendo una picchiata che ha portato il velivolo a sfiorare la velocità del suono, circa 1.125 km/h, superandone i limiti strutturali.
La perdita di controllo è stata rapidissima: il rollio è passato da valori stabili a oscillazioni violente, fino a quasi 180 gradi, con l’aereo praticamente rovesciato mentre precipitava. Le superfici mobili – piani di coda, alettoni e timone – sono risultate posizionate per aumentare la velocità di discesa, confermando l’intento di spingere il velivolo a schiantarsi al suolo senza possibilità di recupero.
I protagonisti e il contesto dell’incidente
Ai comandi si trovavano il comandante Yang Hongda, 31 anni, con oltre 7.400 ore di volo, e il primo ufficiale Zhang Zhengping, un veterano di 58 anni ma “demansionato” a primo ufficiale, con quasi 32.000 ore di volo. A bordo era presente anche Ni Gongtao, primo ufficiale 26enne in veste di osservatore. Nonostante le ipotesi iniziali che vedevano un possibile disorientamento tecnico o condizioni meteorologiche avverse, l’analisi approfondita ha escluso anomalie meccaniche o di comunicazione, puntando invece su un atto volontario di sabotaggio dall’interno della cabina.
China Eastern Airlines, fondata nel 1988 e una delle principali compagnie aeree della Cina, con hub a Shanghai-Pudong e Shanghai-Hongqiao, è oggi una delle maggiori realtà globali del trasporto aereo, con una flotta di oltre 680 aeromobili e 248 destinazioni nel 2026. La compagnia ha mantenuto un rigoroso silenzio sulle indagini, mentre le autorità cinesi hanno limitato la divulgazione dei dettagli per motivi di sicurezza nazionale.
Nel frattempo, Boeing, costruttore americano del velivolo, si è limitata a non commentare, e l’ICAO ha ribadito che solo l’autorità investigativa cinese può rilasciare informazioni ufficiali. L’NTSB ha fornito assistenza tecnica, ma le ultime parole chiave restano avvolte nel riserbo delle autorità di Pechino, che resistono a ulteriori aperture sul caso.
Le rivelazioni del rapporto statunitense confermano un quadro inquietante: il disastro fu causato da un gesto deliberato di uno o più membri dell’equipaggio, con la pressione sulla cloche esercitata fino all’ultimo momento per precipitare l’aereo. Il quadro psicologico e le dinamiche interne tra i piloti restano però un mistero irrisolto, con alcune ipotesi che parlano di tensioni o liti in cabina, ma senza conferme concrete.
L’incidente rappresenta così una delle più gravi tragedie aeree degli ultimi decenni in Cina, evidenziando l’importanza di un’accurata valutazione dello stato psicologico degli equipaggi e di una maggiore trasparenza nelle indagini internazionali, specie quando coinvolgono velivoli di fabbricazione statunitense come il Boeing 737.






