Il conto alla rovescia per fare luce sull’omicidio di Bakari Sako a Taranto si chiude attorno a un nome in più. Il 22enne del centro storico di Taranto, arrestato ieri, è il sesto giovane coinvolto nella morte del bracciante maliano di 35 anni. La polizia ha stretto il cerchio, dopo i primi cinque fermi, puntando i riflettori su quella notte tragica, segnata da un gesto crudele e motivi futili. Ora il quadro degli indagati è completo, mentre il processo si avvicina e nuovi dettagli emergono dall’inchiesta.
Omicidio a Taranto: tutti i dettagli
Il 14 maggio 2026 è stato un giorno importante per l’inchiesta sulla morte di Bakari Sako. La polizia ha fermato il sesto ragazzo della baby gang accusata dell’aggressione mortale. Nei giorni scorsi erano già stati arrestati quattro minorenni e un 20enne, Fabio Sale. Ora entra in gioco anche questo 22enne, anche lui del centro storico di Taranto. Secondo gli investigatori, ha preso parte attiva al pestaggio, colpendo Sako con un pugno durante l’aggressione. L’arresto è stato ordinato dalla procura locale, con la guida della procuratrice Eugenia Pontassuglia e della sostituta Paola Ranieri, che seguono da vicino il caso per fare chiarezza su tutta la vicenda.
La notte dell’aggressione e il cammino verso il processo
Tutto è successo alle prime luci di sabato 9 maggio, in piazza Fontana, cuore pulsante della città vecchia. Bakari Sako è stato colpito più volte, tre fendenti letali lo hanno portato alla morte immediata. Le indagini cercano di ricostruire non solo cosa è successo quella notte, ma anche il ruolo di ogni membro del gruppo, formato soprattutto da ragazzi molto giovani. Il nuovo fermato, secondo fonti investigative, si trovava ai tavoli di un bar vicino e avrebbe sferrato almeno un pugno alla vittima. Per i cinque già arrestati sono fissati gli interrogatori dal giudice per le indagini preliminari: oggi tocca a Fabio Sale, domani ai quattro minorenni, mentre per il 22enne si attende l’interrogatorio nei prossimi giorni. Intanto si stanno ascoltando altri testimoni, fra cui una ragazza presente durante l’aggressione, che però non risulta indagata.
Taranto vecchia sotto choc: la morte di Sako riapre il dibattito sulle baby gang
Questa vicenda ha scosso profondamente Taranto, mettendo in luce un problema che non riguarda solo questa città ma molte altre in Italia: la diffusione di bande giovanili che si dedicano alla violenza senza motivo. La città vecchia, quartiere storico dove è avvenuto il fatto, è al centro di un acceso dibattito su inclusione sociale e gestione dei giovani a rischio. Le istituzioni locali sono sotto pressione per trovare soluzioni concrete e prevenire nuovi episodi. La procura minorile segue con attenzione i profili psicologici e sociali dei ragazzi coinvolti, molti minorenni, sottolineando che servono non solo misure repressive, ma anche interventi educativi mirati. La morte di Bakari Sako, persona rispettata e ben integrata nella comunità degli immigrati, ha acceso i riflettori su problemi di convivenza e marginalità che chiedono risposte serie e articolate.






