Milano, 3 gennaio 2026 – Prosegue senza sosta l’impegno dell’Ospedale Niguarda di Milano nell’assistenza ai pazienti feriti nella terribile strage di Crans-Montana, avvenuta la notte di Capodanno in Svizzera, dove un incendio ha devastato il locale Le Constellation causando almeno 40 morti e oltre 110 feriti. La struttura milanese ha ampliato i posti letto dedicati all’emergenza e si prepara ad accoglierne altri, mentre gli interventi chirurgici proseguono in modo continuativo.
Aggiornamenti clinici sui pazienti ricoverati a Milano

Filippo Galbiati, direttore della Medicina d’urgenza e del Pronto soccorso del Niguarda, ha fornito un quadro rassicurante sulle condizioni dei pazienti attualmente in cura: “Le cose dal punto di vista clinico vanno bene. La situazione respiratoria, metabolica e circolatoria sta evolvendo positivamente in tutti i pazienti, un aspetto fondamentale nelle prime fasi del trattamento”.
Il direttore ha inoltre sottolineato che è stato predisposto uno staff dedicato alle sale operatorie per assicurare interventi continui nei prossimi giorni, con particolare attenzione alla cura delle ustioni e alla prevenzione delle infezioni: “La parte chirurgica sta continuando anche stamattina, gli interventi saranno continuativi. Il messaggio deve essere positivo e noi dobbiamo essere tutti molto speranzosi”.
L’ospedale ha già incrementato la disponibilità di posti letto e si dichiara pronto a potenziarli ulteriormente, in vista dell’arrivo di nuovi pazienti. L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha confermato che nella giornata odierna sono attesi altri due ragazzi quindicenni provenienti dalla Svizzera attraverso un ponte aereo con elicotteri. La collaborazione con le strutture sanitarie svizzere continua per monitorare le condizioni dei feriti e pianificare ulteriori trasferimenti.
Il contesto della tragedia e le operazioni di soccorso
La strage di Crans-Montana ha colpito soprattutto giovani, molti dei quali italiani, presenti alla festa di Capodanno nel locale Le Constellation, dove un incendio scoppiato probabilmente a causa di una candelina scintillante ha rapidamente avvolto il locale. Il bilancio è drammatico: 40 vittime accertate, 119 feriti di cui 40 in condizioni molto gravi e sei dispersi. Tra i feriti, 11 sono italiani. Le testimonianze riportano scene di panico e una calca mortale nella scala di accesso all’unica via di fuga, mentre il fuoco si propagava velocemente a causa di materiali isolanti infiammabili presenti nel soffitto.
Le autorità svizzere hanno avviato indagini approfondite per accertare le cause dell’incendio e la conformità delle misure di sicurezza del locale, sottoposto a tre controlli negli ultimi dieci anni. Nel frattempo, il sistema sanitario lombardo si sta attrezzando per continuare a garantire assistenza ai feriti, con un’attenzione particolare ai giovani con ustioni estese, che richiedono cure complesse e prolungate.
L’emergenza sanitaria legata a questa tragedia si inserisce in un contesto di forte mobilitazione internazionale e di cordoglio che ha coinvolto famiglie, autorità e comunità di più nazionalità, mentre proseguono le operazioni di identificazione delle vittime e il supporto psicologico alle famiglie colpite.






