La società di Salvatore Aranzulla, tra i divulgatori informatici più conosciuti in Italia, ha registrato nel 2025 un utile netto di 641.430 euro, contro i 2,33 milioni del 2024. Il fatturato è invece cresciuto. L’imprenditore, 36 anni, ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera come stanno cambiando la sua attività e le condizioni economiche di chi produce contenuti sul web.
Il sito che per anni ha risposto alle domande tecnologiche di milioni di italiani ha perso metà del pubblico giornaliero: aranzulla.it contava circa un milione di visitatori al giorno nel 2024, oggi ne registra 500 mila.
I ricavi crescono, ma attirare gli utenti costa di più
Il fatturato della società è passato dai 7,9 milioni di euro del 2024 agli 8,39 milioni del 2025. L’utile netto, però, è diminuito di circa il 72%. Aranzulla ha spiegato che la riduzione dei margini dipende anche dalle nuove strategie necessarie per attirare gli utenti, compreso l’acquisto di traffico attraverso i motori di ricerca.
Mantenere la visibilità e il pubblico richiede quindi più risorse rispetto al passato. La società resta redditizia, ma un’ulteriore contrazione dei margini potrebbe rendere più difficile sostenere lo stesso livello di investimenti e collaborazioni.
Le risposte dell’intelligenza artificiale senza passare dai siti
Il problema indicato da Aranzulla riguarda il funzionamento dei nuovi strumenti di ricerca: sempre più spesso chi cerca una soluzione riceve direttamente una risposta generata dall’intelligenza artificiale, senza aprire le pagine dalle quali arrivano le informazioni. Un meccanismo che rischia di penalizzare gli autori dei contenuti.
Il divulgatore non si dichiara contrario alla tecnologia e la utilizza nella propria attività, che si avvale di circa quaranta collaboratori. La sua obiezione è economica: se le piattaforme impiegano informazioni prodotte da altri senza restituire traffico sufficiente ai siti, chi finanzierà la produzione di contenuti di qualità?
Aranzulla teme un progressivo indebolimento dell’intero ecosistema digitale. Il calo dei visitatori coincide con la diffusione dei nuovi sistemi di ricerca, ma i dati disponibili non consentono di attribuire all’intelligenza artificiale l’intera diminuzione degli utili.
Dalle prime guide in Sicilia alla vita familiare a Milano
Il percorso dell’imprenditore è cominciato a Mirabella Imbaccari, comune siciliano di circa quattromila abitanti dove è nato. Da bambino convinse i genitori a comprargli il primo computer. Autodidatta, iniziò a pubblicare guide online per non dover rispondere continuamente alle stesse domande di amici e conoscenti: da quell’intuizione è nato uno dei siti italiani più popolari dedicati alla tecnologia.
Oggi vive a Milano, nel quartiere CityLife, e guarda con preoccupazione all’aumento del costo della vita. Ha raccontato che ai prezzi attuali non ricomprerebbe la propria abitazione, citando anche due spese quotidiane: venti euro per un gelato in famiglia e sessanta euro per due pizze a domicilio.
Il rapporto con il digitale cambia nella vita familiare. Diventato padre nel 2023, Aranzulla ha scelto con la compagna di non far usare alla figlia telefoni intelligenti e dispositivi a tavoletta e di non farle guardare la televisione. La tecnologia, nella sua visione, offre opportunità ma non è necessariamente la soluzione migliore in ogni situazione. In casa vengono preferiti i libri agli schermi, anche se questo richiede un maggiore impegno dei genitori.
