Il relitto individuato la scorsa estate a circa 70 metri di profondità, al largo di Salcombe, sulla costa meridionale del Devon, nell’Inghilterra sudoccidentale, è stato identificato come il sottomarino tedesco U-672. Scomparso durante la Seconda guerra mondiale, era affondato nel luglio 1944 ed è rimasto sul fondale senza un’identificazione certa per 82 anni.
La squadra britannica Skin Deeper, guidata da Ian Taylor, ha scoperto il relitto. Il gruppo di subacquei Gasperados ha poi contribuito a riconoscerlo, con il supporto dello storico navale tedesco Axel Niestlé, confrontando le caratteristiche del battello con le informazioni storiche disponibili.
Il confronto con gli archivi e l’errore nelle coordinate
Un errore nelle coordinate riportate nei documenti navali avrebbe contribuito a complicare la localizzazione: la perdita dell’U-672 era indicata in un luogo diverso. Questa discrepanza avrebbe reso più difficile collegare il sito all’episodio documentato nelle acque britanniche.
Il riconoscimento ha permesso di associare il relitto alla sua storia attraverso l’esplorazione subacquea e il confronto con gli archivi. Il solo ritrovamento sul fondale, infatti, non basta a stabilire l’identità di un battello, soprattutto nel caso di relitti militari danneggiati e rimasti a lungo inesplorati.
L’attacco della HMS Balfour al sottomarino e il salvataggio dell’equipaggio
L’U-672 apparteneva alla classe VIIC, prodotta a partire dal 1938 e fra le più diffuse tra i sommergibili tedeschi impiegati nell’Atlantico. Questi battelli avevano il compito di affondare il naviglio mercantile nemico. Erano chiamati U-Boot, termine usato per i sommergibili della marina tedesca nelle due guerre mondiali, contrazione di Unterseeboot, “battello sottomarino”.
La fregata britannica HMS Balfour intercettò l’U-672 il 18 luglio 1944 e lo attaccò con bombe di profondità. I gravi danni impedirono al sommergibile di proseguire la navigazione. Il comandante, il tenente Ulf Lawaetz, ordinò quindi all’equipaggio di abbandonare il battello e di autoaffondarlo.
Tutti i 52 membri dell’equipaggio sopravvissero: furono recuperati e catturati dalla Royal Navy, la marina militare britannica.
