L’ex presidente cubano Raúl Castro è accusato in Florida di cospirazione finalizzata all’omicidio di primo grado per l’abbattimento di due aerei civili: il mandato d’arresto nei suoi confronti è stato annunciato lunedì 19 ottobre dal procuratore generale dello Stato americano, James Uthmeier. L’attacco risale al 24 febbraio 1996 e ha causato quattro morti.
I velivoli disarmati appartenevano a Brothers to the Rescue, un’organizzazione di esuli cubani con sede a Miami, impegnata nella ricerca e nel soccorso dei migranti che cercavano di raggiungere gli Stati Uniti via mare; a colpirli è stata l’aviazione cubana.
Le accuse e l’indagine riaperta nel 2025
Uthmeier ha illustrato il presunto coinvolgimento dell’ex leader nell’operazione militare condotta trent’anni fa. All’epoca dei fatti, Castro ricopriva gli incarichi di ministro delle Forze armate rivoluzionarie e primo vicepresidente di Cuba.
L’indagine è stata riaperta dalle autorità statali nel 2025 e, secondo gli investigatori americani, Castro avrebbe avuto un ruolo decisionale nella catena di comando che autorizzò l’attacco. L’accusa ricostruisce anche l’attività di alcuni agenti dell’intelligence cubana infiltrati nell’organizzazione negli Stati Uniti: avrebbero raccolto informazioni sui piani di volo e le avrebbero trasmesse all’Avana.
“Raúl Castro ha ordinato l’omicidio a sangue freddo di quattro abitanti della Florida e la Florida non smetterà mai di cercare giustizia per quella cospirazione comunista”, ha dichiarato Uthmeier, attribuendo all’ex presidente la responsabilità dell’ordine di abbattere i velivoli.
Il volo da Opa-locka e l’abbattimento dei due aerei
La missione del 24 febbraio 1996 era partita dall’aeroporto di Opa-locka, vicino a Miami. A decollare erano stati tre piccoli aerei Cessna di Brothers to the Rescue. Durante il volo, due dei tre velivoli sono stati intercettati da caccia MiG cubani e abbattuti con missili aria-aria.
Secondo le autorità statunitensi, gli aerei sorvolavano acque internazionali, fuori dalle acque territoriali cubane. Si stavano allontanando dall’isola e non hanno ricevuto alcun avvertimento prima di essere colpiti. L’episodio provocò una grave crisi diplomatica tra Cuba e Stati Uniti, diventando uno dei casi più controversi nei rapporti tra i due Paesi.
Le quattro persone morte nell’attacco erano Carlos Costa, Pablo Morales, Mario de la Peña e Armando Alejandre Jr.
