Anguillara Sabazia, 20 gennaio 2026 – La Procura di Civitavecchia ha formalizzato la contestazione del femminicidio a carico di Claudio Carlomagno, accusato di aver ucciso la moglie, Federica Torzullo, 41 anni, e di averne occultato il cadavere in un terreno adiacente alla sua azienda di movimento terra ad Anguillara. L’uomo è inoltre indagato per occultamento di cadavere.
Il quadro delle indagini e l’accusa di femminicidio
Dalle indagini coordinate dal procuratore capo Alberto Liguori e condotte dai carabinieri di Anguillara Sabazia e del nucleo investigativo di Ostia, è emerso un quadro di gravità indiziaria che ha portato alla modifica dell’accusa in femminicidio, ai sensi dell’articolo 577 bis del codice penale, che prevede l’ergastolo per l’omicidio di una donna commesso per motivi legati a odio di genere o per reprimere la sua libertà.
Il corpo di Federica è stato ritrovato dopo 10 giorni di ricerche, sotterrato e deturpato, in un terreno di proprietà della società Carlomagno srl, sequestrata nell’ambito delle indagini. Le tracce di sangue rinvenute nella villetta dove la coppia viveva, su abiti da lavoro, sull’auto e su un mezzo aziendale confermano la violenza del delitto. Secondo gli investigatori, Carlomagno avrebbe tentato di far sparire le tracce, lavando gli indumenti e il cassone del camion, e avrebbe cercato di ostacolare il riconoscimento del corpo, tentando di darle fuoco.
I risultati dell’autopsia sul corpo di Federica Torzullo
Federica Torzullo avrebbe tentato di difendersi durante l’aggressione del marito, che l’ha colpita con un coltello. A confermarlo è l’autopsia, che ha rilevato quattro profonde ferite alle mani, compatibili con colpi di difesa. Le coltellate complessive sono state 23, di cui 19 concentrate in aree vitali tra il collo e il volto. A risultare fatale è stata la lesione dei vasi arteriosi del collo. Il cadavere presenterebbe, inoltre, parti maciullate e la gamba sinistra amputata. La distribuzione e la dinamica delle ferite sono considerate compatibili con l’utilizzo dell’arma da parte di una persona mancina, come Claudio Carlomagno. Anche sulla base di questi riscontri, la Procura di Civitavecchia ha deciso di contestare il reato di femminicidio.
L’esame autoptico ha però restituito un quadro ulteriore, segnato da una devastazione estrema del corpo: addome, bacino e arti inferiori risultano gravemente compromessi, il torace schiacciato e l’arto inferiore sinistro amputato. Si tratta di lesioni non attribuibili all’aggressione con coltello, ma all’azione meccanica del cucchiaio della benna di una scavatrice, impiegata per occultare il cadavere. Una manovra descritta come ripetuta e violenta, avvenuta quando la donna era già deceduta.
Alla luce di questi elementi, la Procura di Civitavecchia ha formalizzato la contestazione del femminicidio nei confronti dell’uomo, 45 anni, attualmente detenuto. La decisione è stata presa dal procuratore capo Alberto Liguori, che ha ritenuto sussistenti, nel caso di Anguillara, tutti i presupposti previsti dalla nuova normativa entrata in vigore il 17 dicembre scorso, applicata per la prima volta in questo procedimento. La legge stabilisce la pena dell’ergastolo quando la morte è conseguenza di atti di odio, prevaricazione, controllo o possesso, oppure quando è collegata al rifiuto di una relazione o all’affermazione della libertà personale della vittima. Secondo gli inquirenti, quanto accaduto a Federica Torzullo rientra pienamente in questa cornice.
Ulteriori elementi di indagine
Restano ancora da definire le modalità e i tempi di maturazione del delitto, per stabilire se si sia trattato di un gesto d’impulso o dell’esito di una tensione protratta nel tempo. Tra gli elementi considerati rilevanti vi è il fatto che la fossa utilizzata per occultare il corpo non risulterebbe scavata in precedenza. La Procura sta inoltre accertando se il padre dell’indagato fosse a conoscenza dei fatti e se fosse informato della relazione extraconiugale di Federica, relazione della quale Carlomagno era consapevole. In parallelo è stato attivato il reparto di analisi criminologica, incaricato di delineare il profilo dell’indagato e di ricostruire il contesto relazionale e psicologico precedente al delitto.
All’autopsia hanno preso parte la dottoressa Benedetta Baldari, consulente del pubblico ministero; il professor Giulio Sacchetti per la difesa dell’imputato; il professor Gino Saladini per la parte civile rappresentata dal figlio della vittima; e il dottor Antonello Cirnelli per la parte civile rappresentata dai genitori.
La drammatica situazione familiare e la reazione politica
La coppia, genitori di un bambino di 10 anni, era attraversata da una profonda crisi. Federica aveva avviato una separazione di fatto e coltivava una nuova relazione affettiva, mentre il marito non accettava la fine del matrimonio. Carlomagno risulta privo di legami amicali e con un rapporto conflittuale con i genitori, circostanze che hanno alimentato il timore di una possibile fuga dopo il ritrovamento del cadavere.
La tragedia ha scosso profondamente la comunità di Anguillara e suscitato la reazione politica. La senatrice di Italia Viva Daniela Sbrollini, capogruppo in commissione femminicidio, ha evidenziato come “non basti una buona legge, ma sia necessario agire tempestivamente sulla prevenzione” e ha annunciato la richiesta di un’informativa urgente al governo circa le politiche di contrasto alla violenza di genere. Sbrollini ha inoltre sottolineato l’urgenza di promuovere l’educazione affettiva nelle scuole e di rafforzare il sostegno alle famiglie nell’educazione dei figli, elementi fondamentali per una seria politica di welfare.
Il figlio della coppia rimane orfano di madre e con il padre in carcere, in un drammatico scenario che conferma l’emergenza sociale e culturale rappresentata dai femminicidi in Italia.
Per approfondire: Anguillara: sul corpo di Federica Torzullo usata molta cattiveria, impossibile da riconoscere il corpo