Firenze, 11 gennaio 2026 – In tutta Italia, lo scorso sabato 10 gennaio, si è svolto un flashmob promosso dall’AISS – Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla sicurezza nei locali da ballo e commemorare le vittime della tragedia di Capodanno a Crans Montana, in Svizzera. Tra i deceduti vi era anche l’operatore di sicurezza Stefan Ivanović, la cui memoria è stata centrale nella manifestazione che ha coinvolto numerosi locali italiani, tra cui lo Space Club di Firenze.
AISS: un impegno costante per la sicurezza nei locali

L’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria si distingue per il suo ruolo di primo piano nella tutela del settore della sicurezza privata in Italia. Fondata per supportare le aziende del comparto, l’AISS si batte per un’armonizzazione legislativa che permetta alle imprese italiane di competere a livello internazionale, e ha promosso numerose iniziative tra cui il riconoscimento del ruolo del Body Guard e la stesura del primo contratto collettivo nazionale specifico per gli addetti ai servizi di controllo.
Nicola Rutigliano, responsabile del settore investigativo per AISS, ha spiegato l’importanza dell’iniziativa: “Abbiamo deciso questa giornata per commemorare le vittime, ci siamo rivisti tutti noi operatori in quella situazione e in quell’unico operatore che ha perso la vita, oltre naturalmente a tutti quei poveri ragazzi. Queste tragedie sarebbero potute avvenire anche in Italia, non nelle discoteche autorizzate e regolari, ma in tanti posti improvvisati come locali da ballo senza autorizzazioni”.
La memoria di Stefan Ivanović e l’appello per la prevenzione
Stefan Ivanović, 31 anni, era un addetto alla sicurezza che nella tragica notte di Capodanno ha dato la vita per salvare i giovani presenti nel locale svizzero “Le Constellation”. La sua figura è diventata il simbolo della manifestazione, un monito per non abbassare mai la guardia sulle norme di sicurezza nei luoghi di divertimento.
Rutigliano ha sottolineato come la sicurezza non venga ancora vista come un investimento fondamentale, ma piuttosto come un elemento di prevenzione imprescindibile: “In Italia non c’è una cultura adeguata per prevenire le problematiche che possono insorgere nei locali, soprattutto in quelli non autorizzati. Per noi la sicurezza è soprattutto prevenzione”.
L’iniziativa di sabato ha voluto ribadire l’urgenza di sviluppare una cultura della sicurezza e di responsabilità che coinvolga gestori, operatori e istituzioni, affinché tragedie simili non si ripetano mai più.
Fonte: Emanuele De Lucia - Crans Montana, Rutigliano - Aiss: "Tanti posti improvvisati come locali da ballo"






