Cecilia Zandalasini ha vinto per la seconda volta la WNBA, il campionato di basket femminile più importante al mondo. È la prima italiana nella storia a riuscirci. Una notizia che dovrebbe fare parecchio rumore, soprattutto in un Paese che negli ultimi anni ha imparato a seguire e celebrare sempre di più i propri campioni sportivi.
Eppure, fuori dal mondo della pallacanestro, il suo nome è ancora poco conosciuto.
Zandalasini ha 30 anni, è nata a Broni, in provincia di Pavia, e nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre ha conquistato il titolo americano con le Golden State Valkyries, battendo le Atlanta Dream al termine di una finale arrivata fino alla settima e decisiva partita.
Non era la prima volta. Nel 2017, a soli 21 anni, aveva già sollevato il trofeo con le Minnesota Lynx. Allora era una ragazza giovanissima, arrivata negli Stati Uniti per confrontarsi con le migliori giocatrici del mondo, e il suo contributo era stato soprattutto dalla panchina. Oggi è una giocatrice affermata, con anni di esperienza internazionale e un ruolo ben diverso all’interno della squadra.
Una finale decisa all’ultima partita
Le Golden State Valkyries hanno battuto Atlanta 68-63 in gara 7, chiudendo la serie sul 4-3. Una partita tutt’altro che semplice, con le Dream avanti per buona parte dell’incontro e Golden State costretta a inseguire.
A cambiare le sorti della finale è stata soprattutto Gabby Williams, protagonista di una prestazione da 30 punti, 28 dei quali segnati nel secondo tempo.
Per le Valkyries si tratta del primo titolo della loro storia, arrivato appena un anno dopo il debutto nella WNBA. La franchigia di San Francisco ha iniziato a giocare nel 2025 e alla seconda stagione è già riuscita a vincere il campionato.
Zandalasini ha chiuso l’ultima partita con due punti in otto minuti, ma il suo contributo va cercato nell’intera stagione. Ha giocato 37 partite, partendo 34 volte nel quintetto iniziale, e durante i playoff ha segnato anche 22 punti contro Dallas.
Una differenza enorme rispetto al primo titolo del 2017, quando era ancora una giovane promessa.
Una carriera costruita lontano dai riflettori italiani
Prima di tornare a vincere negli Stati Uniti, Zandalasini era stata protagonista anche con la Nazionale italiana, contribuendo alla conquista del bronzo agli Europei del 2025.
Un risultato importante per il basket femminile azzurro, che non saliva sul podio continentale da 30 anni.
La sua carriera è passata attraverso campionati, squadre e Paesi diversi, con l’obiettivo di continuare a giocare ai massimi livelli. E oggi quel percorso l’ha portata a un primato che nessun’altra cestista italiana aveva mai raggiunto.
Nel 1997 Catarina Pollini aveva vinto il titolo WNBA con le Houston Comets. Vent’anni dopo ci era riuscita Zandalasini con Minnesota. Adesso, con il secondo successo, la pavese è rimasta sola in cima a questa particolare classifica.
Il problema non è soltanto quanto se ne parla, ma quanto conosciamo queste storie
La notizia della vittoria è uscita anche sui principali quotidiani italiani. Non si può dire che sia stata ignorata. Ma viene da chiedersi quante persone, leggendo il nome di Cecilia Zandalasini, sappiano davvero di chi si sta parlando.
Perché vincere due volte la WNBA non è un risultato qualsiasi. Significa riuscire ad affermarsi, a distanza di nove anni, in un campionato che riunisce alcune delle migliori giocatrici del pianeta.
E non dovrebbe essere necessario seguire il basket per riconoscere quanto sia importante.
Negli ultimi anni abbiamo visto quanto le vittorie di atleti italiani possano avvicinare il grande pubblico anche a discipline che prima seguiva poco. È successo nel tennis, nell’atletica e in altri sport. Spesso basta una storia raccontata bene, un volto che diventa familiare, per far nascere un interesse che prima non c’era.
Con il basket femminile questo passaggio sembra ancora più difficile.
E dispiace soprattutto pensando alle tante bambine e ragazze che giocano a pallacanestro in Italia. Sapere che una loro connazionale è arrivata a vincere due volte il campionato americano potrebbe significare molto, anche solo per immaginare fin dove si possa arrivare.
Non è una questione di dover parlare di sport femminile a tutti i costi. È una questione di risultati, di storie e di spazio che scegliamo di dedicare loro.
Cecilia Zandalasini è diventata due volte campionessa WNBA. La sua impresa è già entrata nella storia del basket italiano. Sarebbe bello che entrasse un po’ di più anche nelle conversazioni di tutti.
