Papa Leone XIV ha affrontato l’emergenza dei civili di Oleshky, nella regione di Kherson, in un colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lunedì 19 ottobre. Al centro della conversazione, confermata dalla Sala stampa della Santa Sede, la richiesta di una tregua per consentire l’arrivo degli aiuti. Il contatto è avvenuto a pochi giorni dalla telefonata con Vladimir Putin, al quale il Pontefice aveva già chiesto una sospensione delle ostilità per soccorrere la popolazione.
Il Vaticano cerca la collaborazione di entrambe le parti per garantire l’assistenza ai civili e permettere evacuazioni sicure. Con Zelensky, Leone XIV ha richiamato la richiesta già avanzata al presidente russo e ha ribadito l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace.
La richiesta di aiuti ed evacuazioni a Oleshky
La crisi umanitaria riguarda una città sulla riva sinistra del fiume Dnipro. Secondo fonti ucraine, circa 2mila persone, tra cui una cinquantina di bambini, sarebbero rimaste intrappolate senza acqua, elettricità e medicinali, con possibilità estremamente limitate di lasciare la zona.
La Santa Sede ha indicato così l’obiettivo del colloquio: “Il Santo Padre ha auspicato che la collaborazione di entrambe le parti possa consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile”.
Mosca e Kiev si attribuiscono reciprocamente la responsabilità dell’emergenza. Secondo il Cremlino, gli attacchi ucraini con droni, i bombardamenti e la presenza di mine impedirebbero il ripristino dei servizi essenziali. Le autorità ucraine accusano invece la Russia di ostacolare le evacuazioni e l’ingresso degli aiuti umanitari.
Il Pontefice aveva discusso della stessa emergenza con Putin venerdì 16 ottobre, quando si trovava ancora ricoverato al Policlinico Gemelli, chiedendo un intervento per alleviare le sofferenze degli abitanti. Durante quella conversazione, il presidente russo avrebbe attribuito a Kiev la responsabilità della crisi. Secondo quanto riferito dal Cremlino, avrebbe tuttavia assicurato sostegno agli sforzi del Vaticano per garantire la sicurezza della popolazione e l’arrivo dei rifornimenti indispensabili.
I contatti del Vaticano con Mosca e Kiev
L’intervento su Oleshky si inserisce nei contatti mantenuti da Leone XIV con entrambi i presidenti fin dall’inizio del pontificato. Il Papa ha anche offerto il Vaticano come possibile sede per futuri negoziati di pace.
Leone XIV, durante un recente intervento a Metz, in Francia, aveva invitato le parti a “mostrare coraggio nella negoziazione ed essere pronti a sacrificare alcune posizioni per il bene superiore della pace”. La richiesta rivolta a Mosca e Kiev per Oleshky è di sospendere le ostilità almeno per il tempo necessario a soccorrere i civili.
Il Vaticano ha inviato in Russia negli scorsi mesi l’arcivescovo Paul Richard Gallagher e il cardinale Matteo Zuppi, impegnati rispettivamente sul fronte diplomatico e su quello umanitario. Zuppi continua a occuparsi degli scambi di prigionieri e delle iniziative per favorire il ritorno dei bambini ucraini dai territori occupati.
