L’Italia rafforza i controlli sul fentanyl e punta sulla prevenzione per contrastare la diffusione delle droghe, anche attraverso una comunicazione più attenta ai rischi delle sostanze stupefacenti. È la linea tracciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta venerdì 23 ottobre alla Comunità di San Patrignano, in occasione dell’incontro internazionale sulla prevenzione e il recupero dalle dipendenze promosso da Italia e Francia.
La premier ha rivendicato il lavoro svolto dal governo, ricordando che l’Italia è stata la prima in Europa a definire un piano nazionale contro l’uso improprio del fentanyl e degli oppioidi sintetici. Un intervento che, secondo Meloni, ha permesso di preparare il sistema sanitario ad affrontare una possibile emergenza.
Fentanyl, Meloni annuncia controlli più severi negli ospedali
«Prevenire significa anche sapere agire prima che un pericolo esploda», ha dichiarato Meloni. La presidente del Consiglio ha ricordato la formazione degli operatori sanitari e la disponibilità degli antidoti, annunciando un ulteriore rafforzamento dei controlli sulla custodia delle sostanze, soprattutto negli ospedali e nelle strutture sanitarie.
L’obiettivo, ha spiegato, è evitare che gli oppioidi finiscano nei circuiti illegali, con il rischio di provocare una crisi sanitaria simile a quelle già osservate in altri Paesi.
Meloni ha inoltre rivendicato oltre 210 milioni di euro destinati nel 2026 al sistema nazionale contro le dipendenze, risorse che, secondo quanto dichiarato, hanno consentito di assumere nuovo personale nei servizi pubblici, sostenere le comunità terapeutiche e ampliare le possibilità di accesso ai percorsi di recupero.
Il governo ha anche rafforzato il sistema nazionale di allerta rapida sulle droghe, utilizzato per individuare nuove sostanze e cambiamenti nei consumi prima che si trasformino in emergenze.
Il confronto con i network e le parole sulla cannabis
Nel suo intervento, Meloni si è soffermata anche sulla responsabilità dei mezzi di comunicazione. «Abbiamo avviato una interlocuzione proficua con i principali network per correggere messaggi fuorvianti che troppo spesso abbiamo ascoltato in passato», ha affermato.
Per la premier, la prevenzione deve cominciare il prima possibile e coinvolgere scuole, università, famiglie e ambienti digitali frequentati dai giovani. Da qui la richiesta di una maggiore attenzione all’informazione sulle droghe, anche se non sono stati precisati i contenuti oggetto del confronto con i network.
Meloni ha poi lanciato un avvertimento sulle nuove sostanze sintetiche, sostenendo che siano sempre più potenti, economiche e accessibili. Ha richiamato anche il ruolo dell’intelligenza artificiale nello sviluppo di nuove molecole, che possono circolare prima di essere individuate dalle autorità.
Non è mancato un passaggio sulla cannabis. La presidente del Consiglio ha criticato chi continua a definirla una droga leggera, sostenendo che i derivati oggi in circolazione presentino concentrazioni di THC molto più elevate rispetto al passato.
A San Patrignano la coalizione europea contro le droghe
L’incontro si inserisce nei lavori della Coalizione europea contro le droghe (Ecad), iniziativa promossa da Italia e Francia e lanciata nell’ottobre 2025 a Copenaghen. Al momento della sua costituzione aveva riunito 38 Paesi europei, insieme alla Commissione europea e al Consiglio d’Europa.
La riunione di San Patrignano punta a rafforzare la cooperazione internazionale contro il narcotraffico e a definire nuovi impegni sulla prevenzione, sul trattamento e sul recupero delle persone con dipendenze.
Meloni ha definito la comunità romagnola una «fabbrica di speranza e libertà», indicandola come esempio concreto di recupero da condividere con gli altri Paesi.
I lavori si concluderanno con l’adozione di una dichiarazione finale che fisserà le priorità operative della coalizione per i prossimi anni. Al primo posto, ha ribadito la premier, ci sarà la prevenzione.
