Il blocco di Benjamin Netanyahu ha ottenuto 53 seggi in Israele, contro i 48 di Gadi Eisenkot, al termine dello scrutinio: l’ufficializzazione dei risultati è prevista per il 4 novembre. Il voto serviva a rinnovare la Knesset, il parlamento, e a definire il prossimo governo.
Sono state le prime elezioni politiche dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la guerra che ne è seguita. Durante lo spoglio si era profilato un testa a testa tra il premier uscente e lo sfidante, senza che nessuna coalizione sembrasse in grado di raggiungere la maggioranza.
Assegnati a Netanyahu 53 seggi, a Eisenkot 48
Nessuna maggioranza è emersa dal voto: nessuno raggiunge i 61 seggi necessari per governare Israele. A circa metà delle sezioni scrutinate, 6.456 su oltre 12 mila, il Likud, il partito di Netanyahu, era in testa con 571.627 voti, pari al 20,81%. Il Comitato centrale per le elezioni per il rinnovo della 26ª Knesset assegnava il secondo posto a Yashar di Gadi Eisenkot, con 468.460 voti e il 17,06%. Seguiva Insieme, guidato da Naftali Bennett, con 252.883 voti, pari al 9,21%.
In una fase precedente, con quasi il 42% delle schede scrutinate, i risultati parziali della Commissione Elettorale Centrale attribuivano 57 seggi al blocco favorevole a Netanyahu e 47 a quello contrario. I restanti 16 erano assegnati complessivamente alla Lista Comune, denominata anche Joint List, e a Ra’am, entrambe formazioni a prevalenza araba.
Sotto la soglia di sbarramento del 3,25% risultavano allora Reservists, al 2,7%, People of Israel, all’1,8%, e Charedi Public, allo 0,3%. Erano dati provvisori, soggetti a variazioni con il proseguimento del conteggio.
“Elezioni rubate da partiti arabi che sostengono terrorismo”
”Le elezioni sono state rubate da partiti arabi che sostengono il terrorismo e l’eliminazione dello Stato ebraico attraverso gravi reati penali quali corruzione, minacce, violenza, falsificazione e utilizzo di software proibiti per sollecitare gli elettori”.
Lo afferma il Likud in una nota, sostenendo che il partito del premier Netanyahu ‘”sta fornendo alla polizia, allo Shin Bet e alla Commissione elettorale centinaia di testimonianze e prove di brogli elettorali in numerosi seggi arabi: migliaia di buste contenenti denaro contante e schede elettorali precompilate, minacce e violenze contro i commissari dei seggi”.
Durante la notte elettorale, nella sede del comitato del Likud a Gerusalemme, Netanyahu ha rivendicato il primato del partito e una maggioranza per la coalizione, chiedendo un esecutivo nazionale di destra. Sull’Iran, Netanyahu ha affermato: «Israele ha un’opportunità storica, unica, insieme al nostro partner, il presidente Trump, di eliminare per sempre la minaccia esistenziale costituita dall’Iran».
La partecipazione alle elezioni in Israele e seggi assegnati
L’affluenza definitiva è stata del 77,7%, in aumento di 7,1 punti rispetto al 70,6% delle elezioni del 2022, secondo la Commissione elettorale centrale. I votanti registrati erano 5.444.277, su oltre 7 milioni di elettori. In corsa c’erano 36 partiti, dei quali soltanto 13 rilevati nei sondaggi sopra lo sbarramento.
Il calendario prevedeva l’ufficializzazione otto giorni dopo il voto per i tempi necessari al conteggio delle doppie buste, esaminate in una fase successiva dello scrutinio. Questo sistema riguarda chi vota lontano dal luogo di residenza, tra cui militari, diplomatici e persone ospedalizzate.
