Bruxelles, 5 marzo 2026 – Durante il Consiglio Affari Interni dell’Unione Europea, i ministri degli Interni dei 27 Paesi membri si sono concentrati sulla delicata situazione in Medio Oriente e sulle potenziali ripercussioni per la sicurezza europea e le migrazioni. Al centro del dibattito è emersa una crescente preoccupazione per le cellule dormienti iraniane, ritenute una minaccia concreta di attivazione nel contesto attuale.
La minaccia delle cellule dormienti iraniane
Fonti europee hanno evidenziato come, dopo l’escalation del conflitto in Medio Oriente, la possibile attivazione di queste cellule rappresenti una delle principali sfide per la sicurezza interna europea. La Commissione Europea ha sottolineato la necessità di una risposta rapida e coordinata, presentando una proposta strategica per la lotta al terrorismo. Questa proposta mira a rafforzare la capacità degli Stati membri di prevenire e contrastare attacchi terroristici, con particolare attenzione alle reti iraniane e ai loro potenziali affiliati.
Le autorità europee temono che gruppi legati a Hezbollah e ai Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC) possano operare in modo più aggressivo sul suolo europeo, mirando a obiettivi israeliani ed ebraici o anche a obiettivi indiscriminati, come già documentato in passato. Inoltre, in diversi Paesi europei, tra cui la Francia, si è registrata un’infiltrazione di militanti pro-palestinesi con legami con Teheran.
Il sistema Entry/Exit System: una sfida urgente
Parallelamente, la Commissione Europea ha richiamato gli Stati membri a intensificare gli sforzi per l’implementazione del nuovo sistema d’ingresso elettronico alle frontiere (Entry/Exit System – EES). Nonostante i vantaggi dimostrati, come il blocco di oltre 17mila persone prive di diritto d’accesso e l’identificazione di 500 soggetti a rischio in soli tre mesi, molti Paesi non hanno ancora adottato pienamente la tecnologia necessaria.
Un esempio emblematico è l’aeroporto di Malpensa, dove durante le Olimpiadi si sono registrati tempi di attesa ridotti grazie a personale e attrezzature potenziate, ma dopo l’evento le attese sono nuovamente aumentate. La Commissione ha inoltre evidenziato la scarsa diffusione dell’app per la precompilazione dei dati dei viaggiatori, utilizzata solo dalla Svezia, che potrebbe velocizzare ulteriormente i controlli e migliorare la sicurezza.
Il rafforzamento delle misure di controllo alle frontiere è considerato fondamentale per limitare la possibilità che soggetti potenzialmente pericolosi possano infiltrarsi nel territorio europeo, nel contesto di una minaccia terroristica che si fa sempre più concreta e articolata.






