Il rapporto con Donald Trump non basta a definire l’identità politica di Forza Italia o della presidente del Consiglio. A ribadirlo è il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che, commentando i risultati delle elezioni di midterm negli Stati Uniti, ha preso le distanze dal movimento Maga e ha rivendicato una diversa collocazione politica per sé e per Giorgia Meloni. “Mai stati trumpiani. Neanche Meloni è una Maga, per carità. Siamo conservatori. Io? Sono berlusconiano”, ha dichiarato parlando con Il Messaggero.it all’esterno della sede di Forza Italia, a San Lorenzo in Lucina.
Tajani: “Avere rapporti con i repubblicani non significa essere trumpiani”
Il leader azzurro ha chiarito che i rapporti con il Partito repubblicano americano non implicano un’adesione alle posizioni di Trump. “Io non sono mai stato Maga e non lo sarò mai. Mai”, ha insistito, definendo Meloni una “leader conservatrice italiana ed europea”. Secondo Tajani, la premier è una donna di destra, ma non di estrema destra, e in diverse occasioni avrebbe preso le distanze dalle posizioni del presidente statunitense.
Il vicepremier ha aggiunto di non credere che Trump abbia accolto positivamente i dissensi espressi dalla presidente del Consiglio: “Mi sembra abbia detto di no tante volte a Trump. E da come ha reagito non credo l’abbia presa bene”. Una distinzione che Tajani ha voluto sottolineare anche per ribadire l’identità politica di Forza Italia, che si riconosce nel conservatorismo e nell’eredità di Silvio Berlusconi.
Il rapporto con gli Stati Uniti e la visita annullata dopo le parole di Trump
Nel suo ragionamento, Tajani ha escluso che il risultato delle elezioni americane possa incidere sugli equilibri politici italiani. “È un voto che non ha mai condizionato gli equilibri in Italia”, ha osservato, ricordando anche i rapporti mantenuti dal governo italiano con l’amministrazione Biden e con l’allora segretario di Stato Antony Blinken.
Il ministro degli Esteri ha inoltre richiamato la propria decisione di cancellare una visita negli Stati Uniti dopo alcune dichiarazioni di Trump rivolte alla presidente del Consiglio. Un episodio che, nelle parole di Tajani, conferma come i rapporti istituzionali con il mondo repubblicano non comportino un sostegno automatico a ogni posizione del leader americano. Ha anche ricordato che, per il Partito popolare europeo, il riferimento politico negli Stati Uniti è proprio il Partito repubblicano.
Tajani esclude un effetto delle midterm sulla politica italiana
Tajani ha infine ridimensionato l’ipotesi che il risultato elettorale americano, con l’affermazione dei democratici in diversi contesti, possa rappresentare un segnale anche per la sinistra italiana in vista delle prossime elezioni politiche. Secondo il vicepremier, le consultazioni di metà mandato non offrono indicazioni utili per prevedere gli equilibri in Italia.
“Le elezioni di midterm negli Stati Uniti non danno alcun segnale”, ha affermato, riconoscendo che si possa essere più o meno soddisfatti dell’esito del voto, ma contestando un collegamento diretto con la situazione italiana. A sostegno della sua posizione ha citato le differenze tra i territori e i rispettivi contesti politici: “Mi spiegate però che c’entra l’Ohio o il Texas con la Basilicata e il Molise?”.
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