Milano, 10 marzo 2026 – È rientrato oggi in Italia, dopo essere stato estradato dalla Colombia, Emanuele Gregorini, noto con l’alias “Dollarino”, ritenuto un esponente di spicco del sistema mafioso lombardo e imputato nell’ambito dell’inchiesta “Hydra”, che ha portato alla luce una presunta alleanza tra esponenti delle tre maggiori mafie italiane: Cosa Nostra, Camorra e ’Ndrangheta.
L’estradizione di “Dollarino” e il suo ruolo nell’inchiesta Hydra
Gregorini, originario di Marino (Roma) e associato al cosiddetto “gruppo Senese” – la componente romana legata alla Camorra – era latitante da diversi mesi prima della sua cattura in Colombia, nel marzo 2025, a Cartagena de Indias. Come spiegato dal procuratore capo di Milano, Marcello Viola, “Dollarino” è considerato un rappresentante del clan camorristico romano e figura centrale nella rete criminale che univa le mafie del Sud Italia operanti in Lombardia e nel Sud America.
Secondo le investigazioni coordinate dalla Dda di Milano e dai Carabinieri del Nucleo investigativo, Gregorini avrebbe svolto un ruolo da broker nella cosiddetta “Santa Alleanza”, una struttura criminale sofisticata che ha tessuto legami tra Camorra, Cosa Nostra e ’Ndrangheta per espandere il narcotraffico e altre attività illecite fino al continente sudamericano. Durante la latitanza, si sarebbe spostato dal Brasile al Panama fino a stabilirsi in Colombia, dove è stato arrestato grazie alla collaborazione internazionale delle forze di polizia.
Le accuse e il processo imminente
“Dollarino” è accusato di aver partecipato a un’associazione mafiosa unitaria operante in Lombardia, impegnata in attività di traffico di droga, detenzione di armi e azioni intimidatorie. Gli atti dell’indagine “Hydra” evidenziano come Gregorini fosse presente a diversi summit tra esponenti mafiosi a Dairago e in altre località lombarde, contribuendo a consolidare il patto criminale tra le tre organizzazioni.
Estradato oggi all’aeroporto di Milano Linate, scortato dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), è stato immediatamente trasferito al carcere di Voghera (Pavia). Il 12 marzo è fissata a Milano l’udienza preliminare per valutare il suo rinvio a giudizio nel procedimento che si preannuncia come uno dei più importanti contro il consorzio mafioso transnazionale.






