Roma, 22 aprile 2026 – In audizione presso la Commissione Difesa della Camera, l’Ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ha delineato le strategie e le capacità operative della Marina in relazione alle minacce emergenti nello scenario internazionale, con particolare riferimento allo Stretto di Hormuz e alle operazioni di sminamento post-conflitto.
La risposta della Marina Militare alle minacce nello Stretto di Hormuz
Berutti Bergotto ha sottolineato che la Marina mantiene costantemente alcune navi pronte a intervenire secondo le direttive governative, evidenziando la preparazione e la prontezza dell’istituzione militare italiana. Il Capo di Stato Maggiore ha evidenziato che, oltre al rischio rappresentato dalle mine, la Marina deve fare i conti con la minaccia costituita dai barchini utilizzati dai pasdaran, che possono colpire il traffico mercantile. In questo contesto, ha spiegato, sarà necessario impiegare navi per la scorta delle imbarcazioni commerciali, con la precisazione che intervenire in queste aree è possibile solo a conflittualità cessata, per evitare escalation.
Operazioni di sminamento e gestione del rischio
Sul fronte delle operazioni di sminamento, l’ammiraglio ha ribadito che queste attività, per loro natura molto delicate, possono essere effettuate solo in condizioni di assenza di conflitto attivo. “Il nostro compito è mantenere i rischi al minimo possibile, grazie all’utilizzo di tecnologie molto avanzate”, ha affermato Berutti Bergotto, precisando che la Marina è pronta a intervenire nel momento opportuno per garantire la sicurezza delle rotte marittime.
Giuseppe Berutti Bergotto, nato a Formia nel 1963, guida la Marina Militare dal novembre 2025. Con una lunga esperienza che spazia dalla Guerra del Golfo alle operazioni in Afghanistan e nel Mediterraneo, l’ammiraglio rappresenta un punto di riferimento nel settore della difesa marittima italiana. Sotto la sua leadership, la Marina si sta concentrando sull’anticipazione delle minacce future, puntando su innovazioni tecnologiche e formazione continua del personale, per assicurare massima efficacia nelle missioni di sicurezza nazionale e internazionale.






