Bologna, 2 maggio 2026 – L’intero mondo dello sport e non solo piange oggi la scomparsa di Alex Zanardi, figura simbolo di coraggio e determinazione, che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’automobilismo e del paraciclismo. Tra i numerosi messaggi di cordoglio, spicca quello di Beatrice “Bebe” Vio, campionessa paralimpica di scherma, che lo ha ricordato con parole di profonda gratitudine sul suo profilo Instagram.
Il ricordo commosso di Bebe Vio: un “tutor sportivo e di vita”
“Siamo diventati colleghi nel 2009, avevo 12 anni ed ero molto spesata e spaventata. Mi hai dato la forza per ripartire, convincendomi che con o senza gambe avrei potuto fare tutto” scrive Bebe Vio, che ha condiviso con Zanardi un legame speciale sia nello sport sia nella vita. La schermitrice paralimpica ricorda con affetto gli anni trascorsi insieme, dalla prima esperienza ai Giochi Paralimpici di Londra 2012, dove Zanardi le fece scoprire la bellezza e il potere trasformativo delle Paralimpiadi, fino al successo condiviso di Rio 2016. “A Tokyo 2020 non c’eri, ma eri un faro per tutti noi. È stato un onore e un grande privilegio averti avuto come tutor sportivo e di vita”, conclude la campionessa.
Nata a Venezia nel 1997, Bebe Vio è una delle più grandi protagoniste dello sport paralimpico italiano, con un palmarès ricco di medaglie e riconoscimenti a livello mondiale. La sua carriera è stata segnata anche da una profonda amicizia e ispirazione reciproca con Zanardi, che ha rappresentato un modello di resilienza e forza.
Le reazioni istituzionali e il cordoglio nazionale
La notizia della morte di Zanardi ha suscitato un’ondata di emozioni e riflessioni in tutta Italia. Il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, ha definito Zanardi come “un uomo in cui il dolore si è fatto forza, speranza, coraggio”, sottolineando il grande insegnamento di vita che ha lasciato a tutti noi. Dello stesso avviso il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, che ha ricordato Zanardi come “un esempio e un modello che si è rialzato dal dramma”.
La ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha evidenziato come Zanardi abbia saputo “trasformare le difficoltà in forza e opportunità”, lasciando un segno profondo non solo nello sport ma anche nella cultura della disabilità. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha descritto Zanardi come “un esempio straordinario di forza, dignità e amore per la vita”.
Anche la premier Giorgia Meloni ha voluto rendere omaggio all’ex pilota di Formula 1 e campione paralimpico, sottolineando come l’Italia perda “un grande campione e un uomo straordinario, capace di trasformare ogni prova della vita in una lezione di coraggio, forza e dignità”. Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha ricordato Zanardi come “uno dei più grandi campioni, di sport e di vita” della città, che gli conferì il Nettuno d’oro nel 2012 per il suo impegno nel sociale e per aver dato speranza a molte persone disabili.
Anche il presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Cordiano Dagnoni, ha espresso un commosso ricordo, evidenziando come Zanardi abbia saputo “trasformare la cultura del nostro Paese, regalando gioia e felicità e speranza a tante persone”. In segno di rispetto, su invito di Dagnoni, in tutte le gare ciclistiche del fine settimana sarà osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Zanardi.
Alex Zanardi: una vita di sport e rinascita
Alessandro Leone Zanardi, nato a Bologna il 23 ottobre 1966, è stato un pilota automobilistico di fama internazionale, insignito di due titoli CART nel 1997 e 1998 e campione italiano superturismo nel 2005. Dopo un grave incidente nel 2001 che gli costò l’amputazione di entrambi gli arti inferiori, Zanardi dimostrò una straordinaria capacità di riscatto, reinventandosi come atleta paralimpico di handbike e conquistando numerosi titoli mondiali e medaglie d’oro paralimpiche.
La sua storia di coraggio e determinazione ha ispirato milioni di persone in Italia e nel mondo. Dopo un altro incidente nel 2020, che lo ha messo in condizioni critiche, Zanardi è riuscito a riprendersi e ha continuato a essere un punto di riferimento per lo sport e per la cultura della disabilità fino alla sua scomparsa.
Con la sua vita e la sua carriera, Alex Zanardi ha lasciato un’eredità di coraggio, speranza e umanità, che continuerà a vivere nel ricordo di chi lo ha conosciuto e ammirato.

