La posizione dell’Iraq comprende il rifiuto di qualsiasi azione che minacci la sicurezza dei Paesi vicini. Hussein ha condannato i recenti attacchi contro alcune aree del territorio saudita e respinto ogni danno ai civili e alle strutture civili.
Da parte saudita, bin Farhan ha confermato il sostegno agli sforzi del governo iracheno per ridurre le tensioni. Ha inoltre sottolineato l’importanza di proseguire il lavoro congiunto con i Paesi confinanti per rafforzare la sicurezza e la stabilità regionale. Il colloquio ha riguardato anche il rafforzamento delle relazioni bilaterali e della cooperazione in diversi settori, in particolare quello della sicurezza.
Gli attacchi all’oleodotto e l’indagine a Maysan
La settimana precedente, il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi aveva incontrato a Riyadh il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. In quell’occasione aveva già respinto l’impiego del territorio iracheno per operazioni contro l’Arabia Saudita e gli altri Paesi della regione, condannando gli attacchi degli Houthi alle strutture civili saudite.
A settembre, l’oleodotto saudita Est-Ovest era stato colpito da attacchi con droni provenienti dall’Iraq, che avevano causato vittime e danni materiali. Le autorità saudite avevano dichiarato di aver scelto di non rispondere in quella fase, dopo che al-Zaidi aveva chiesto tempo affinché il suo governo adottasse misure per impedire operazioni dal territorio iracheno contro il regno e i Paesi vicini.
Il governo iracheno aveva successivamente comunicato che la propria indagine aveva accertato la partenza degli attacchi da un sito nella provincia meridionale di Maysan.
Le tensioni militari tra il gruppo degli Houthi dello Yemen e l’Arabia Saudita proseguono da luglio, parallelamente all’intensificarsi dei combattimenti tra gli Houthi e le forze governative yemenite.
